Welfare, niente fondi da dieci mesi, scatta lo sciopero della fame

NAPOLI (di Attilio Iannuzzo – Il Mattino) – Da dieci mesi senza fondi l’onlus Napoli città sociale. Il presidente della federazione Salvatore Esposito ha dato il via a uno sciopero della fame cominciato lunedì sera, e che proseguirà a oltranza fino a quando – fa sapere – non ci saranno delle risposte concrete. L’organizzazione, collegata al servizio di programmazione sociale e politiche del welfare del Comune di Napoli, vanta crediti per un milione di euro. Numerose le fatture insolute: le prime riguardano l’Asl Na 1, per pagamenti di servizi prestati, in particolare quelli relativi al Progetto Aleph, centro diurno e accoglienza residenziale.

Sciopero della fameDieci mesi di ritardo che portano un buco in cassa di di circa 320 mila euro. A questi si aggiungono i 675 mila euro del Comune di Napoli con due anni di ritardo nei pagamenti e i circa 130 mila euro di crediti vantati nei confronti della Asl Na 3. «Non possiamo più attendere – ha spiegato il presidente di Napoli Città Sociale Salvatore Esposito – in quanto dieci mesi di attesa dalla Asl Na1 e due anni col Comune di Napoli sono davvero troppi. Ogni mese paghiamo circa 35 mila euro di tasse sul lavoro e per queste ragioni abbiamo bisogno di garanzie per il pagamento di ogni tassa e contributo riferiti ai rapporti di lavoro a tempo indeterminato». Il presidente Esposito ha dichiarato che «la situazione è paradossale»: un quadro che «mette in ginocchio l’organizzazione e le progettualità che sono in essere», ed ha aggiunto: «La nostra intenzione non è quella di abbatterci, non è nostra volontà chiudere i battenti, ma andare avanti ed avere risposte immediate dalle istituzioni competenti». Intanto resta bloccato il progetto riguardante il Parco Etologico della Regione Campania: «Il progetto c’è e i fondi sono già stati stanziati – ha commentato Esposito -. Problemi burocratici fra Regione Campania e Provincia di Avellino hanno bloccato un progetto che potrebbe risolvere il problema del randagismo, che ogni anno costa alle amministrazioni locali decine di migliaia di euro». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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