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Cronaca

Terremoto ai Campi Flegrei, danni all’acquedotto e binari deformati. Castelluccio: «Serve un nuovo piano per il territorio»

Il terremoto di magnitudo 4.7 che ha interessato i Campi Flegrei ha provocato nuovi danni alle infrastrutture e agli edifici di Pozzuoli. Le conseguenze più rilevanti riguardano la rete idrica, colpita in diversi punti, ma anche le linee ferroviarie, deformate dal progressivo sollevamento del suolo causato dal bradisismo.

A descrivere la situazione è Roberto Castelluccio, professore di Architettura tecnica all’Università Federico II e consulente per il rischio sismico del Comune di Pozzuoli.

Secondo il docente, sull’acquedotto sarebbero state individuate circa quindici perdite. Diversi edifici sono rimasti temporaneamente senz’acqua, mentre in altre zone la pressione dai rubinetti continua a essere ridotta. Le squadre tecniche sono al lavoro per ripristinare il servizio e il Comune ha disposto l’invio di autobotti a sostegno della popolazione.

Il bradisismo mette sotto pressione le infrastrutture

Il problema, sottolinea Castelluccio, non riguarda soltanto gli effetti dell’ultima scossa. Negli ultimi tre anni la deformazione del terreno ha esercitato una pressione crescente sulle reti idriche, elettriche e del gas.

Anche l’infrastruttura ferroviaria ha risentito del sollevamento del suolo, con deformazioni dei binari che richiedono controlli e interventi continui. Il rallentamento della velocità di sollevamento registrato negli ultimi tempi non ha infatti determinato l’arresto del fenomeno.

Accanto alle infrastrutture, resta centrale il tema della vulnerabilità del patrimonio edilizio. Gli edifici in cemento armato avrebbero generalmente resistito nella loro struttura portante, mentre maggiori criticità sono emerse nei fabbricati in muratura.

I danni hanno interessato soprattutto gli elementi esterni e non strutturali, come balconi, cornicioni e intonaci. Parti che, in caso di distacco, possono comunque rappresentare un grave pericolo per le persone e per i veicoli presenti in strada.

Fondi bloccati dalle irregolarità urbanistiche

Per Castelluccio è necessario un vasto programma di interventi sull’edilizia privata, finalizzato a ridurre la vulnerabilità degli immobili e, dove possibile, ad adeguarli alle norme antisismiche.

L’attuazione delle misure previste dal decreto governativo dedicato ai Campi Flegrei sarebbe però rallentata dai requisiti relativi alla completa conformità urbanistica degli edifici. Molte domande di finanziamento sarebbero state respinte perché i proprietari non sono riusciti a dimostrare la piena regolarità degli immobili.

Il docente propone quindi procedure autorizzative più flessibili, analoghe a quelle adottate in passato per il Sisma Bonus e il Bonus Facciate. L’obiettivo non sarebbe sanare eventuali abusi edilizi, ma permettere la realizzazione degli interventi indispensabili per aumentare la sicurezza degli edifici.

Castelluccio chiede al Governo di intervenire rapidamente per semplificare l’accesso ai fondi, mentre alle amministrazioni locali spetta il compito di elaborare una strategia urbanistica di lungo periodo.

«Ridurre la concentrazione di abitanti nelle aree più esposte»

Tra le questioni sollevate dal consulente figura anche l’elevata densità abitativa in alcune delle zone maggiormente vulnerabili. Secondo Castelluccio, occorre avviare una graduale redistribuzione della popolazione presente in aree come il Rione Terra e la Solfatara.

Una scelta che richiederebbe una revisione complessiva dell’assetto urbano di Pozzuoli. Negli anni Settanta e Ottanta, ricorda il professore, la realizzazione del quartiere di Monteruscello non fu accompagnata da una riduzione delle volumetrie nel centro storico. Il risultato è stato un aumento complessivo del carico urbanistico, anche nelle zone oggi maggiormente esposte al rischio bradisismico.

Allarme costoni, attesi nuovi sopralluoghi

Un’altra emergenza riguarda la stabilità dei costoni rocciosi. Le immagini dei massi caduti sulle automobili dopo il terremoto hanno accresciuto la preoccupazione dei residenti.

Le aree considerate più delicate comprendono il Monte Olibano e la zona di San Vito, dove sono previsti nuovi sopralluoghi dell’Autorità di Bacino. Il rischio non riguarda soltanto le abitazioni: a Pozzuoli e Monte di Procida diverse strade e vie di fuga si trovano accanto a pareti rocciose potenzialmente instabili.

Gli scenari di rischio sono già stati analizzati e sono stati programmati interventi di consolidamento. Per Castelluccio, però, è indispensabile accelerarne l’attuazione, mettendo in sicurezza i costoni prima che nuove scosse o eventi meteorologici provochino ulteriori frane e distacchi.

Il terremoto riporta così in primo piano la necessità di una strategia complessiva per i Campi Flegrei: manutenzione delle infrastrutture, rafforzamento degli edifici, consolidamento dei versanti e revisione della distribuzione della popolazione. Interventi che, secondo il consulente del Comune, non possono più essere rinviati.

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