La Juventus riparte con Alajbegovic e Boga: Napoli battuto 2-0, crisi sempre più profonda
Due lampi per scuotere la Juventus e lasciare il Napoli al buio. Il primo gol in Serie A di Kerim Alajbegovic e il destro a giro di Boga consegnano ai bianconeri un successo pesante all’Allianz Stadium: finisce 2-0 una partita a lungo bloccata, povera di ritmo e segnata dalle difficoltà di due squadre alla ricerca di una svolta.
A trovarla, almeno per una sera, è Luciano Spalletti. La sua Juventus risponde a Como e Milan nella corsa al quarto posto, mantenendo a sei lunghezze la distanza dalla formazione di Fabregas. Il Napoli di Massimiliano Allegri, invece, scivola a nove punti dai lariani e a quattordici dalla Lazio capolista. Un bilancio che rende ancora più delicato il momento degli azzurri dopo dieci giornate.
Il confronto nasce sotto il peso delle assenze: sette per la Juventus, nove per il Napoli. Spalletti, dopo tre giorni di ritiro, sceglie inizialmente il 4-4-2 e rilancia Cabal, titolare in bianconero come non accadeva dallo scorso febbraio. Allegri, squalificato e costretto a seguire la gara dalla tribuna, conferma il 4-3-3, affidando la porta a Meret, la regia a De Bruyne e il centro dell’attacco a Lucca. In difesa trova spazio Marianucci, mentre le indisponibilità dell’ultima ora di Hojlund e Milinkovic-Savic restringono ulteriormente le possibilità di scelta.
L’avvio è del Napoli. All’ottavo minuto Lucca va vicino al vantaggio con un colpo di testa su cross di Politano, ma Vicario risponde con un ottimo intervento. La Juventus fatica a prendere campo e deve fare i conti anche con la contestazione del proprio pubblico: dopo lo striscione esposto all’esterno dello stadio, la Curva Sud richiama la squadra e poi resta in silenzio.
Gli azzurri gestiscono maggiormente il pallone, senza però riuscire a trasformare il possesso in una pressione continua. Dall’altra parte, i bianconeri cercano di appoggiarsi a Woltemade e Kolo Muani, ma la manovra rimane imprecisa. Alajbegovic e Politano sono tra i pochi a tentare di cambiare passo in un primo tempo dominato dagli errori.
La Juventus si rende pericolosa soprattutto su calcio piazzato. Al 28’ Cabal devia di spalla un pallone proveniente da un angolo e colpisce l’incrocio dei pali. Nel prosieguo dell’azione i padroni di casa chiedono un rigore per un contatto di Olivera sul colombiano, ma Sozza lascia proseguire. Prima dell’intervallo Lang e Alajbegovic sprecano due buone opportunità; il bosniaco trova poi lo specchio della porta, impegnando Meret in tuffo.
La ripresa si apre con tre cambi. Il Napoli inserisce Rrahmani e Gilmour per Di Lorenzo e De Bruyne, spostando Marianucci sulla destra. Spalletti perde McKennie per un risentimento all’adduttore e manda in campo Gatti, passando alla difesa a cinque.
La Juventus mostra maggiore vivacità, ma per spezzare l’equilibrio serve un’altra scelta dalla panchina. All’ora di gioco entra Zhegrova al posto di Kolo Muani, accompagnato dai fischi dello stadio. Il kosovaro diventa presto decisivo: al 70’ supera Olivera sulla destra, converge verso il centro e serve Alajbegovic. Il sinistro del bosniaco è preciso e potente: il pallone tocca il palo alla destra di Meret e termina in rete.
È la giocata che cambia la partita e riaccende l’Allianz Stadium. La Curva Sud torna a cantare, mentre il Napoli perde lucidità e poco dopo rimane in dieci: al 75’ Marianucci riceve il secondo cartellino giallo, complicando ulteriormente ogni tentativo di rimonta.
A chiudere la sfida è Boga, subentrato proprio all’autore del vantaggio. All’87’ l’attaccante trova un destro a giro che supera Meret e fissa il risultato sul 2-0.
Per la Juventus è una vittoria che restituisce fiducia e attenua la pressione su Spalletti, allontanando almeno per il momento l’ombra di Antonio Conte. Per il Napoli, invece, la crisi si aggrava. Le tante assenze pesano, ma la classifica e le difficoltà di gioco impongono una risposta: la trasferta contro il Porto e la successiva sfida al Maradona con la Lazio diventano già passaggi cruciali della stagione.
A trovarla, almeno per una sera, è Luciano Spalletti. La sua Juventus risponde a Como e Milan nella corsa al quarto posto, mantenendo a sei lunghezze la distanza dalla formazione di Fabregas. Il Napoli di Massimiliano Allegri, invece, scivola a nove punti dai lariani e a quattordici dalla Lazio capolista. Un bilancio che rende ancora più delicato il momento degli azzurri dopo dieci giornate.
Il confronto nasce sotto il peso delle assenze: sette per la Juventus, nove per il Napoli. Spalletti, dopo tre giorni di ritiro, sceglie inizialmente il 4-4-2 e rilancia Cabal, titolare in bianconero come non accadeva dallo scorso febbraio. Allegri, squalificato e costretto a seguire la gara dalla tribuna, conferma il 4-3-3, affidando la porta a Meret, la regia a De Bruyne e il centro dell’attacco a Lucca. In difesa trova spazio Marianucci, mentre le indisponibilità dell’ultima ora di Hojlund e Milinkovic-Savic restringono ulteriormente le possibilità di scelta.
L’avvio è del Napoli. All’ottavo minuto Lucca va vicino al vantaggio con un colpo di testa su cross di Politano, ma Vicario risponde con un ottimo intervento. La Juventus fatica a prendere campo e deve fare i conti anche con la contestazione del proprio pubblico: dopo lo striscione esposto all’esterno dello stadio, la Curva Sud richiama la squadra e poi resta in silenzio.
Gli azzurri gestiscono maggiormente il pallone, senza però riuscire a trasformare il possesso in una pressione continua. Dall’altra parte, i bianconeri cercano di appoggiarsi a Woltemade e Kolo Muani, ma la manovra rimane imprecisa. Alajbegovic e Politano sono tra i pochi a tentare di cambiare passo in un primo tempo dominato dagli errori.
La Juventus si rende pericolosa soprattutto su calcio piazzato. Al 28’ Cabal devia di spalla un pallone proveniente da un angolo e colpisce l’incrocio dei pali. Nel prosieguo dell’azione i padroni di casa chiedono un rigore per un contatto di Olivera sul colombiano, ma Sozza lascia proseguire. Prima dell’intervallo Lang e Alajbegovic sprecano due buone opportunità; il bosniaco trova poi lo specchio della porta, impegnando Meret in tuffo.
La ripresa si apre con tre cambi. Il Napoli inserisce Rrahmani e Gilmour per Di Lorenzo e De Bruyne, spostando Marianucci sulla destra. Spalletti perde McKennie per un risentimento all’adduttore e manda in campo Gatti, passando alla difesa a cinque.
La Juventus mostra maggiore vivacità, ma per spezzare l’equilibrio serve un’altra scelta dalla panchina. All’ora di gioco entra Zhegrova al posto di Kolo Muani, accompagnato dai fischi dello stadio. Il kosovaro diventa presto decisivo: al 70’ supera Olivera sulla destra, converge verso il centro e serve Alajbegovic. Il sinistro del bosniaco è preciso e potente: il pallone tocca il palo alla destra di Meret e termina in rete.
È la giocata che cambia la partita e riaccende l’Allianz Stadium. La Curva Sud torna a cantare, mentre il Napoli perde lucidità e poco dopo rimane in dieci: al 75’ Marianucci riceve il secondo cartellino giallo, complicando ulteriormente ogni tentativo di rimonta.
A chiudere la sfida è Boga, subentrato proprio all’autore del vantaggio. All’87’ l’attaccante trova un destro a giro che supera Meret e fissa il risultato sul 2-0.
Per la Juventus è una vittoria che restituisce fiducia e attenua la pressione su Spalletti, allontanando almeno per il momento l’ombra di Antonio Conte. Per il Napoli, invece, la crisi si aggrava. Le tante assenze pesano, ma la classifica e le difficoltà di gioco impongono una risposta: la trasferta contro il Porto e la successiva sfida al Maradona con la Lazio diventano già passaggi cruciali della stagione.

