ROMA – (di Daniele Pallotta) – La Camera dei Deputati ha respinto la mozione di sfiducia che chiedeva le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo. Presenti in aula 603, favorevoli 229, contrari 299, astenuti 75. Hanno votato a favore della mozione i deputati del Partito Democratico e dell’Italia dei Valori ( i firmatari della mozione sono stati Franceschini e Donadi); contro il Popolo della Libertà di parte berlusconiana e la Lega; astenuti l’UDC di Casini, l’API di Rutelli, e il neonato gruppo Futuro e Libertà che fa capo a Gianfranco Fini. Sommando i voti degli astenuti con quelli di PD e IDV la maggioranza non avrebbe retto, dato significativo per le votazioni che avverranno nei prossimi mesi alla Camera. La procura di Roma la settimana scorsa ha iscritto nel registro degli indagati Giacomo Caliendo con l’accusa di essere parte integrante di un’ associazione segreta dedita ad alterare i corretti equilibri istituzionali e costituzionali ,in violazione della legge Anselmi. Le indagini si basano sulla intercettazioni contenute nell’ ordinanza di carcerazione di Pasquale Lombardi, ex giudice tributario che Caliendo conosce da 30 anni, del faccendiere Flavio Carboni e dell’ex assessore al comune di Napoli Arcangelo Martino, oltre che sui risultati degli interrogatori degli arrestati e degli altri indagati (il coordinatore del Pdl Denis Verdini, il senatore Marcello Dell’Utri e l’ex sottosegretario Nicola Cosentino). Diverse le contestazioni mosse a Caliendo dal procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo e dal pm Rodolfo Sabelli. Centrale l’accusa che assieme a Lombardi, Martino, Carboni, Dell’Utri e il capo degli ispettori del ministero della Giustizia Arbibaldo Miller, il sottosegretario alla Giustizia fosse a casa Verdini, lo scorso 23 settembre, per un pranzo nel corso del quale si sarebbe deciso di avvicinare i giudici della Corte Costituzionale in vista dell’imminente decisione sul ‘lodo Alfano’.
ROMA – Lascia la Corte d’Appello di Salerno Umberto Marconi, il magistrato il cui nome compare nelle carte dell’inchiesta della procura di Roma sulla cosiddetta P3, in relazione all’attivita’ di dossieraggio ai danni dell’attuale governatore della Campania, Caldoro. All’unanimita’ il plenum del Csm ha accolto la richiesta del magistrato di essere destinato alla sezione Lavoro della corte d’appello di Napoli, come semplice consigliere. Una richiesta che Marconi ha avanzato, dopo che la Prima Commissione di Palazzo dei Marescialli gli ha aperto la procedura di trasferimento per incompatibilita’ ambientale.
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