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Un grande Real infrange i sogni bianconeri

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Un grande Real infrange i sogni bianconeri


(di Gianpaolo Rispoli) – Finisce il sogno della Juve. Finisce, forse, nel modo più brutto, dopo una partita giocata al di sotto delle proprie potenzialità, pur se contro un grandissimo Real Madrid. I blancos riescono, invece, a scrivere la storia vincendo per la prima volta due Champions League consecutive. Dopo un primo tempo equilibrato terminato in pareggio, i bianconeri sono vistosamente calati nella ripresa concedendo troppo campo al Real che, dopo aver preso in mano il pallino del gioco, ha ammazzato la partita con un uno-due devastante tra il 60’ e il 64’ firmato Casemiro e Ronaldo.

Buffon

La cronaca – Formazioni: Juventus (3-4-2-1): Buffon; Barzagli (dal 21’ st Cuadrado), Bonucci, Chiellini; Dani Alves, Khedira, Pjanić (dal 25’ st Marchisio), Alex Sandro; Dybala (dal 32’ st Lemina), Mandžukić; Higuaín.
Real Madrid (4-3-1-2): Navas; Carvajal, Varane, Ramos, Marcelo; Kroos (dal 43’ st Morata), Casemiro, Modrić; Isco (dal 37’ st Asensio); Benzema (dal 32’ st Bale), Ronaldo.
Allegri, avendo tutti i titolari a disposizione, schiera la formazione ideale mentre Zidane, ancora una volta, schiera un Isco in grandissima forma a discapito di Bale che, davanti ai suoi tifosi, siede inizialmente in panchina. La Juve parte bene e dopo 4’ minuti Higuaín prende palla sulla trequarti, salta un paio di avversari e scarica il destro, ma Navas se la cava in due tempi. Due minuti più tardi è Pjanić a provarci con un gran destro da fuori, ma è ancora il portiere costaricense ad opporsi con un miracolo e tenere il risultato sullo 0-0. Al 20’ il Real passa in vantaggio grazie ad un grande scambio tra Ronaldo e Carvajal, concluso da un destro deviato del Portoghese che si infila all’angolino. La reazione bianconera arriva sette minuti più tardi, quando Mandžukić riesce con una straordinaria sforbiciata a portare il risultato sul pareggio, a conclusione di una altrettanto straordinaria azione corale. Il primo tempo termina senza ulteriori emozioni.
Nella ripresa la Juve si abbassa molto e il Real Madrid prende in mano le redini del gioco. Il primo sussulto arriva al 54’ quando è Modrić a provarci da fuori senza impensierire più di tanto Buffon. Al 60’ arriva il vantaggio del Real grazie ad un destro da fuori di Casemiro deviato in maniera decisiva da Khedira. Quattro minuti più tardi i blancos si portano in vantaggio di due reti grazie ad una bella giocata sulla destra di Modrić che mette in mezzo per Ronaldo, il quale non ha alcuna difficolta a metterci lo zampino e bucare Buffon. La Juve, a questo punto, si demoralizza, e prova una timida reazione solo all’82’ con un bel colpo di testa di Alex Sandro che sfiora il palo. Un minuto più tardi arriva l’espulsione di Cuadrado che toglie ogni speranza alla compagine bianconera. Prima della fine della partita è Asensio a colpire ancora e fissare il risultato, forse un po’ eccessivo, sul 4-1.
A testa alta – La stagione della Juve si conclude con un’amara sconfitta, ma ciò sicuramente non cancellerà la grande cavalcata bianconera che, oltre ad aver vinto campionato e Coppa Italia, è riuscita anche nell’impresa di far fuori una compagine del livello del Barcellona senza nemmeno prendere gol. Le due finali in tre anni che hanno visto i bianconeri uscire sconfitti non devono demoralizzare la squadra di Allegri che, ripensando anche alle finali perse dal Bayern Monaco tra il 2010 e il 2012 prima di vincere la Champions nel 2013, possono vedere questi risultati come una solida base da cui ripartire e provare a portare a casa la coppa nelle prossime stagioni.

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Kean la decide al 94′: la Juve chiude in bellezza

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Kean la decide al 94′: la Juve chiude in bellezza


(di Gianpaolo Rispoli) – La Juve chiude il campionato con una bella vittoria a Bologna in una partita che non ha riservato grandi emozioni ma che è stata molto importante per far tornare in forma alcuni giocatori come Khedira, e farne riposare altri come, tra gli altri, Bonucci e Chiellini. Allegri conclude così un grande campionato e si prepara mentalmente per la finale di Champions che potrebbe definitivamente consacrare i bianconeri tra le migliori formazioni della storia.
La cronaca – Formazioni: Bologna (4-3-3): Da Costa; Krafth (dal 30’ st Petković), Torosidīs, Gastaldello, Mbaye; Pulgar (dal 40’ st Nagy), Viviani, Taïder; Okwonkwo, Destro, Krejčí (dal 22’ st Masina).
Juventus (4-2-3-1): Audero; Lichtsteiner, Barzagli, Benatia, Asamoah; Khedira (dal 14’ st Mandžukić), Marchisio (dal 10’ st Pjanić); Cuadrado, Dybala (dal 33’ st Kean), Sturaro; Higuaín.
Bologna e Juventus concludono la propria stagione al Dall’Ara e, non avendo più nulla da chiedere, ne approfittano per inserire alcuni giocatori che hanno giocato di meno durante l’anno: da registrare in particolare il debutto dal primo minuto per il classe ’97 Audero e il classe ‘98 Okwonkwo. La prima occasione della partita è al 12’, quando Destro prova una conclusione di controbalzo dalla distanza col pallone che termina di poco a lato. Per assistere alla prima occasione bianconera bisogna attendere il 28’ quando Khedira serve un’ottima palla a Sturaro, il cui sinistro viene prontamente respinto da Krafth in scivolata. Un noioso primo tempo si chiude con una bella conclusione da fuori di Higuaín che termina a lato di pochissimo.
Il secondo tempo è molto più divertente e al 46’ è Khedira a provarci in scivolata su un bell’assist di Higuaín, ma la palla termina fuori. Sei minuti più tardi passa in vantaggio il Bologna con un grandissimo destro da fuori di Taïder che trafigge Audero e fa 1-0. Al 62’ arriva la risposta bianconera con un colpo di testa di Higuaín bloccato agevolmente da Da Costa. Lo stesso portiere brasiliano sette minuti più tardi nega la gioia del gol a Dybala con una gran parata su un sinistro a giro dell’Argentino. La gioia, però, è solo rimandata: al 70’ è proprio Dybala a ribadire in rete dopo una bella parata di Da Costa su destro di Higuaín. Al 78’ Allegri inserisce il giovane 2000 Kean, mossa che successivamente si rivelerà decisiva. Negli ultimi 10 minuti ci provano prima Pjanić e poi Viviani con due bei calci di punizione che, però, non trovano fortuna. Quando la partita sembra avviarsi verso il termine è Pjanić a disegnare una gran traiettoria su punizione e trovare un bel colpo di testa di Kean che mette in rete e trova il suo primo gol tra i professionisti, regalando la vittoria ai suoi.
Finalmente i giovani – Questa stagione, finalmente, ha visto un’inversione di tendenza per quanto riguarda il minutaggio concesso ai giovani. Il primo gol siglato da un 2000 in serie A, Kean, ha definitivamente sancito il grandissimo passo avanti fatto dalle squadre italiane, sempre più propense a far crescere i giovani e senza timore per l’assenza di esperienza. Oggi dal primo minuto hanno giocato un diciannovenne e un ventenne, ma non sono gli unici casi da registrare in questa annata. A beneficiarne, ovviamente, oltre che le squadre stesse, è la Nazionale Italiana che, se riuscirà a qualificarsi per i mondiali del 2018, potrà schierare una grandissima formazione composta da un grande mix di esperienza e giovani fortissimi. E Ventura non può far altro che guardare e gioire.

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Troppa Roma all’Olimpico: Juve sconfitta 3-1

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Troppa Roma all’Olimpico: Juve sconfitta 3-1


(di Gianpaolo Rispoli) – Una grande Roma batte la Juve e si riprende il secondo posto in classifica. I giallorossi hanno probabilmente sfoderato la miglior prestazione della stagione contro una Juve apparsa non in grado di reggere lo scontro, soprattutto dal punto di vista fisico. Nonostante il turnover di cui ha usufruito Allegri, i bianconeri hanno probabilmente pagato i tantissimi impegni ravvicinati che li hanno visti protagonisti in questo periodo, non riuscendo ad esprimere il solito calcio e ad avere la solita brillantezza e capacità di gestire i vari momenti della partita.
La cronaca – Formazioni: Roma (4-2-3-1): Szczęsny; Rüdiger, Manōlas, Fazio, Emerson; De Rossi, Paredes; Salah (dal 48’ st Totti), Nainggolan (dal 33’ st Juan Jesus), El Shaarawy; Perotti (dal 24’ st Grenier).
Juventus (4-5-1): Buffon; Lichtsteiner (dal 19’ st Dani Alves), Benatia, Bonucci, Asamoah; Cuadrado (dal 33’ st Marchisio), Lemina, Pjanić, Sturaro (dal 24’ st Dybala), Mandžukić; Higuaín.
Mister Spalletti deve rinunciare al capocannoniere del campionato, Edin Džeko, e opta per un attacco leggero composto da Salah, Perotti ed El Shaarawy, Allegri schiera una formazione molto prudente e fa riposare qualche pedina fondamentale in vista della finale di Coppa Italia che si terrà in settimana.

De Rossi, Buffon

I bianconeri partono subito forte e, dopo 7’, mettono paura alla difesa giallorossa con un bel sinistro da fuori di Asamoah che si stampa sul palo. Al 21’ Sturaro inventa un gran lancio per Higuaín che di prima serve uno splendido pallone a Lemina, il quale non deve far altro che appoggiare in rete per il momentaneo vantaggio della Juve. La reazione della Roma non si fa attendere e così, quattro minuti più tardi, è De Rossi a riportare la situazione in equilibrio sugli sviluppi di un’azione da calcio d’angolo. Dieci minuti dopo ci riprova la Juve con un bel destro da fuori di Higuaín che viene prontamente respinto da Szczęsny. L’ultima occasione del primo tempo si ha al 42’, quando Nainggolan mette in mezzo un interessantissimo pallone che viene colpito di testa da Salah, ma la conclusione dell’Egiziano è troppo centrale e Buffon blocca agevolmente.
Nella ripresa la Roma entra in campo con un altro spirito e raccoglie i frutti della pressione al 56’, quando El Shaarawy porta in vantaggio i suoi con un destro a giro deviato che bacia il palo e si infila alle spalle di Buffon. Nove minuti più tardi i giallorossi archiviano la pratica con Nainggolan che, dopo aver chiuso una bella combinazione con Salah, scarica un destro potente che termina sotto la traversa e gela i bianconeri. La Juve prova una timida reazione che produce effetti solo all’85’, quando è Bonucci a provarci con un bel colpo di testa che esce di poco. L’ultima occasione bianconera è per Higuaín al 95’, ma il destro del Pipita viene respinto prontamente da Szczęsny in calcio d’angolo. Dopo 5 minuti di recupero l’arbitro fischia la fine della partita e la Roma può festeggiare per un secondo posto che sembra ormai sempre più a portata di mano.
Tre punti – Una brutta serata non dovrebbe in ogni caso impedire alla Juve di festeggiare il suo sesto scudetto di fila. È sufficiente, infatti, che i bianconeri vincano almeno una delle ultime due partite che li vedranno impegnati contro Crotone e Bologna, per far sì che possano festeggiare matematicamente lo scudetto. Nel frattempo gli uomini di Allegri soggiorneranno a Roma fino a Mercoledì sera, quando affronteranno la Lazio, con cui si contenderanno la Coppa Italia. Dopodiché le attenzioni saranno tutte rivolte alla partita di domenica allo Stadium contro il Crotone, che potrebbe finalmente regalare alla Juve il suo sesto scudetto di fila e farla entrare ancor di più nella storia del campionato Italiano.

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Higuaín salva la Juve al 90’, festa scudetto rimandata

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Higuaín salva la Juve al 90’, festa scudetto rimandata


(di Gianpaolo Rispoli) – I bianconeri dovranno rimandare di almeno una settimana la festa scudetto ma, visto come si era messa la partita, può anche andare bene così. Il Toro riesce a fermare una striscia di 33 vittorie consecutive allo Stadium per la Juve, ma per gli uomini di Mihajlović è un pareggio molto più amaro di quanto ci si possa aspettare. La compagine di Allegri, invece, si tiene stretta questo punto conquistato dopo una partita giocata obiettivamente in maniera troppo superficiale e, probabilmente, già con la testa alla sfida di Martedì contro il Monaco.
La cronaca – Formazioni: Juventus (4-2-3-1): Neto; Lichtsteiner, Bonucci, Benatia, Asamoah; Khedira, Rincón (dal 24’ st Pjanić); Cuadrado, Dybala (dal 35’ st Alex Sandro), Sturaro (dall’11’ st Higuaín); Mandžukić.
Torino (4-2-3-1): Hart; Zappacosta, Rossettini, Moretti, Molinaro; Acquah, Baselli (dal 30’ st Obi); Iago Falque (dal 38’ st Iturbe), Ljajić, Boyé (dal 18’ st Benassi); Belotti.
Si affrontano allo Stadium due squadre che si schierano a specchio, Allegri cambia otto giocatori rispetto alla trasferta di Monaco, Mihajlović conferma il 4-2-3-1 già utilizzato nelle scorse settimane. Toro e Juve si affrontano a viso aperto e al 15’ sono i bianconeri ad avere la prima grande occasione del match: Dybala crossa dalla bandierina, Benatia incorna di testa ma la traversa gli impedisce di gioire per quello che sarebbe stato il suo secondo gol stagionale. Al 28’ è ancora la squadra di Allegri a provarci grazie ad un bel sinistro al volo di Mandžukić su cross di Cuadrado, ma Moretti è bravissimo a deviare il pallone di quel tanto che basta per non farlo finire in rete. Il primo tempo scorre senza grandi sussulti fino al 43’, quando Dybala e Mandžukić chiudono un bellissimo uno-due, ma l’attaccante Argentino spara addosso ad Hart e spreca tutto. La prima frazione si conclude su un bel destro da posizione defilata di Ljajić, col pallone che termina di poco alto.
Il secondo tempo si apre con un lampo del Torino che passa in vantaggio grazie ad una straordinaria punizione di Ljajić che lascia impietrito Neto e gela lo Stadium. La Juve prova subito al rispondere e al 54’ Mandžukić spreca un’ottima imbucata di Khedira mandando a lato. Episodio chiave della partita si ha al 57’, quando il Torino resta in dieci a causa dell’espulsione di Acquah per somma di ammonizioni. Nonostante ciò, gli uomini di Mihajlović provano a mettere paura alla Juve con un destro da fuori di Baselli al 66’, ma Neto è attento a respingere. La più grande occasione della ripresa per la Juve arriva al 68’, quando Khedira sciupa da pochi metri un’occasione colossale offertagli da Dybala. Quando il match sembra avviarsi verso la conclusione, Higuaín tira fuori il jolly con un gran destro da fuori in girata che riporta il risultato sul pareggio ed evita una sconfitta che avrebbe potuto avere gravi ripercussioni sul morale della squadra.
Un punto guadagnato – Allegri sicuramente non sarà soddisfatto dell’atteggiamento e della partita disputata dai suoi ma, di fatto, un risultato del genere non può che far piacere al tecnico Toscano, considerato come si era messo il match, nonostante la superiorità numerica avuta per quasi tutto il secondo tempo. Un’altra settimana chiave aspetta la Juventus che dovrà prima affrontare il ritorno di Champions contro il Monaco, e poi la Roma nella gara di Domenica che potrebbe regalarle matematicamente il sesto scudetto di fila. Pertanto non resta che mantenere alta la tensione perché, come ha dimostrato il derby, ogni minima distrazione può compromettere una stagione quasi perfetta fino ad oggi.

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Doppio Higuaín nel Principato: Juve a un passo dalla finale

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Doppio Higuaín nel Principato: Juve a un passo dalla finale


(di Gianpaolo Rispoli) – Una grande serata di Champions per gli uomini di Allegri li avvicina sempre di più alla finale di Cardiff. I bianconeri riescono a battere il Monaco dopo tredici vittorie consecutive in casa per la compagine del Principato, grazie alla nona doppietta stagionale di Higuaín. Il verdetto delle due partite di andata, in queste semifinali di Champions, è stato abbastanza netto, con Juve e Real Madrid che, dopo due grandi serate, hanno già un piede e mezzo a Cardiff. La grande duttilità dei giocatori e l’ampiezza della rosa ha permesso alla Juve di arrivare a questo punto della stagione con tutti e tre gli obbiettivi iniziali a portata di mano.
La cronaca – Formazioni: Monaco (4-4-2): Subašić; Dirar, Glik, Jemerson, Sidibé; Bernardo Silva (dal 36’ st Touré), Fabinho, Bakayoko (dal 21’ st Moutinho), Lemar (dal 21’ st Germain); Falcao, Mbappé.
Juventus (3-4-2-1): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Dani Alves, Marchisio (dal 36’ st Rincón), Pjanić (dal 44’ st Lemina), Alex Sandro; Dybala, Mandžukić; Higuaín (dal 32’ st Cuadrado).

Higuain

Jardim schiera il suo classico 4-4-2 con Falcao e Mpabbé in avanti per cercare di creare grattacapi alla difesa della Juve, Allegri risponde con una formazione più prudente rispetto al solito, con la presenza di Barzagli al posto di Cuadrado e di Marchisio al posto dello squalificato Khedira. La prima grande occasione della partita è per il Monaco al 16’, quando Lemar prende il pallone sulla destra e lo mette in mezzo, Mpappé gira con un gran destro al volo, ma Buffon è straordinario a respingere e mantenere la porta inviolata. Il primo tempo è tiratissimo e molto avaro di emozioni ma, nell’unica grande occasione creata, la Juve trova il vantaggio con un gran destro di prima di Higuaín servito da uno strepitoso colpo di tacco di Dani Alves, che corona un’azione magistrale partita dalle retrovie.
La ripresa inizia più ricca emozioni rispetto alla prima frazione, e così subito al 47’ è il Monaco a rendersi pericoloso con Falcao che, ben servito da Bernardo Silva, non riesce a dare potenza alla sua conclusione che termina comodamente tra la braccia di Buffon. Al 49’ è ancora Buffon a uscire bene e chiudere su Mbappé che, altrimenti, avrebbe potuto calciare indisturbato verso la porta. Al 50’ ci prova Bernardo Silva con un sinistro da fuori, ma Buffon blocca agevolmente. La prima occasione bianconera nella ripresa arriva al 54’, quando Marchisio ruba un ottimo pallone sulla trequarti e si presenta di fronte a Subašić, ma il portiere Croato è bravissimo a chiudergli lo specchio ed evitare il raddoppio. La gioia, però, è solo rimandata: al 59’ la Juve trova il raddoppio grazie agli stessi protagonisti del primo gol, Dani Alves mette in mezzo un bellissimo pallone che viene colpito al volo da Higuaín e spedito alle spalle di Subašić per la seconda volta. Da lì in poi la Juve si limita a gestire e a non concedere occasioni agli avversari, mentre Jardim prova a cambiare la partita inserendo, tra gli altri, Moutinho e Germain. L’ultimo sussulto della partita vede proprio protagonisti questi ultimi: al 90’, infatti, Buffon riesce a mandare sopra la traversa il tentativo di Germain che, servito perfettamente da un cross su punizione di Moutinho, si vede negare la gioia del gol dal portierone Italiano.
Grande duttilità – L’arma vincente di Allegri, nella notte di Monaco, è stata la duttilità dei suoi giocatori in campo. Grazie ad una grande compattezza e un grandissimo spirito di gruppo, infatti, i bianconeri hanno potuto variare modulo a seconda delle circostanze della partita, senza dover cambiare giocatori. La difesa si è schierata a tre o a quattro, a seconda delle situazioni e dei momenti, senza risentire più di tanto dei cambiamenti. Il merito dell’allenatore Toscano, oltre a quello di essere riuscito a fermare il Monaco dopo tredici vittorie consecutive in casa, è stato, sin dall’inizio della sua avventura in bianconero, quello di creare un gruppo compatto e pronto al sacrificio pur di raggiungere i propri obbiettivi, ed ora ne sta meritatamente raccogliendo i frutti. Con lo scudetto ormai in tasca adesso i bianconeri possono concentrarsi esclusivamente sulla Champions che ormai manca da 21 anni, un po’ troppi per una squadra abituata a dominare il campionato Italiano.

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La Juve chiude il campionato e pensa alla Champions

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La Juve chiude il campionato e pensa alla Champions


NAPOLI (di Giampaolo Rispoli) –  Il campionato è ormai chiuso, ma forse lo si sapeva già da un po’. La Juve vince 2-0 a Pescara ottenendo il massimo risultato col minimo sforzo, l’Atalanta blocca la Roma sul pari e spiana la strada al sesto scudetto consecutivo per i bianconeri. Allegri cambia tutta la difesa rispetto alla partita col Barcellona, e fa riposare anche Khedira, ma la squadra sembra non risentirne e porta agevolmente a casa il risultato. Higuaín la chiude già nel primo tempo e sale in classifica marcatori, segnando prima il ventiduesimo e venti minuti più tardi il ventitreesimo gol in campionato, riconfermandosi come uno degli attaccanti più prolifici nella storia della Serie A.
La cronaca – Formazioni: Pescara (4-3-3): Fiorillo; Zampano, Campagnaro, Coda, Biraghi; Bruno (dal 23′ st. Bahebeck), Muntari (dal 12′ st Benali), Memushaj; Coulibaly, Caprari, Brugman (dal 33′ st Verre).

Juventus (4-2-3-1): Neto; Lichtsteiner, Barzagli, Rugani, Asamoah; Marchisio, Pjanić (dal 1′ st Rincón); Cuadrado (dal 43′ st Lemina), Dybala (dal 9′ st Sturaro), Mandžukić; Higuaín.
Il Pescara parte subito forte e mette paura alla Juve dopo una manciata di secondi dall’inizio del match, quando Brugman prova un tiro da fuori che viene bloccato in due tempi da Neto. Per assistere alla prima occasione bianconera bisogna aspettare il 10′, quando Higuaín prende palla sulla trequarti, salta un paio di avversari e serve Mandžukić, ma il tiro del Croato viene respinto prontamente da Fiorillo. Al 22′ la Juve passa in vantaggio: Cuadrado è scaltro e caparbio nel raccogliere una respinta del portiere sul suo stesso tiro, alzare la testa e servire Higuaín, che davanti alla porta non può sbagliare. Al 29′ i bianconeri hanno un’altra occasione, Cuadrado è ispirato e serve ancora Mandžukić, che con un destro al volo manda il pallone di poco fuori alla destra di Fiorillo. Al 37′ e al 40′ la Juve prova ancora a chiudere la partita: prima Fiorillo neutralizza un destro al volo di Higuaín dopo una bella giocata dell’Argentino, poi ci  prova Mandžukić con una schiacciata di testa che termina alta. Il gol, però, è nell’aria, e così al 43′ è ancora Higuaín a buttarla dentro su una bella sponda di testa di Mandžukić deviata da un difensore.
La ripresa inizia come si era concluso il primo tempo, con un’altra occasione per la Juve su intuizione di Cuadrado: il colombiano serve il neoentrato Sturaro, che a tu per tu con Fiorillo non riesce a chiudere il match. Da lì in poi gli uomini di Allegri rallentano notevolmente il ritmo e addormentano la partita, portando a casa i tre punti senza concedere nulla agli avversari.
Testa alla Champions – Con la vittoria di oggi la Juventus chiude il discorso scudetto e può concentrarsi quasi esclusivamente sulla Champions e sulla finale di Coppa Italia. Allegri può già sognare il primo triplete della sua carriera, sia grazie ad una rosa fortissima, sia grazie ad una differenza di qualità con le inseguitrici obiettivamente troppo elevata, specialmente dopo gli arrivi estivi di giocatori del calibro di Higuaín e Pjanić, strappati proprio a Napoli e Roma. La cavalcata trionfale bianconera continua, ma occhio a non distrarsi, anche perché, come ha detto Allegri, per passare da migliori a somari basta un attimo, e questa squadra non ha alcuna intenzione di rinunciare alle proprie ambizioni europee.

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Higuain ferma il Napoli in semifinale

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Higuain ferma il Napoli in semifinale


NAPOLI (di Cristina Accardo) – Con la Lazio a guardare, Napoli e Juventus tornano a sfidarsi al San Paolo dopo la gara di campionato, per l’accesso alla finale di Tim Cup. Bianconeri favoriti dal risultato della gara di andata, già con un passo a Roma, tocca agli azzurri fare gioco e capovolgere il pesante 3 a 1. Gara spettacolare e tesa, risolta, a differenza del campionato dall’ex di turno Gonzalo Higuain, che con due reti infrange tutti i sogni di gloria dei tifosi azzurri. A Fuorigrotta finisce 3 a 2 la semifinale di ritorno, con una vittoria che non serve ai partenopei, che, dopo la Champions escono, seppur a testa alta, dalla competizione italiana. Ora l’obiettivo principale resta il traguardo del secondo posto in classifica.

Le formazioni – Napoli: Reina, Hysaj, Chiriches, Koulibaly, Ghoulam, Zielinski (82′ Allan), Diawara, Hamsik (75′ Pavoletti), Callejon, Insigne, Milik (61′ Mertens)
Juventus: Neto, Dani Alves, Bonucci, Benatia, Alex Sandro, Khedira, Rincon (70′ Pjanic), Cuadrado, Dybala (76′ Barzagli), Sturaro (86′ Lemina), Higuain
In campo – Torna Reina, in extremis, fra i pali; in difesa dentro Chiriches, mentre a centrocampo si rivedono Zielinski e Diawara. In attacco Sarri si affida a Milik per sfruttare eventuali cross e mettere pressione alle torri bianconere. Il Napoli parte aggressivo, la Juve anche: nervi tesi in campo con Banti che si trova a dover gestire una partita delicata, visto la posta in palio. La Juventus si propone e mette in allerta la retroguardia azzurra. Al 12’ ghiotta occasione dei partenopei con Callejon, Neto è pronto di riflessi e para. Il Napoli si lascia andare ad alcune disattenzioni e in più occasioni i difensori azzurri e Reina si trovano in difficoltà, fino a quando, al 32’ Sturaro serve Higuain che, con un tiro lento ma angolato, la mette dentro per lo 0 a 1. Il morale azzurro cade, ora la rimonta sembra essere più ardua, Sarri confida nella ripresa. Nel secondo tempo pareggia i conti Hamsik che viene servito splendidamente da Milik, è 1 a 1. Passano pochi minuti, però, ed è di nuovo Higuain a punire la sua ex squadra grazie ad un’intuizione di Cuadrado: è 1 a 2. Riuscire a recuperare è dura, Sarri mette dentro Mertens per Millik e il belga non si smentisce: con grinta e determinazione approfitta di uno stop sbagliato di Neto e la mette dentro: è 2 a 2. Il Napoli sembra crederci, o meglio, ci prova ed al 22’ arriva anche la rete di Insigne per il 3 a 2. Ma non basta ancora, per sperare nei supplementari, agli azzurri mancano due gol ancora. Sarri tenta il tutto per tutto con Pavoletti, Allegri si difende e mette in campo, tra i tanti, Barzagli per Dybala. Il Napoli con l’ex genoano ha qualche altra palla buona, ma il tutto si esaurisce al triplice fischio finale. Il Napoli saluta la Coppa Italia, la finale sarà Lazio Juventus.

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Khedira illude, Hamsik pareggia

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Khedira illude, Hamsik pareggia


NAPOLI (di Cristina Accardo) – Napoli Juventus non è solo la sfida delle sfide, dall’addio di Gonzalo Higuain alla maglia azzurra in estate, il match con i bianconeri in casa Napoli ha rappresentato il ritorno del Pipita nello stadio che la passata stagione lo ha consacrato il bomber della Serie A, dinanzi a quei tifosi che fino a qualche mese fa si emozionavo alla sola pronuncia del suo nome e che, invece, nella notte del San Paolo, hanno accolto con una bordata di fischi. Pochi abbracci e saluti, sorrisi tirati tra l’argentino e gli ex compagni che non hanno fatto mai mistero di non aver digerito il modo in cui Higuain ha lasciato loro ed il Napoli. Un Napoli che subisce, alla prima occasione juventina: è solo il 5’ quando Khedira approfitta di un inserimento per mettere la palla dietro le spalle di Rafael, in campo al posto di un infortunato Reina.

Gli azzurri cercano spazio, ma la Juventus regala poco e si chiude in area, fino a quando, a pochi minuti dalla ripresa, quando Hamsik sfrutta un bellissimo passaggio di Mertens ed infila la palla sotto la traversa per il pareggio. Il Napoli ci crede e potrebbe in più occasioni raddoppiare la Juventus, invece, si risparmia ed evita qualunque attacco alla porta di Rafael. Finisce 1 a 1 al San Paolo, stadio che tra soli tre giorni vedrà di nuovo le due formazioni scontrarsi per la semifinale di ritorno della Coppa Italia.
Le formazioni – Napoli: Rafael, Hysaj, Albiol, Koulibaly, Strinic (79′ Ghoulam), Allan (68′ Zielinski), Jorginho, Hamsik (76′ Rog), Callejon, Insigne, Mertens.
Juventus: Buffon, Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Asamoah, Lemina (61′ Cuadrado), Marchisio (80′ Dybala), Khedira, Pjanic (87′ Rincon), Mandzukic, Higuain
In campo – Fuori Reina per infortunio, tra i pali rispunta Rafael; in difesa dentro Strinic, a centrocampo si rivedono Allan e Jorginho, in attacco Sarri non rinuncia ai suoi titolarissimi. Per Allegri fuori Dybala, l’attacco è affidato ad Higuain. La Juventus va subito in vantaggio con Khedira approfitta di un inserimento per mettere la palla dietro le spalle di Rafael. Il Napoli cerca spunti e spazi, quando non li trova ci Hamsik ad impensierire Buffon con tiri da fuori. Al 33’ Mertens si spinge in area bianconera, ma il numero uno juventino blocca. Sul finire del primo tempo Insigne piazza una palla sul secondo palo che va di poco fuori. Il Napoli c’è ed all’inizio della ripresa trova il pareggio con Hamsik, che sfrutta un bellissimo passaggio di Mertens ed infila la palla sotto la traversa per il pareggio: è 1 a 1. La Juventus non spinge ma aspetta il Napoli ed i suoi attaccanti: sfortuna per Mertens al 64’ quando colpisce il palo superato Buffon. Parte il valzer dei cambi, ma la partita lascia a pochi spunti, finisce 1 a 1 il primo scontro in pochi giorni tra Napoli e Juventus.

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Il Milan sgobba e la Juve porta a casa la Coppa

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Il Milan sgobba e la Juve porta a casa la Coppa


NAPOLI (di Eleonora Posabella) – E’ ancora doppietta per la Juventus di Massimiliano Allegri, che dopo aver archiviato la pratica scudetto con 3 giornate di anticipo, chiude l’anno, approdando all’ennesimo trofeo.
JuveLa coppa Italia vinta allo stadio Olimpico di Roma contro il Milan incornicia un’altra splendida stagione vissuta dai bianconeri, che si ripropongono come dominatori assoluti del campionato italiano.
La Juventus che scende in campo contro i rossoneri di mister Brocchi, si presenta però in maniera molto diversa da quella che siamo stati abituati a vedere; la squadra di Allegri appare infatti svogliata e senza idee, non riesce a macinare gioco a causa di un centrocampo per lo più inesistente.
Per gran parte del match è dunque il Milan a comandare, creando moltissime occasione da gol, tutte però sciupate in malo modo.
Il match dunque prosegue a ritmi lenti, contrapponendo da un lato una delle peggiori versioni stagionali della Juventus e dall’altro il miglior Milan visto fin ora, che pecca però di lucidità e di imprecisione negli ultimi metri.
Al termine del tempo regolamentare il punteggio è invariato e le due squadre sono costrette a proseguire, disputando anche i tempi supplementari, durante i quali i cambi effettuati da Allegri scuotono la squadra bianconera.
La freschezza dei neo entrati Alex Sandro, Cuadrado e Morata, mandano a segno al primo tentativo l’undici di Allegri, che sfrutta perciò al massimo l’occasione propizia.
Di qui in poi il Milan non riesce più a rendersi pericoloso, ma appare quasi già rassegnato, nonostante i 100 minuti precedenti giocati con personalità.
La Coppa Italia ribadisce dunque la supremazia della vecchia signora, a cui manca adesso soltanto la conferma in ambito europeo, per tornare ad essere grande come un tempo.

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La serie A si inchina di nuovo alla Juventus

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La serie A si inchina di nuovo alla Juventus


NAPOLI (di Eleonora Posabella) – La Juventus centra l’obiettivo scudetto per il quinto anno consecutivo, secondo dell’era Allegri, con ben tre giornate di anticipo grazie alla sconfitta ottenuta dal Napoli in casa della Roma, che rende la squadra partenopea matematicamente fuori dai giochi.

Le festa della Juventus al Franchi (ansa)

Le festa della Juventus al Franchi (ansa)

Gran parte del merito va comunque attribuito ai bianconeri, che domenica sera battono al Franchi la Fiorentina di Paulo Sousa, grazie alla freddezza e alla fame di un gruppo che si riconferma ancora una volta vincente. Il match contro i viola, avversari storici, si svolge però a fasi alterne, sono infatti i padroni di casa a dominare la prima frazione di gioco, durante la quale vengono defraudati di un gol regolarissimo e di un rigore abbastanza evidente. A cinque minuti dalla fine del primo tempo, con una netta inversione di tendenza, la Juventus passa in vantaggio grazie alla rete di Mandzukic, dando così enfasi alla partita. Il finale della gara è anche più concitato, Kalinic riesce infatti a trovare il pareggio, che però dura ben poco, poiché i bianconeri passano nuovamente in vantaggio con il gol segnato da Morata, da poco subentrato a Dybala.

La Fiorentina intanto sciupa proprio al 90° minuto una ghiottissima occasione dagli 11 metri, concessa dall’arbitro Tagliavento in maniera molto generosa e probabilmente a compensazione degli sbagli commessi in precedenza. Migliore in campo: Gigi Buffon, chiamato in causa nel momento del bisogno, il super portiere della nazionale sbarra la strada con decisione a Kalinic, troppo poco incisivo dal dischetto, mantenendo così inalterato il risultato, che di lì a meno di 24 ore varrà lo scudetto. Peggiore in campo: l’intero reparto difensivo, che in questa gara non da l’impressione della solita compattezza, commettendo anzi più di un’ingenuità.

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