Meloni frena sull’invio di truppe europee in Ucraina: “Soluzione complessa e poco risolutiva”
Giorgia Meloni si mostra prudente sull’ipotesi di un invio di truppe europee in Ucraina. Dopo il vertice sulla difesa tenutosi a Londra, la premier italiana ha espresso perplessità in merito a tale possibilità, escludendo categoricamente l’invio di soldati italiani. “Non è mai stata all’ordine del giorno. È una soluzione molto complessa e probabilmente meno risolutiva di altre”, ha dichiarato ai cronisti.
L’incontro, a cui hanno partecipato quindici leader europei insieme a rappresentanti di Canada, Turchia, Ue e Nato, è stato convocato per valutare la situazione in Ucraina e discutere una linea d’azione comune. Prima dell’inizio del summit, Meloni ha avuto colloqui bilaterali con il premier britannico Keir Starmer e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, a cui ha confermato il pieno sostegno dell’Italia.
Il dibattito si è acceso anche in seguito alle recenti tensioni diplomatiche tra Stati Uniti ed Europa, scaturite dall’alterco tra Donald Trump e Zelensky nello Studio Ovale. Meloni ha cercato di smorzare i toni, ribadendo che “non è utile lasciarsi andare alle tifoserie” e che l’obiettivo deve rimanere la ricerca di una soluzione condivisa. Nel corso del summit, il premier britannico Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron si sono detti favorevoli all’invio di un contingente europeo ai confini con la Russia. Tuttavia, Meloni ha manifestato riserve su questa proposta, sottolineando come “rischi di essere una soluzione molto complessa e meno risolutiva di altre”. Ha inoltre ridimensionato le notizie riguardanti un presunto piano franco-britannico per la pace, affermando che “ci sono degli spunti, ma non direi che sia stato presentato un piano definitivo”. Meloni ha insistito sulla necessità di mantenere salda l’alleanza con gli Stati Uniti, sottolineando che qualsiasi soluzione per la pace in Ucraina deve passare attraverso la cornice atlantica. Ha anche fatto riferimento all’articolo 5 della Nato, che prevede una difesa collettiva in caso di attacco a un Paese membro, affermando che questo rimane lo strumento più efficace per garantire la sicurezza dell’Europa.
Quanto al rapporto con Washington, Meloni ha lasciato intendere che in futuro potrebbe recarsi negli Stati Uniti per un incontro con la leadership americana: “Penso che a un certo punto andrò alla Casa Bianca, anche se al momento non è in programma”. La premier ha poi escluso l’ipotesi di un’eventuale condivisione dell’arsenale nucleare francese con il resto dell’Unione Europea. “Un ombrello nucleare europeo presuppone un disimpegno degli Stati Uniti, che non auspico. Non credo sia intelligente parlarne”, ha dichiarato, ribadendo il suo impegno per mantenere un Occidente unito. Infine, Meloni ha espresso preoccupazione per i dazi annunciati dagli Stati Uniti, che potrebbero danneggiare l’export italiano ed europeo. “Noi siamo una nazione esportatrice, e ci rendiamo conto che sarebbe un problema. Se la Ue rispondesse ai dazi americani, si rischierebbe un’escalation dannosa per tutti”, ha spiegato, sottolineando la necessità di trovare una soluzione negoziata con Washington.
L’incontro, a cui hanno partecipato quindici leader europei insieme a rappresentanti di Canada, Turchia, Ue e Nato, è stato convocato per valutare la situazione in Ucraina e discutere una linea d’azione comune. Prima dell’inizio del summit, Meloni ha avuto colloqui bilaterali con il premier britannico Keir Starmer e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, a cui ha confermato il pieno sostegno dell’Italia.
Il dibattito si è acceso anche in seguito alle recenti tensioni diplomatiche tra Stati Uniti ed Europa, scaturite dall’alterco tra Donald Trump e Zelensky nello Studio Ovale. Meloni ha cercato di smorzare i toni, ribadendo che “non è utile lasciarsi andare alle tifoserie” e che l’obiettivo deve rimanere la ricerca di una soluzione condivisa. Nel corso del summit, il premier britannico Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron si sono detti favorevoli all’invio di un contingente europeo ai confini con la Russia. Tuttavia, Meloni ha manifestato riserve su questa proposta, sottolineando come “rischi di essere una soluzione molto complessa e meno risolutiva di altre”. Ha inoltre ridimensionato le notizie riguardanti un presunto piano franco-britannico per la pace, affermando che “ci sono degli spunti, ma non direi che sia stato presentato un piano definitivo”. Meloni ha insistito sulla necessità di mantenere salda l’alleanza con gli Stati Uniti, sottolineando che qualsiasi soluzione per la pace in Ucraina deve passare attraverso la cornice atlantica. Ha anche fatto riferimento all’articolo 5 della Nato, che prevede una difesa collettiva in caso di attacco a un Paese membro, affermando che questo rimane lo strumento più efficace per garantire la sicurezza dell’Europa.
Quanto al rapporto con Washington, Meloni ha lasciato intendere che in futuro potrebbe recarsi negli Stati Uniti per un incontro con la leadership americana: “Penso che a un certo punto andrò alla Casa Bianca, anche se al momento non è in programma”. La premier ha poi escluso l’ipotesi di un’eventuale condivisione dell’arsenale nucleare francese con il resto dell’Unione Europea. “Un ombrello nucleare europeo presuppone un disimpegno degli Stati Uniti, che non auspico. Non credo sia intelligente parlarne”, ha dichiarato, ribadendo il suo impegno per mantenere un Occidente unito. Infine, Meloni ha espresso preoccupazione per i dazi annunciati dagli Stati Uniti, che potrebbero danneggiare l’export italiano ed europeo. “Noi siamo una nazione esportatrice, e ci rendiamo conto che sarebbe un problema. Se la Ue rispondesse ai dazi americani, si rischierebbe un’escalation dannosa per tutti”, ha spiegato, sottolineando la necessità di trovare una soluzione negoziata con Washington.

