Sondaggi politici, centrodestra in calo: FdI perde oltre due punti. Campo largo al 43,2%, cresce Vannacci
La rilevazione Only Numbers fotografa un arretramento dei partiti della maggioranza dopo l’estate. Fratelli d’Italia scende al 26,3%, mentre il centrodestra si ferma complessivamente al 41,7%. Il campo largo raggiunge il 43,2%. Forte crescita per Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, dato al 7,4%. Nelle ipotetiche primarie del centrosinistra Giuseppe Conte precede Elly Schlein e Silvia Salis.
Il centrodestra esce indebolito dall’estate e, almeno secondo l’ultima rilevazione di Only Numbers per Porta a Porta, perde terreno rispetto al blocco delle opposizioni. Il dato più significativo riguarda Fratelli d’Italia: il partito guidato da Giorgia Meloni scende al 26,3%, con una flessione di 2,1 punti percentuali rispetto all’inizio dell’estate.
Il calo, tuttavia, non riguarda soltanto FdI. Anche gli alleati registrano una contrazione: Forza Italia viene rilevata al 7,5%, in diminuzione dello 0,8%, mentre la Lega scende al 6,3%, perdendo 1,1 punti. Noi Moderati resta invece stabile intorno all’1%.
Sommando le diverse componenti, il centrodestra raggiungerebbe oggi il 41,7%, circa quattro punti in meno rispetto all’inizio dell’estate.
Vannacci cresce al 7,4% e supera la Lega
A modificare ulteriormente gli equilibri è la crescita di Futuro Nazionale, la formazione di Roberto Vannacci. Secondo il sondaggio, il partito raggiungerebbe il 7,4%, con un incremento di 2,9 punti.
Un risultato che lo collocherebbe davanti alla Lega e a un solo decimo di distanza da Forza Italia.
La crescita della formazione di Vannacci apre anche il tema delle future alleanze. Tra gli elettori dell’attuale maggioranza, il 40,5% sarebbe favorevole a un’intesa con Vannacci, mentre il 41,3% sarebbe contrario.
Le differenze tra gli elettorati dei singoli partiti sono significative. Tra gli elettori della Lega il 41,8% sarebbe favorevole all’alleanza, mentre tra quelli di Forza Italia il 58,8% si dichiara contrario.
Campo largo al 43,2%, ma cala anche il Pd
Sul fronte opposto, il quadro non mostra una crescita uniforme. Anche il Partito Democratico perde terreno: viene rilevato al 20,7%, con una flessione di 1,5 punti.
A guadagnare consensi è invece il Movimento 5 Stelle, che sale dello 0,5% e raggiunge l’11,9%.
Alleanza Verdi-Sinistra si mantiene sostanzialmente stabile al 6,5%, con una lieve flessione dello 0,2%, mentre Italia Viva si attesta al 2,1%, perdendo lo 0,3%.
In crescita +Europa, che raggiunge il 2% con un incremento dello 0,8%. Al di fuori dei due principali schieramenti, Azione di Carlo Calenda resta al 3,3%.
Sommando le forze considerate parte del campo largo, la coalizione arriverebbe complessivamente al 43,2%, un punto e mezzo sopra il 41,7% attribuito al centrodestra.
Si tratta naturalmente di una fotografia delle intenzioni di voto e non di una proiezione automatica dell’esito delle elezioni: oltre alle possibili variazioni del consenso, saranno determinanti la composizione effettiva delle coalizioni e il sistema elettorale.
Il nodo Renzi divide il centrosinistra
Anche nel campo largo restano questioni politiche ancora aperte, a partire dalla presenza di Matteo Renzi e di Italia Viva.
Secondo la rilevazione, il 51,8% degli elettori dell’area sarebbe favorevole alla partecipazione di Italia Viva alla coalizione, mentre il 31,4% si dichiara contrario.
Le maggiori resistenze emergono tra gli elettori del Movimento 5 Stelle: il 53,7% sarebbe contrario a un’alleanza che comprenda la formazione guidata da Renzi.
Il dato evidenzia uno dei principali problemi che il centrosinistra dovrebbe affrontare nell’ipotesi di costruire una coalizione unitaria: trasformare la somma dei consensi dei singoli partiti in un’alleanza politica effettiva.
Primarie del campo largo: Conte al 38,8%
Il sondaggio prende in esame anche un’eventuale competizione per la leadership del campo largo.
In un’ipotetica primaria con più candidati, Giuseppe Conte otterrebbe il 38,8%, risultando il candidato con la quota più alta nella rilevazione. Alle sue spalle si collocherebbe Elly Schlein, al 24,7%, seguita dalla sindaca di Genova Silvia Salis, al 19,6%.
Conte raccoglierebbe, oltre al sostegno dell’elettorato del Movimento 5 Stelle, anche il 20% degli elettori del Pd e il 35% di quelli di Alleanza Verdi-Sinistra.
Schlein otterrebbe invece il 34,9% tra gli elettori democratici, il 30% tra quelli di AVS e il 7,5% tra gli elettori del Movimento 5 Stelle.
Significativo anche il risultato attribuito a Silvia Salis: la sindaca di Genova raccoglierebbe il 28,4% tra gli elettori del Pd e il 32% tra quelli di Italia Viva.
Più distanti gli altri eventuali candidati: Matteo Renzi si fermerebbe al 5,1%, Angelo Bonelli al 2,4% e Nicola Fratoianni allo 0,4%.
Equilibri politici in movimento dopo l’estate
La rilevazione descrive quindi uno scenario caratterizzato da spostamenti significativi ma anche da forti incognite.
Da una parte il centrodestra registra un arretramento complessivo, con Fratelli d’Italia ancora nettamente primo partito ma in calo e con Lega e Forza Italia entrambe sotto l’8%. La crescita di Vannacci introduce inoltre una nuova variabile negli equilibri dell’area.
Dall’altra parte, la somma delle forze del campo largo raggiunge il 43,2%, pur in presenza di divisioni sulla composizione della coalizione e sulla futura leadership.
La distanza fotografata dal sondaggio tra i due blocchi è contenuta: 43,2% per il campo largo contro 41,7% per il centrodestra. Più che delineare un risultato elettorale già scritto, i numeri mostrano quindi una fase politica nella quale gli equilibri tra le coalizioni e, soprattutto, quelli interni ai due schieramenti restano in movimento.
Il centrodestra esce indebolito dall’estate e, almeno secondo l’ultima rilevazione di Only Numbers per Porta a Porta, perde terreno rispetto al blocco delle opposizioni. Il dato più significativo riguarda Fratelli d’Italia: il partito guidato da Giorgia Meloni scende al 26,3%, con una flessione di 2,1 punti percentuali rispetto all’inizio dell’estate.
Il calo, tuttavia, non riguarda soltanto FdI. Anche gli alleati registrano una contrazione: Forza Italia viene rilevata al 7,5%, in diminuzione dello 0,8%, mentre la Lega scende al 6,3%, perdendo 1,1 punti. Noi Moderati resta invece stabile intorno all’1%.
Sommando le diverse componenti, il centrodestra raggiungerebbe oggi il 41,7%, circa quattro punti in meno rispetto all’inizio dell’estate.
Vannacci cresce al 7,4% e supera la Lega
A modificare ulteriormente gli equilibri è la crescita di Futuro Nazionale, la formazione di Roberto Vannacci. Secondo il sondaggio, il partito raggiungerebbe il 7,4%, con un incremento di 2,9 punti.
Un risultato che lo collocherebbe davanti alla Lega e a un solo decimo di distanza da Forza Italia.
La crescita della formazione di Vannacci apre anche il tema delle future alleanze. Tra gli elettori dell’attuale maggioranza, il 40,5% sarebbe favorevole a un’intesa con Vannacci, mentre il 41,3% sarebbe contrario.
Le differenze tra gli elettorati dei singoli partiti sono significative. Tra gli elettori della Lega il 41,8% sarebbe favorevole all’alleanza, mentre tra quelli di Forza Italia il 58,8% si dichiara contrario.
Campo largo al 43,2%, ma cala anche il Pd
Sul fronte opposto, il quadro non mostra una crescita uniforme. Anche il Partito Democratico perde terreno: viene rilevato al 20,7%, con una flessione di 1,5 punti.
A guadagnare consensi è invece il Movimento 5 Stelle, che sale dello 0,5% e raggiunge l’11,9%.
Alleanza Verdi-Sinistra si mantiene sostanzialmente stabile al 6,5%, con una lieve flessione dello 0,2%, mentre Italia Viva si attesta al 2,1%, perdendo lo 0,3%.
In crescita +Europa, che raggiunge il 2% con un incremento dello 0,8%. Al di fuori dei due principali schieramenti, Azione di Carlo Calenda resta al 3,3%.
Sommando le forze considerate parte del campo largo, la coalizione arriverebbe complessivamente al 43,2%, un punto e mezzo sopra il 41,7% attribuito al centrodestra.
Si tratta naturalmente di una fotografia delle intenzioni di voto e non di una proiezione automatica dell’esito delle elezioni: oltre alle possibili variazioni del consenso, saranno determinanti la composizione effettiva delle coalizioni e il sistema elettorale.
Il nodo Renzi divide il centrosinistra
Anche nel campo largo restano questioni politiche ancora aperte, a partire dalla presenza di Matteo Renzi e di Italia Viva.
Secondo la rilevazione, il 51,8% degli elettori dell’area sarebbe favorevole alla partecipazione di Italia Viva alla coalizione, mentre il 31,4% si dichiara contrario.
Le maggiori resistenze emergono tra gli elettori del Movimento 5 Stelle: il 53,7% sarebbe contrario a un’alleanza che comprenda la formazione guidata da Renzi.
Il dato evidenzia uno dei principali problemi che il centrosinistra dovrebbe affrontare nell’ipotesi di costruire una coalizione unitaria: trasformare la somma dei consensi dei singoli partiti in un’alleanza politica effettiva.
Primarie del campo largo: Conte al 38,8%
Il sondaggio prende in esame anche un’eventuale competizione per la leadership del campo largo.
In un’ipotetica primaria con più candidati, Giuseppe Conte otterrebbe il 38,8%, risultando il candidato con la quota più alta nella rilevazione. Alle sue spalle si collocherebbe Elly Schlein, al 24,7%, seguita dalla sindaca di Genova Silvia Salis, al 19,6%.
Conte raccoglierebbe, oltre al sostegno dell’elettorato del Movimento 5 Stelle, anche il 20% degli elettori del Pd e il 35% di quelli di Alleanza Verdi-Sinistra.
Schlein otterrebbe invece il 34,9% tra gli elettori democratici, il 30% tra quelli di AVS e il 7,5% tra gli elettori del Movimento 5 Stelle.
Significativo anche il risultato attribuito a Silvia Salis: la sindaca di Genova raccoglierebbe il 28,4% tra gli elettori del Pd e il 32% tra quelli di Italia Viva.
Più distanti gli altri eventuali candidati: Matteo Renzi si fermerebbe al 5,1%, Angelo Bonelli al 2,4% e Nicola Fratoianni allo 0,4%.
Equilibri politici in movimento dopo l’estate
La rilevazione descrive quindi uno scenario caratterizzato da spostamenti significativi ma anche da forti incognite.
Da una parte il centrodestra registra un arretramento complessivo, con Fratelli d’Italia ancora nettamente primo partito ma in calo e con Lega e Forza Italia entrambe sotto l’8%. La crescita di Vannacci introduce inoltre una nuova variabile negli equilibri dell’area.
Dall’altra parte, la somma delle forze del campo largo raggiunge il 43,2%, pur in presenza di divisioni sulla composizione della coalizione e sulla futura leadership.
La distanza fotografata dal sondaggio tra i due blocchi è contenuta: 43,2% per il campo largo contro 41,7% per il centrodestra. Più che delineare un risultato elettorale già scritto, i numeri mostrano quindi una fase politica nella quale gli equilibri tra le coalizioni e, soprattutto, quelli interni ai due schieramenti restano in movimento.

