Vendetta dietro le stragi

KABUL – La strage di 16 civili di domenica e’ stata “una vendetta” dei militari americani e non il risultato del raptus di un soldato: a sostenerlo sono un centinaio di leader tribali e cittadini del distretto di Panjwaj, in cui e’ avvenuto il massacro. In una conferenza stampa di cui ha dato notizia l’agenzia Aip, i capi locali hanno riferito che venerdi’ “una bomba era esplosa al passaggio di un mezzo americano nella zona di Zangabad del distretto di Panjwai”.

Soldati americani in Afghanistan

“Piu’ tardi”, ha affermato uno dei capi tribali, Haji Muhammad Shah Khan, “i soldati americani hanno radunato alcune persone del posto accusandole di aver messo la bomba: dissero che si sarebbero vendicati sulle donne e i bambini della zona”. Per un altro cittadino, Haji Muhammad Hassan, la strage sarebbe avvenuta addirittura con l’appoggio dell’aviazione, versione che contrasta nettamente con quanto riportato da fonti Usa e Nato che hanno parlato del gesto isolato di un sergente in preda a una crisi nervosa. “Se aveva un problema mentale, perche’ non ha sparato ai suoi commilitoni?”, si e’ chiesto Hassan. I cittadini hanno sollecitato un’inchiesta sotto l’egida dall’Onu e hanno avvertito che se saranno nuovamente attaccati i civili di Kandahar invocheranno “una rivolta nazionale” contro le truppe straniere.

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