Una biblioteca per Gelsomina «A Secondigliano torna la legalità»

NAPOLI (di Attilio Iannuzzo – Il Mattino) – Riapre la biblioteca Dorso nel cuore del centro storico di Secondigliano, dopo la chiusura nel 2007.

Viene restituito alla città un luogo di aggregazione multifunzionale, in cui ci sono ludoteche, sale convegni, sportelli antiracket: Si percorre la strada della legalità e della cultura, in quanto una sezione della biblioteca è interamente dedicata a Gelsomina Verde, vittima innocente della criminalità, uccisa barbaramente dalla camorra a soli 22 anni.

Il Comune di Napoli interviene con fondi propri, oltre 300mila euro, insieme con uno stanziamento del Pon Sicurezza del Ministero dell’Interno per un totale di quasi un milione e trecentomila euro . “Se altri tagliano sulla cultura – afferma il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris – noi investiamo sull’utilizzo delle biblioteche della città e nei luoghi della cultura, nonostante il dissesto economico a cui dobbiamo far fronte; lo abbiamo fatto in quartieri della nostra città come San Giovanni e Bagnoli, lo facciamo oggi a Secondigliano”. Per De Magistris “la Biblioteca Dorso rappresenta uno dei luoghi più belli” in quanto “ci sono tutti i presupposti affinché possa diventare una piazza della cultura aperta ai tutti i cittadini che intendono fruire dei servizi offerti nel nome della legalità e della cultura”.

Riapre la Bibioteca per Gelsomina Verde
Riapre la Bibioteca per Gelsomina Verde

Mille e trentotto metri quadrati su tre livelli sono pronti ad offrire quella che è stata definita una scelta di campo, cioè soddisfare l’esigenza di cultura della collettività locale e fornire un luogo di aggregazione multifunzionale con il coinvolgimento del Terzo Settore. Tutte soluzioni che, in un progetto così ampio di riapertura della biblioteca, sono orientate alla formazione dei giovani, con un’attenzione particolare anche ad altre fasce sociali. “La struttura nella quali siamo oggi – dice Francesco Verde, fratello di Gelsomina – è un pugno di ferro che viene battuto violentemente sul tavolo della criminalità, perché la famiglia Verde, dopo 11 anni dall’uccisione di Gelsomina, è ancora più presente sul territorio”. Un riscatto importante per un quartiere martoriato da faide tra clan in lotta per il controllo delle piazze di spaccio: “Solo la cultura può combattere la criminalità – continua Francesco Verde – in quanto solo chi sa può scegliere e decidere che strada prendere”.

“Il cuore di questa biblioteca – dichiara l’assessore alla Cultura Nino Daniele del Comune di Napoli – dedicato a Gelsomina Verde, è la testimonianza evidente che il nostro impegno è rivolto allo sviluppo delle periferie attraverso luoghi di aggregazione come questo; restituiamo ai cittadini un’importante struttura, in quanto le numerose attrezzature tecniche e l’accesso ai diversamente abili consente una larga partecipazione”.

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