Università, suicida una studentessa 23enne

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Facoltà di Ingegneria a Napoli

NAPOLI (di Daniela Sasso) – Si è tolta la vita lanciandosi nel vuoto dall’edificio – di ben undici piani – sede della Facoltà di Ingegneria della Federico II, a Piazzale Tecchio, nel quartiere Fuorigrotta. La ragazza – di nome Martina P. – una studentessa 23enne iscritta ad un corso di formazione dell’Ateneo federiciano promosso dal Ministero delle Pari opportunità, in sinergia con la Facoltà di Sociologia.

Il corpo della giovane è stato rinvenuto nel tardo pomeriggio di lunedì, da studenti e professori richiamati dal tonfo provocato dallo schianto al suolo, giù all’interno del cortile laterale.

Per la ragazza, trasportata d’urgenza con l’ambulanza al vicino ospedale ‘San Paolo’, purtroppo, non c’è stato nulla da fare. Nessuna possibilità di salvezza per il suo corpo esanime. La sua vita era già stata stroncata ancor prima di poter giungere dai medici. Nella mattinata del giorno seguente sono partite le indagini delle Forze dell’ordine e gli interrogatori ad amici e familiari, con l’obiettivo di capire se si sia trattato effettivamente di suicidio, oppure di un incidente conclusosi in tragedia. Pare che la ragazza non abbia lasciato alcun biglietto.

Già nella serata, fonti rivelano che la notizia del suicidio resta comunque la più attendibile. La Polizia sta cercando di ricostruire, insieme alle persone più vicine a Martina, gli avvenimenti che possano averla spinta ad un gesto così estremo.

Le Università partenopee pare, tuttavia, non essere state, sinora, estranee a simili gesti, messi in atto dagli studenti. Ricordiamo, infatti, il suicidio avvenuto il 20 giugno 2012 della studentessa 28enne, originaria del Casertano, iscritta alla Facoltà di Scienze e Tecnologie dell’Università di Napoli ‘Parthenope’, situata al Centro Direzionale, impiccatasi in un bagno della Facoltà con un filo elettrico, strappato dall’asciugamani. O ancora la ragazza 27enne, originaria di Sant’Anastasia, iscritta alla Facoltà di Biotecnologie dell’Università Federico II, che, nell’aprile 2011, incapace – per insicurezza o per timore di una eventuale reazione – di rivelare ai genitori e al suo stesso fidanzato quella pesante realtà – da alcuni anni non riusciva più a sostenere esami – salita all’ultimo piano della Facoltà, in un’aula vuota, si è lasciata precipitare nel vuoto, giù, non potendo più tollerare il peso della bugia che cresceva dentro di sé da tempo, per quella verità che non era riuscita a rivelare a nessuno, nemmeno alle persone a lei più care.

Casi di studenti che ‘scelgono’ la via del suicidio non mancano nemmeno in altre Regioni italiane.

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