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Vannacci apre a Meloni e guarda al Quirinale: «Sarebbe un’ottima presidente della Repubblica»

Roberto Vannacci manda un segnale distensivo a Giorgia Meloni e apre alla possibilità di sostenerla nella futura corsa al Quirinale. Dopo gli scontri degli ultimi giorni sulla legge elettorale, il leader di Futuro Nazionale sembra così riavvicinarsi al centrodestra, lasciando intravedere lo spazio per una possibile alleanza in vista delle prossime elezioni politiche.

«Perché no? Penso che Giorgia Meloni abbia dimostrato carisma e notevoli capacità, quindi potrebbe essere anche un’ottima presidente della Repubblica», ha dichiarato Vannacci durante la trasmissione È sempre Cartabianca, su Rete 4.

Alla domanda se la premier, in caso di candidatura al Colle, potrebbe contare con certezza sul sostegno di Futuro Nazionale, l’ex generale ha risposto con maggiore cautela: «È una delle eventualità possibili».

Parole che assumono un peso politico particolare. Vannacci, infatti, guida una formazione accreditata dai sondaggi di una percentuale vicina all’8 per cento e potenzialmente in grado di sottrarre consensi decisivi alla coalizione di centrodestra. Un risultato del genere potrebbe rendere Futuro Nazionale determinante non soltanto per la formazione del prossimo governo, ma anche per l’elezione del successore di Sergio Mattarella.

Il progetto Quirinale e l’endorsement di La Russa

L’ipotesi di una futura candidatura di Meloni alla Presidenza della Repubblica circola da tempo negli ambienti del centrodestra. A evocarla apertamente era stato anche il presidente del Senato Ignazio La Russa: «Secondo me diventerà presidente della Repubblica, non questa volta, ma la prossima».

L’apertura di Vannacci, tuttavia, ha un significato diverso. Non arriva da un esponente di Fratelli d’Italia o da un alleato consolidato, ma dal leader di una forza politica che potrebbe presentarsi autonomamente alle prossime elezioni, mettendo a rischio la vittoria della coalizione guidata dalla premier.

Il possibile appuntamento con il Quirinale nel 2029 potrebbe dunque diventare una delle carte negoziali nel confronto tra Futuro Nazionale e il centrodestra.

Lo scontro sulla legge elettorale

Il segnale lanciato da Vannacci arriva dopo giorni di forti tensioni. Il fondatore di Futuro Nazionale aveva accusato la maggioranza di voler introdurre un ballottaggio attraverso una modifica della legge elettorale pensata per arginare la crescita del suo partito.

Vannacci aveva definito l’emendamento una misura «anti-Vannacci» e una «mossa della paura». Se Futuro Nazionale decidesse di correre da solo, infatti, potrebbe raccogliere al primo turno una parte significativa dei voti tradizionalmente destinati al centrodestra.

Dal fronte vannacciano continua comunque ad arrivare un messaggio preciso: Meloni non potrebbe permettersi di ignorare Futuro Nazionale. Massimiliano Simoni, coordinatore nazionale del partito e considerato il vice di Vannacci, aveva sostenuto che una sconfitta elettorale potrebbe mettere in crisi Fratelli d’Italia e l’intera coalizione.

Secondo Simoni, con una percentuale vicina all’8 per cento Futuro Nazionale potrebbe eleggere circa trenta deputati e dieci senatori, conquistando un ruolo decisivo anche nell’elezione del presidente della Repubblica. Una previsione politica che dipenderà, naturalmente, dal sistema elettorale definitivo e dagli effettivi risultati delle urne.

Il caso Financial Times e le accuse di vicinanza a Mosca

Intanto Vannacci deve affrontare anche le polemiche internazionali sulla sua posizione nei confronti della Russia e della guerra in Ucraina. Il Financial Times ha descritto la sua ascesa politica come un possibile ostacolo alla rielezione di Meloni, sottolineando la capacità dell’ex generale di intercettare il malcontento economico, le istanze pacifiste e le simpatie filorusse presenti in una parte dell’elettorato italiano.

«Senza Vannacci avrei scommesso con una certa tranquillità sulla rielezione di Meloni. Con Vannacci è tutto molto più complicato», ha osservato il politologo Giovanni Orsina, citato dal quotidiano britannico.

Alcuni analisti hanno inoltre avanzato sospetti, finora non accompagnati da prove pubbliche, su una possibile influenza russa nella crescita politica di Futuro Nazionale. Nona Mikhelidze, dell’Istituto Affari Internazionali, ha parlato del sospetto che possa trattarsi di «un progetto russo». L’European Council on Foreign Relations ha invece definito Vannacci «un cavallo di Troia dell’influenza russa in Italia», sostenendo che un suo ingresso nella maggioranza potrebbe indebolire la posizione europea sulla sicurezza collettiva, sulle sanzioni e sul sostegno a Kiev.

Il leader di Futuro Nazionale ha respinto nettamente queste accuse. «È un nuovo epiteto. Aspetto ancora uno straccio di prova: la pistola fumante non ce l’ha nessuno e quindi rimangono chiacchiere», ha dichiarato durante la trasmissione di Rete 4.

Vannacci ha interpretato gli attacchi come il segnale della preoccupazione suscitata dalla crescita del suo movimento: «Di qualcosa mi devono accusare. Hanno una paura terribile di me e quindi devono trovare qualche modo per farlo: omofobo, xenofobo, razzista, sessista, misogino. E adesso cavallo di Troia».

Alla contestazione di voler interrompere l’invio di armi e risorse economiche all’Ucraina, l’ex generale ha replicato: «Magari le famiglie italiane ne hanno più bisogno».

«Non sono filorusso o filostraniero, sono filoitaliano», ha aggiunto. «Siccome viviamo in un continente vicino alla Russia, credo che avere rapporti distesi con i nostri vicini sia nel nostro interesse».

L’apertura che ridisegna gli equilibri

L’endorsement condizionato a Meloni per il Quirinale non cancella le distanze politiche, ma apre una nuova fase nei rapporti tra Futuro Nazionale e il centrodestra. Vannacci continua a presentarsi come un concorrente autonomo, capace di sottrarre voti alla maggioranza, ma allo stesso tempo segnala di essere disponibile a discutere un’intesa.

Molto dipenderà dalla legge elettorale, dai sondaggi e dalle strategie che i partiti adotteranno in vista delle Politiche. Il messaggio dell’ex generale, però, appare già chiaro: Futuro Nazionale punta a diventare un interlocutore indispensabile, tanto per la riconquista di Palazzo Chigi quanto per la futura partita del Quirinale.

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