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Juan Monaco: lettera d’addio al mondo del tennis

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Juan Monaco: lettera d’addio al mondo del tennis


NAPOLI (di Raffaele Caiffa) – Juan Monaco ha annunciato il suo ritiro dal tennis professionistico. Il tennista argentino ha affidato ai social questo ultimo e gravoso compito dopo 14 anni nel circuito maggiore, dove è riuscito a vincere 9 titoli ATP:
2007 Kitzbuhel, Poertschach, Buenos Aires
2012 Kuala Lumpur, Amburgo, Houston, Vina del Mar
2013 Dusseldorf
2016 Houston.

Il 33enne di Tandil nel 2017 è riuscito a disputare solo 3 match, racimolando altrettante sconfitte: un bottino misero dovuto soprattutto ai tanti acciacchi patiti durante il corso di una carriera in cui “Pico” Monaco è riuscito a mettere in campo cuore, grinta, anima. Sprofondato attualmente alla posizione n.196 del ranking Atp (perdendo 70 posizioni nell’ultima settimana), Juan Monaco ha raggiunto il best ranking come n.10 del mondo il 23 luglio 2012.

Ecco la LETTERA con cui Juan Monaco si congeda con il mondo del tennis giocato:

Cari amici, cari fan;
Anche se mi crea un sacco di nostalgia, sono certo che sto prendendo la decisione giusta. Un parte meravigliosa e molto importante della mia vita è arrivata alla fine.
Mi ritiro dal tennis professionistico.
Ci sono tanti sentimenti che è molto difficile a trascrivere su un pezzo di carta. Orgoglio, di avere affrontato così tante sfide nel corso di molti anni.
Gratitudine, per quello che il tennis mi ha dato: educazione, disciplina, amicizia e momenti indimenticabili. Tristezza, perchè mi mancherà davvero il tennis.
Felicità, di aver avuto la possibilità di lavorare con quello che ho veramente amato da quando ero un ragazzino.
Sapendo che dedizione, sacrificio, tenacia e compromesso sono sempre state il mio motore, vado via con la soddisfazione di aver dato tutto quello che avevo e voglio che sappiate che mi sono divertito fino al mio ultimo match.
Grazie a tutti voi per esservi uniti a me in questo meraviglioso viaggio che è durato 14 anni.

Picco Monaco

Grazie ed bocca al lupo per il futuro Pico.

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Tennis, Binaghi: “Wild card alla Sharapova e non alla Schiavone per…”

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Tennis, Binaghi: “Wild card alla Sharapova e non alla Schiavone per…”


NAPOLI (di Raffaele Caiffa) – Intervistato ai microfoni del Messaggero e di Sportface, il presidente della FIT (Federazione italiana tennis) Angelo Binaghi ha spiegato i motivi che hanno portato all’assegnazione della Wild Card per gli Internazionali BNL d’Italia a Maria Sharapova preferendo la russa a Francesca Schiavone.

La tennista nativa di Milano, che il prossime mese compierà 37 anni sta vivendo un periodo di forma straordinario e la sua assenza al Foro Italico ha fatto molto discutere nell’ambiente tennistico. “Se avessimo avuto la quarta wild come a Madrid, sarebbe stata sicuramente di Francesca Schiavone” ha dichiarato il presidente della Fit intervistato al Foro Italico.

WILD CARD ALLA SHARAPOVA – “Purtroppo abbiamo dato una Wild Card alla Sharapova quando ce l’ha chiesto, a gennaio, mentre la Schiavone, anche tramite un forum, stava ancora decidendo se continuare a giocare o meno. È stata una decisione sofferta: ci siamo confrontati con Palmieri (il direttore del torneo, ndr), ognuno aveva le sue idee, ma nessuno di noi poteva mai pensare che questo sarebbe andato a discapito di Francesca SchiavoneC’è stato un grande confronto, molto aspro, ha vinto Palmieri, io non ero d’accordo ma alla fine mi hanno convinto. Ora confidiamo che la Sharapova entri al Colosseo e aspettiamo di vedere cosa succede nel maschile per capire chi non va in finale a Madrid e quindi può accompagnare la Sharapova”.

LE ALTRE 2 WILD CARD sono state assegnate a Sara Errani e a quella che sarà la vincitrice del torneo di prequalificazione (Di Sarra Chiesa, ndr). “Abbiamo 17.507 persone che hanno giocato le prequalificazioni col sogno del tabellone degli Internazionali d’Italia  e francamente dir loro adesso che li abbiamo presi in giro mi sembra eccessivo. La terza wild card, per una questione di palmares paragonabile sicuramente a quello della Schiavone ma per un’età nettamente inferiore, non poteva che andare a Sara Errani. Siamo dispiaciuti, siamo in un cul de sac, ma non potevamo fare altrimenti”.

MADRID INVITA LA SCHIAVONE: “Una scelta doverosa che avremmo fatto anche noi se, come lui, avessimo avuto la quarta wild card. Quello che sta facendo Francesca è straordinario, soprattutto ribadisco, per una che ad inizio anno stava decidendo se continuare o smettere, è una cosa bellissima ed imprevista. Madrid ha 4 wild card, se ce la danno in questi giorni facciamo i salti di gioia, ci mancherebbe altro. D’altro canto la grande epopea del tennis femminile italiano è partita dalla Schiavone: la trascinatrice di Fed Cup dei primi anni è stata lei, poi sono arrivate tutte le altre.”

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Indian Wells 2017: Federer peRFetto, annichilito Nadal

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Indian Wells 2017: Federer peRFetto, annichilito Nadal


NAPOLI (di Raffaele Caiffa) – One man show. Un uomo al centro del palcoscenico, tutta l’attenzione volta all’artista, all’estro, al genio che si mostra, crea, si esalta. E’ la sintesi degli ottavi di finale del Master 1000 di Indian Wells fra Roger Federer e Rafa Nadal: si è ripreso dalla finale degli Australian Open di 45 giorni fa, si è continuato su quell’onda positiva marchiata Roger Federer. Non è stata la rivincita del maiorchino, incapace di reagire, stordito nei colpi e annichilito nel punteggio: 6-2, 6-3 in 67 minuti di gioco ed una terza sconfitta consecutiva che mai era arrivata ai danni dell’acerrimo nemico che anche se in pesante passivo negli scontri diretti (23-13) e con 35 anni e mezzo sulle spalle, ha regalato agli spettatori una prestazione sublime. Federer è in grado di poter dire ancora la sua all’interno del circuito, sembra poter dare ancora tanto alla causa del tennis.

Sul centrale dell’ l’Indian Wells Tennis Garden di Indian Wells, in California, USA è andato in scena uno scontro che ha avuto un solo protagonista dall’inizio alla fine. Nadal non ha mai avuto la chance di poter vincere questo match, non contro questo Federer: lo svizzero ha travolto il n.5 del ranking Atp, concedendo una sola palla break in un’ora di gioco e dopo un netto 6-2, 6-3, punteggio che non ammette repliche, si pensa ai quarti di finale contro Kyrgios.

IL PRIMO SET è dominato sin dall’inizio dal n.10 del mondo che coglie la prima chance per passare in vantaggio strappando il servizio a Nadal. Lo spagnolo ha prova subito a recuperare il break di svantaggio, ma non riesce ad andare oltre alla palla break nel secondo game cedendo nuovamente il servizio nel 5° gioco dopo una risposta di rovescio al fulmicotone da parte di Federer. Il n.5 del mondo si trova così in svantaggio di un set dopo 36 minuti, dove si sono visti buoni scambi, a testimonianza dell’altissimo tasso qualitativo di due giocatori di livello assoluto.

IL SECONDO SET segue la scia del precedente, con Il 30enne di Manacor che cede il servizio nel 3° game senza riuscire, stavolta, a procurarsi una palla break e capitolando per la seconda e decisiva volta al servizio: è 6-3 dopo soli 67 minuti. Il matchpoint messo a segno da Federer è nuovamente una risposta fenomenale di rovescio che lascia di sasso Nadal, il quale guarda incredulo la linea congratulandosi poi a rete con l’avversario di una vita.

MATCH ATIPICO dove si è visto una Nadal spento, non tanto a causa di una condizione non ottimale, ma il sacro furore che pervade sempre il possente fisico dell’iberico, è stato domato magistralmente da Federer che ha saputo gestire bene i tempi e gli scambi, trovando spesso il vincente e riuscendo a far male l’avversario ancora una volta sulla diagonale di rovescio, dove Nadal dovrebbe essere avvantaggiato perché mancino.

I NUMERI condannano Rafa al servizio: 59% di prime in campo e 56% di punti vinti con la prima (59% con la seconda) a dispetto  del 76% di punti vinti con la prima di Federer e del 75% di realizzazioni con la seconda, con l’unico dato negativo relativo alla percentuale di prime in campo (56%). Lo spagnolo ha conquistato solo una palla break senza strappare mai il servizio a Federer che invece ha ottenuto 4 break su 5 chanche. Lo svizzero piazza 27 colpi vincenti in 16 game, indice di una prestazione sontuosa.  Anche in risposta Nadal ha tenuto percentuali molto basse: 24% di punti vinti in risposta alla prima e 20% sulla seconda, contro il 44% di punti vinti in risposta alla prima ed il 41% sulla seconda ottenuti da Federer

IN CONCLUSIONE è un Federer superlativo, capace di soluzioni letali e che riesce a gestire in maniera giusta i tempi di gioco rimanendo sempre pericoloso ed aggressivo. Nadal è destinato a crescere anche con l’avvento della stagione sulla terra rossa, non è certo al top della forma fisica, ma la superficie aiuterà sicuramente il maiorchino per il proseguo della propria stagione. Roger è sicuramente galvanizzato dall’esaltante vittoria agli A.O. di 45 giorni fa ed escludendo clamorosi cali psico-fisici, rimane un avversario ostico per chiunque nel circuito ed ora che è riuscito a ribaltare la componente psicologica a proprio favore anche nei match contro Nadal, si candida ad essere un serio pretendente al titolo nei prossimi Slam.

IL PROSSIMO TURNO Roger Federe troverà il classe ’95 Nick Kyrgios, australiano dal servizio portentoso e dal dritto micidiale che è riuscito a battere Novak Djokovic al terzo set.

“Il nuovo che avanza contro il vecchio” che non tramonta mai.

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Ranking Atp: Murray stacca Djokovic, Sale Querrey

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Ranking Atp: Murray stacca Djokovic, Sale Querrey


Napoli (di Raffaele Caiffa) – Il ranking Atp non è stato scosso particolarmente in questa settimana, anzi: dopo il torneo di Melbourne e 2 mesi dall’inizio della stagione 2017, la classifica non riserva particolari sorprese.

Andy Murray è sempre più al comando del circuito Atp con i 500 punti della vittoria del torneo di Dubai e raggiunge quota 12040, il distacco con Novak Djokovic è cresciuto a causa della prematura eliminazione nei quarti di finale dal torneo di Acapulco: il serbo guadagna solo 90 punti toccando quota 9735. Fermi per inattività Stan Wawrinka, Milos Raonic e Kei Nishikori che mantengono le loro posizioni precedendo il n.6 del mondo Rafa Nadal, che con i 300 punti guadagnati per la finale di Acapulco raggiunge quota 4415.

Scala un posto in top 10 Marin Cilic che sale al 7o posto con la semifinale di Acapulco ed i suoi 3590 punti, 110 in più rispetto a Jo-Wilfried Tsonga, fermo ai box la scorsa settimana. Pausa anche per Dominic Thiem (3375) che non viene sorpassato da Roger Federer, sempre decimo a causa dell’eliminazione dello svizzero al secondo turno del torneo di Dubai (3305).
Gael Monfils guadagna una posizione superando David Goffin, rispettivamente n.11 e 12 del ranking Atp. Significativo passo in avanti per Sam Querrey che scala 14 posizioni tornando in top 30 con la brillante vittoria ad Acapulco ai danni di Rafa Nadal. Fa 6 passi in avanti anche Fernando Verdasco che con i 300 punti della finale di Dubai si piazza al 29o posto del ranking Atp.

Per i primi 3 italiani in classifica non ci sono particolari cambiamenti di posizione: Paolo Lorenzi resta n.38 del mondo con 1077 punti, Fabio Fognini perde una posizione scendendo al 43esimo gradino del ranking Atp con 980pts. Perde 2 posizioni Andreas Seppi, n.75 del mondo con 710 punti, mentre Alessandro Giannessi si avvicina alla top 100 avanzando di 6 posizioni (n.121 del mondo con 487 punti).

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Federer e Nadal compagni di doppio alla Laver Cup

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Federer e Nadal compagni di doppio alla Laver Cup


NAPOLI (di Raffaele Caiffa) – Roger Federer e Rafael Nadal. Basterebbero questi due nomi per riempire il più capiente degli impianti sportivi al mondo e se a questo aggiungiamo che i pluricampioni di tennis faranno coppia durante l’inaugurazione della Laver Cup di quest’anno, il 22 settembre, l’evento acquista un fascino che trascende rivalità e simpatia sfociando in mero amore per questo sport.

Federer e Nadal

Qualche giorno fa il tennista svizzero ha assistito alla presentazione del nuovo torneo in programma a Praga nel mese di settembre. Federer farà parte del un team europeo capitanato da Bjorn Borg, la squadra avversaria, il “team resto del mondo” sarà guidato da John McEnroe.

Federer, che ha battuto Nadal in un epico scontro al 5o set lo scorso mese in Australia, ha ammesso: “Ho sempre voluto giocare con Rafa già solo perché la nostra rivalità è stata sempre speciale. Ho visto il suo malefico dritto infilzarmi troppo spesso!” La Laver Cup sarà inaugurata quest’anno per celebrare  Rod Laver, uno dei tennisti più vincenti di sempre circa 200 titoli in carriera ed ultimo uomo a conquistare il Grande Slam nel 1969.
Laver è stato l’unico giocatore nella storia del tennis, maschile e femminile, ad aver completato due Grande Slam in singolare, prima come dilettante, nel 1962, e poi nella formula Open (aperta ai professionisti) .

Rod Laver è un campione che mi ha sempre ispirato. Penso sia importante che ci sia un rapporto con le leggende di questo sport e Rod Laver spicca fra tutti per i suoi risultati, per il suo modo di essere, per tutto. Ecco come è nata l’idea di dare alla Coppa il suo nome e anche di dare a lui l’incarico di nominare i capitani che selezioneranno i giocatori di ciascuna squadra” ha detto Federer a Praga.

La Coppa Laver si terrà ogni anno tranne durante la stagione olimpica, con quattro partite al giorno – tre in singole, una in doppio. Ogni team è composto da sei giocatori – quattro in base single classifica ATP dopo Wimbledon e due scelte da parte dei capitani, Borg e McEnroe.

Federer ha rifiutato di vedere la squadra in Europa come un chiaro vincitore, anche se ha attualmente 17 giocatori tra i primi 20 della classifica ATP. ” Credo che l’Europa sarà la grande favorita, ma con la messa a punto della Laver Cup credo che i margini saranno sempre più sottili. Rod Laver vuole che rappresentiamo la nostra parte del mondo con orgoglio e che giochiamo al massimo vincendo per i nostri compagni di squadra.”
In occasione del lancio della manifestazione a Praga, il vincitore di 18 Slam ha incontrato il padrone di casa Tomas Berdych che ha dichiarato: “Sarà una bella occasione per mostrare Roger alla città”. Federer ha aggiunto “Scherzando abbiamo detto che dovremmo farlo ogni giorno. Penso possa essere una competizione particolare, unica. È un privilegio.”

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Federer fra i 20 atleti piu’ pagati dal 1990

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Federer fra i 20 atleti piu’ pagati dal 1990


NAPOLI (di Raffaele Caiffa) – La carriera di un atleta professionista di solito è relativamente breve. Secondo alcune statistiche, la carriera media degli sportivi si estende dai 4 ai 6 anni. Gli atleti in questione, dunque, hanno solo un piccolo lasso di tempo per far fruttare al meglio la propria carriera e raccogliere quanto più denaro possibile dai contratti con le proprie squadre e dai vari sponsor prima del pensionamento.

Discorso che non vale però per una ristretta cerchia di stelle, atleti che oltre a godere di una lunga carriera sportiva durante la quale riescono a chiudere contratti milionari grazie a società, sponsor e montepremi, in alcuni casi riescono a continuare a fare milioni anche dopo aver lasciato il gioco.

Roger Federer, compare nella lista stilata da Forbes che elenca i 20 atleti più pagati dal 1990 ad oggi.
L’asso svizzero, oggi 35enne, è un icona sportiva globale da oltre un decennio e questo gli ha permesso di avere numerosi e ingenti contratti di sponsorizzazione con svariate multinazionali (Nike, Wilson, Rolex, Mercedes-Benz, Credit Suisse e Moët & Chandon).

Un appeal, quello del 17 volte campione Slam, che non conosce tramonto nonostante i 20 anni d’attività e l’età del nativo di Basilea (raramente si vede un 35enne ai vertici nel proprio sport). Nel 2016, nonostante gli infortuni che lo ha tenuto lontano dai campi da gioco per gran parte della stagione, Federer ha chiuso l’anno con 67.8 milioni di dollari di ricavi commerciali, risultando il tennista più pagato al mondo e il quarto sportivo in assoluto dietro solo a Cristiano Ronaldo, Lionel Messi e LeBron James.

In 20 anni d’attività, Federer ha ottenuto 1080 vittorie conquistando 88 titoli per un totale di oltre 98 miloni di dollari in montepremi. Quasi 100 milioni solo di prizemoney, ma sono nulla a confronto dei soldi che provengono dagli sponsor e dai diritti di immagine del 35enne di Basile il quale si piazza di diritto al 15o posto nella classifica di Forbes sugli atleti più pagati dal 1990 ad oggi.

Una lista piena di nomi illustri, partendo dagli esponenti dell’ NBA: Micheal Jordan, testimonial della Nike con il suo marchio “Air”, Kobe Bryant, ritiratosi la passata stagione, Shaquille O’ Neal e Lebron James (che ha chiuso un contratto a vita con la Nike di 1 miliardo di dollari complessivi). I golfisti occupano le prime posizioni, accompagnati dal campione di Formula 1 Micheal Schumacher, i calciatori più pagati sono David Beckham, Cristiano Ronaldo e Lionel Messi.

Ecco la classifica completa dei 20 atleti più pagati dal 1990 (in dollari):

1. Michael Jordan (basket) 1 miliardo e 700 milioni
2. Tiger Woods (golf) 1 miliardo e 650 milioni
3. Arnold Palmer (golf) 1 miliardo e 350 milioni
4. Jack Nicklaus (golf) 1 miliardo e 150 milioni
5. Michael Schumacher (Formula 1) 1 Miliardo
6. Kobe Bryant (basket) 770 milioni
7. Floyd Mayweather (boxe) 765 milioni
8. Phil Mickelson (golf) 760 milioni
9. David Beckham (calcio) 730 milioni
10. Shaquille O’ Neal (basket) 700 milioni
11. Mike Tyson (boxe) 685 milioni
12. Greg Norman (golf) 680 milioni
13. LeBron James (basket) 640 milioni
14. Cristiano Ronaldo (calcio) 620 milioni
15. Roger Federer (tennis) 600 milioni
16. Alex Rodriguez (baseball) 600 milioni
17. Lionel Messi (calcio) 520 milioni
18. Jeff Gordon (Nascar) 515 milioni
19. Oscar de La Hoya (Boxe) 510 milioni
20. Manny Pacquiaio (Boxe) 490 milioni

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Coppa Davis 2016: cuore argentino

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Coppa Davis 2016: cuore argentino


NAPOLI (di Raffaele Caiffa) – La Coppa Davis vola per la prima volta direzione Buenos Aires. E’ la rivincita dei sudamericani, il trionfo dell’ Argentina sulla Croazia: per la prima volta il team albiceleste conquista la vittoria dopo aver sfiorato il successo in 4 occasioni. E’ stata la vittoria del cuore e della volontà, di Juan Martin del Potro sul Marin Cilic, di Fedrico Del Bonis su Ivo Karlovic, ma non solo.

LA FINALE, disputatasi allo all’Arena Zagreb di Zagabria, è stata un’altalena di emozioni: la Croazia, in vantaggio grazie al successo di Cilic/Dodig che si erano imposti per 7-6(2) 7-6(4) 6-3 su Del Potro/Mayer, era arrivata ad un set dalla vittoria. Nel quarto match, indietro di 2 set, Del Potro ha saputo reagire da vero campione, sbaragliando la concorrenza di Cilic e mettendo a ottenendo 3 set consecutivi (7-6, 6-2, 5-7, 4-6, 3-6 in quasi 5 ore di gioco) dando l’occasione a Delbonis di concretizzare il miracolo sportivo che in tanti speravano (6-3, 6-4, 6-2 contro Karlovic). Del Potro e Del Bonis meglio di Vilas e Clerc, Coria, Gaudio o Nalbandian: tutti tennisti che sono arrivati a guardare da vicino l’agognata coppa, senza mai riuscire ad afferrarla. L’Argentina entra così a far parte delle 15 nazioni che hanno almeno una Davis in bacheca, la settima a vincere la manifestazione rimontando da 1-2 in finale.
JUAN MARTIN DEL POTRO è stato il trascinatore della sua squadra, vero e proprio eroe sportivo che ha saputo commuoversi e commuovere un popolo dopo aver, a sua volta, versato sul campo tante lacrime amare a causa di tanti, gravi infortuni, vivendo il riscatto del campione in questo 2016 nonostante un polso malandato. Delpo e Cilic si sono affrontanti l’ultima volta più di 5 anni fa. la Torre di Tandil ha saputo ripartire, dopo 2 anni di assenza e lo spettro del ritiro. L’argentino, soltanto il 15 febbraio scorso era numero 1042 al mondo e dopo essere tornato in questo 2016 ed aver vinto il torneo di Stoccolma e si è aggiudicato la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Rio, tornando in top 50 dopo 2 anni.

tennisPiù forte degli infortuni e superando operazioni e fisioterapie che lo hanno costretto lontano dai campi da gioco, la Torre di Tandil diventa il sesto giocatore in attività ad aver vinto almeno uno Slam, la Davis e una medaglia olimpica insieme a Federer, Nadal, Djokovic, Murray e Wawrinka. “Quello che ha fatto Del Potro è stato straordinario” ha detto il capitano Orsanic. “Rappresenta la sua nazione con così tanto orgoglio e ha dimostrato ancora una volta di essere un grande giocatore. Il suo traguardo sfiora l’impossibile, è stata la rimonta della Davis, della storia: ha un cuore grande così. Sognavo questo primo titolo da tanto, lo sognavamo tutti in Argentina”.

FEDERICO DELBONIS, paladino silente di Azul, è riuscito a dare un apporto fondamentale alla causa: numero 41 del ranking e capace venerdì di trascinare al 5o set Cilic (facendo spendere preziose energie al croato), ha chiuso in 3 set l’incontro decisIvo contro Ivo Karlovic nella notte di domenica. Una prestazione superlativa, quella di Delbonis, con sole 2 palle break concesse (salvate entrambe) per poi convertire 5 dei 9 break point contro un tennista reduce da una grande annata (2 titoli) e solido al servizio come Karlovic (in cima al ranking all-time per numero di ace). Ma il match di Federico non si riduce ad impeccabili game al servizio o a straoRdinari punti in risposta (devastante in molte occasioni), bensì ad una tenuta mentale quasi impeccabile nonostante si giocasse una finale di Davis fuori casa. Il 26enne di Azul ha messo sempre in difficoltà Karlovic esaltando il proprio mancino e punendo spesso le discese a rete del nativo di Zagabria con passanti precisi e scelte oculate.

“Devo provare a credere a quanto è successo, a quello che ho fatto”  dichiara commosso Delbonis “Sia noi sia loro abbiamo dato tutti il massimo per la nostra nazione, per i tifosi che ci sono venuti a sostenere. Noi abbiamo giocato con il cuore. Sono felice che il capitano abbia scelto me, perché siamo tutti buoni giocatori e chiunque sarebbe stato all’altezza della sfida”.

IL DRAMMA SPORTIVO DELLA CROAZIA si è consumato in casa dopo aver sprecato un vantaggio davvero notevole, rendendo la sconfitta ancora più pesante. Karlovic tornava in Coppa Davis per la prima volta dal quarto di finale proprio contro l’Argentina nel 2012. “Sono profondamente deluso, stasera mi sento malissimo“.

Marin Cilic, anche lui reduce da una stagione ad alti livelli (best ranking come n.6 del mondo e 2 titoli), non ha saputo chiudere il match avanti di 2 set ed avanti di break al 5o set, tracollo simile a quello avvenuto a Wimbledon contro Roger Federer (battuto in finale da Del Potro agli US Open 2009, unico Slam vinto dall’argentino). “E’ stato un match d’alto livello. Lui nel terzo era più lento, prendeva più tempo fra un punto e l’altro. Io dovevo essere in grado di trasformare il vantaggio Ma ho mancato l’occasione, ho commesso degli errori che non dovevo fare. Poi lui è cresciuto, è stata un po’ la svolta. È una sconfitta dura da accettare, per me e per l’intera nazione” ammette Cilic.

TESTIMONI DIRETTI siamo stati dunque, noi italiani. Testimoni del cammino albiceleste, noi, che abbiamo vissuto la sconfitta per mano di un Federico Delbonis non irresistibile di un Juan Martin del Potro a mezzo servizio e di un fatiscente Juan Monaco, ma sull’umida terra rossa del Tennis Club Baratoff, Fognini (3 match in poco più di 24 ore) Seppi e Lorenzi hanno ceduto il passo agli argentini, che hanno meritato di più, ci hanno creduto di più, la vittoria della volontà e della voglia di riscatto.

AI TIFOSI ARGENTINI va un plauso speciale: unici nel loro genere. Animati dal calore sudamericano e spinti dalla passione sportiva, si sono armati di bandiere e tamburi, dipingendosi il viso con i colori del proprio paese, inneggiando cori e dando vita ad uno torcida fantastica. Lo stesso Diego Armando Maradona ha assistito con “parecchio trasporto” alla finale di Coppa Davis.

CUORE E DISTANZA: Danzica, Pesaro, Glasgow ed infine Zagabria: gli argentini hanno giocato l’intera Coppa Davis lontani da casa, in missione, in terre straniere, ostili, ma si sa: il cuore non conosce limiti e spinti da supporters unici, torneranno in patria da eroi conquistatori.

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Coppa del Mondo 2022: Qatar, “La schiavitù moderna”

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Coppa del Mondo 2022: Qatar, “La schiavitù moderna”


(di Raffaele Caiffa) – Particolari a dir poco sconcertanti sono venuti a galla negli ultimi mesi circa la situazione nei cantieri in Qatar per i lavori della Coppa del Mondo 2022. Le notizie non hanno trovato la giusta visibilità quest’estate non solo a causa delle Olimpiadi e degli Europei di calcio, ma anche a causa di taciti consensi dispensati dalla gerarchica del posto che ha abusato di eccessiva libertà in un contesto che sembra ipnotizzare tutti attraverso la sfera di cuoio sul manto verde, tralasciando i valori umani che dovrebbero essere alla base dello sport e della vita stessa.

qatar-condizioni-di-lavoroTutto è partito da una denuncia fatta da due calciatori professionisti: Tom Høgli e William Kvist, i quali hanno protestato vivamente per le condizioni dei lavoratori per la Coppa del Mondo in Qatar nel 2022. “Le condizioni di lavoro in Qatar sono, purtroppo, crudeli“, ha detto il norvegese Tom Høgli in un video registrato per l’associazione dei giocatori di calcio danesi e pubblicato dalla FIFPro. Høgli, difensore 32enne che gioca in premiership per il FC Copenaghen, ha anche citato “questioni di sicurezza” e “salari bassi” per i lavoratori migranti. “I loro passaporti sono confiscati e vivono praticamente come schiavi. Il mondo del calcio non può accettare una cosa simile. Possono migliaia di lavoratori morire per quattro settimane di calcio?” ha dichiarato. Il compagno di squadra William Kvist (che ha militato anche nel Wigan nella stagione 2014-2015) aggiunge: “Che migliaia di persone debbano morire per costruire degli stadi non ha nulla a che fare con il calcio“.

Varie fonti affermano che oltre 1.300 lavoratori sono già morti e che si potrebbe arrivare a circa 4.000 decessi prima che inizi la Coppa del Mondo, ma il Qatar nega stime future e numeri passati. Il paese attualmente impiega circa 5.100 lavoratori su siti appositi per la Coppa del Mondo, un numero che raggiungerà il picco massimo di 36.000 lavoratori entro il 2018.

Il governo del Qatar ha respinto ogni accusa, tuttavia, l’organizzazione per i diritti umani Amnesty International ha puntato il dito contro la nazione che ospiterà la Coppa del Mondo, rea d’aver abusato dei lavoratori nei cantieri pur di rispettare le tempistiche stabilite per l’evento. La BBC ha parlato di un operaio edile inglese che ha lasciato il paese dopo due settimane, perché le condizioni di vita e di lavoro erano “una vergogna assoluta“. Come se non bastasse, il caldo rovente dell’estate ha attirato diversi incendi che si sono uniti alle già pessime condizioni di lavoro e alle molteplici violazioni dei diritti umani. Mads Oland, capo dell’associazione dei giocatori, ha detto che una situazione simile potrebbe essere evitata in futuro “se la FIFA si assicurasse che le clausole sociali fossero osservate”.

Il presidente della Fifa Gianni Infantino, ha annunciato che l’organizzazione avrebbe stabilito un team indipendente per monitorare le condizioni di lavoro degli uomini impiegati sui cantieri.

“In linea con il nostro impegno continuo a fare progressi tangibili sul benessere dei lavoratori, questo appuntamento con un terzo team indipendente è un passo importante per noi“, ha detto Hassan Al-Thawadi,capo del corpo di supervisione per l’organizzazione della Coppa del Mondo del 2022. “Continuiamo a migliorare ad ogni passo del nostro viaggio e ci assicuriamo che il nostro approccio al progresso per il benessere dei lavoratori sia trasparente, così come le nostre norme, lavoriamo affinchè siano effettivamente e rigorosamente applicata in tutta la catena di fornitura dei nostri progetti.”

Amnesty International, nella sua denuncia, sostiene che i lavoratori sul Khalifa International Stadium abbianosubito abusi e siano stati sottoposti a lavori forzati. I lavoratori hanno dovuto mentire sui loro stipendi e sono stati costretti in alloggi squallidi. E’ stata la prima volta che Amnesty International ha fatto una denuncia specifica di violazioni dei diritti umani in un luogo scelto per ospitare una competizione sportiva. Il Qatar ha replicato definendo le affermazioni “ingannevoli”.

LA SOCIETA’ INCARICATA, la Impactt, è stata designata per controllare le condizioni di lavoro sui cantieri, e si descrive sul suo sito web come “una società di consulenza leader specializzata in commercio etico, i diritti umani e standard di lavoro” ed ha sede a Londra. Il direttore della compagnia Rosey Hurst ha detto: “Il nostro intento è quello di mettere i lavoratori al centro di tutto ciò che facciamo, mentre lavoriamo per capire come e perché si verificano degli abusi, per sostenere il risanamento per ogni individuo i cui diritti sono stati violati e di costruire sistemi e pratiche per sostenere posti di lavoro dignitosi per i lavoratori, ora e in futuro. Non vediamo l’ora di applicare questi principi con il Comitato Supremo per la consegna e Legacy appena inizierà il nostro impegno.

La mossa è un tentativo da parte della FIFA, organo di governo del calcio mondiale, per alleviare i timori di violazioni dei diritti umani nello stato, ed anche Amnesty International sembra aver accolto favorevolmente questo passo che sembra condurre verso la giusta direzione.
SANGUE, SUDORE E LACRIME: parlando della la sua prima visita in Qatar da quando è diventato capo della Fifa, Infantino ha detto: “Noi non siamo soliti sederci ed aspettare. La Fifa intensificherà i suoi sforzi nella supervisione al fine di garantire la tutela dei diritti dei lavoratori nella costruzione dei siti della Coppa del Mondo FIFA per Qatar 2022.” Infantino ha detto di volever pronta la commissione di controllo il prima possibile, aggiungendo che il piano era stato accolto dalle “alte autorità del Qatar”. Il n.1 della Fifa ha inoltre detto d’aver personalmente parlato con il primo ministro del Qatar Abdullah bin Nasser Al-Thani per una maggior tutela dei lavoratori.

In risposta ai commenti del capo Fifa, il Ricercatore di Amnesty International, Mustafa Qadri ha detto: “Finalmente sembra che la Fifa si sta rendendo conto che ci vogliono azioni concrete, affinchè la Coppa del Mondo 2022 in Qatar non sia costruito sul sangue, sudore e lacrime dei lavoratori migranti “. Amnesty International ha riferito sulle presunte violazioni in Qatar per la Coppa del Mondo 2022 in un documento molto ampio risalente al marzo scorso. Sulla base delle versioni di ben 132 lavoratori in vari siti, il rapporto sostiene lavoratori le parole di lavoratori provenienti da Nepal ed India che hanno rivelato quanto detto in precedenza, inoltre i lavoratori avevano affermato anche che i loro salari erano trattenuti ed i passaporti confiscati.

E ‘stato riportato che il Qatar spenderà 200 miliardi di dollari per la Coppa del Mondo 2022, compresa la costruzione di un enorme numero di strutture per ospitare tale evento, e ci sarà un ritorno economico turistico da ora fino al 2022 di circa 12 miliardi di euro. Un giro di soldi che in collega gran parte del globo e che non sembra avere freni, neanche dinnanzi alle vite di tante persone.

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“Capri Napoli Marathon- Guinness Marathon Children Swim for Children”

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“Capri Napoli Marathon- Guinness Marathon Children Swim for Children”


NAPOLI – Si rinnova l’evento natatorio solidale alla piscina Scandone di Napoli, collaterale alla Capri Napoli Marathon, che coinvolge scuole, società di nuoto e circoli sportivi, organizzato dalla società Eventualmente e dall’ associazione Accendiamo una Stella for you, e che vede, quest’anno, la partecipazione di circa 700 allievi , dai più piccoli della scuola primaria a quelli della scuola secondaria superiore, scendere in vasca con atleti delle Fiamme Oro, della FIN Napoli, del Circolo Nautico Posillipo, di Gazzella Team Nuoto, del Cus Napoli. Tante le scuole ( gli I.C. ” 91 – Minniti” ,” 53-Gigante Neghelli “, ” G.Falcone”, ” Augusto”, “1° c.d. Marconi “, ed ancora gli istituti superiori “Genovesi “, ” Nitti “, ” Rossini “, ” Vittorio Emanuele “), per il conseguimento di un’ altra sfida da guinness , nuotando 72 km (il doppio della distanza che separa Capri Napoli ) ,mediante la discesa continuata in vasca dei partecipanti . Presente anche la casa famiglia Piccoli Soli.

ScandoneDiego Sanchez cvondurrà la manifestazione: tra gli ospiti il rapper Tueff , Alessandro Bolide ed Alessandra Clemente . Importante la collaborazione fornita dai tecnici della FIN Napoli coordinati da Luigi Peluso, e dal campione Francesco Vespe e Luca Infascelli dello Sporting Club Flegreo. Sempre presenti gli amici Berna Parmalat e Piluc Cioccolateria, che delizieranno i partecipanti con i propri prodotti. Una mattinata quindi all’insegna dello sport e della solidarietà, con la costituzione di borse di studio di nuoto per ragazzi disagiati di Napoli. Ci sarà poi il concorso di disegno ” Mare, Sport Napoli ” seconda edizione, ed i vincitori saranno tutti premiati nel corso della Capri Napoli Marathon che si svolgerà il prossimo 4 settembre.

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Federer, Dimitrov e la Bouchard celebrano il ritiro di Kobe Bryant

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Federer, Dimitrov e la Bouchard celebrano il ritiro di Kobe Bryant


NAPOLI (di Raffaele Caiffa) – Kobe Bryant giocherà stasera la sua ultima partita in NBA calcando il parquet dello Staples Center. Per l’ultimo match di una carriera strepitosa, dopo 20 anni di basket di livello assoluto, gli atleti vestiti dal marchio Nike, hanno tributato un omaggio al Black Mamba indossando delle scarpe con sopra incisa la data d’addio di Bryant. Tra i tanti campioni ci sono Roger Federer, Grigor Dimitrov ed Eugenie Bouchard che nella giornata di ieri hanno fatto mostra delle scarpe celebrative con la data “4-13-16”.

Eugenie BouchardDimitrov ha mostrato via social le scarpe postando la foto così come la Bouchard; Federer, che rientrava da un infortunio, ha sfoggiato le sue scarpe nel duello contro Guillermo Garcia Lopez.

l 24 dei Lakers ha fatto la storia dell’Nba stabilendo una serie di record Kobe Bryant (2)impressionanti, diventando il terzo marcatore di sempre fra regoular season e play off, vincendo ben 5 titoli con la casacca giallo viola come protagonista indiscusso. Non a caso anche altri campioni del calibro di  Serena Williams, Rafa Nadal ma anche Lebron James, Kevin Durant, Neymar e tanti altri hanno salutato il 24 dei Lakers.

L’ex n.1 del mondo Rafael Nadal, negli scorsi giorni aveva definito Bryant “un guerriero”, grande
rispetto anche mostrato dalla connazionale Serena Williams che del Mamba ha detto “Gioca solo perchè ama lo sport, per nessun altra ragione”. Attestati di stima da tutti i campioni del mondo rivolti ad un campione assoluto.

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