Teatro Area Nord, Piscinola si unisce ad Erri de Luca

NAPOLI (di Maurizio Scialdone) – Nello spazio antistante il Teatro Area Nord di Piscinola, ieri molti cittadini napoletani si sono riuniti per sollevare un coro di protesta, per quello che viene ritenuto da più parti un processo ingiusto allo scrittore napoletano Erri de Luca, accusato di aver “istigato a delinquere” per aver pronunciato frasi forti e contrarie alla tratta della TAV che attraverserà la Val Susa.

Teatro PiscinolaIl processo ad Erri de Luca inizierà oggi e ieri, per l’appunto, coordinati dall’associazione Noi e Piscinola, da Umberto Laperuta, comitati civici, studenti, associazioni ed artisti si sono incontrati per dare voce ad una protesta pacifica formulata proprio attraverso le più belle parole dello scrittore napoletano.

Le letture degli studenti hanno letteralmente saccheggiato a piene mani la poesia degli scritti di de Luca, l’hanno condivisa e resa palpabile accompagnati dalle note di un pianoforte di sottofondo, cui hanno fatto eco le voci delle associazioni cittadine invitate a dare un contributo con altrettante letture di brani liberamente scelti,  il cui filo conduttore è stata la libertà di parola e di espressione.

Il processo ad Erri de Luca è una pagina davvero triste, raggiunto da un avviso di garanzia per aver formulato la frase: “la Tav va sabotata. Le cesoie sono utili perché servono a tagliare le reti”. Nè la renderanno meno odiosa le splendide note con cui anche Gianni Lamagna ha voluto portare il suo contributo nella stessa serata di ieri.

Erri de Luca verrà ascoltato oggi a Torino dai pm Andrea Paladino e Antonio Rinaudo per essersi messo di traverso, come la stragrande maggioranza della pubblica opinione, ad un opera ritenuta l’ennesimo spreco. L’ennesimo atto di forzatura su di un territorio, quello italiano, per il quale già nel settembre del 1975 Pierpaolo Pasolini aveva messo sotto processo il “potere” con un celebre articolo apparso sul Corriere della Sera dal titolo, appunto, “Processo al Potere”, un mese prima di essere barbaramente assassinato.

Alcuni brani di quell’articolo recitavano così: “I cittadini italiani vogliono consapevolmente sapere perché in questi dieci anni di cosiddetta civiltà tecnologica si siano compiuti così selvaggi disastri edilizi, urbanistici, paesaggistici, ecologici, abbandonando, sempre selvaggiamente, a se stessa la campagna – parole che suonano terribilmente attuali, invitando ad una riflessione – Ci sono inoltre delle cose che i cittadini italiani vogliono sapere, pur senza aver formulato con la sufficiente chiarezza, io credo, la loro volontà di sapere: fatto che si verifica là dove il gioco democratico, appunto, è falso.

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