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Mandzukic scardina la difesa Viola: la Juve vince ancora

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Mandzukic scardina la difesa Viola: la Juve vince ancora


di Gianpaolo Rispoli

Una Juve non esaltante porta a casa tre punti preziosissimi contro un’ottima Fiorentina, che nelle ultime uscite sembra aver trovato la propria dimensione dopo un inizio complicato. Per gli uomini di Allegri, invece, un passo indietro sul piano del gioco rispetto alla trasferta di Reggio Emilia, ma va sicuramente considerata anche la differenza sul piano qualitativo tra le avversarie affrontate dai bianconeri. La Juve si prepara così ad affrontare un’altra settimana infernale, che si aprirà col derby di sabato sera.
La cronaca – Formazioni: Juventus (4-2-3-1): Szczesny; Sturaro (dal 46’ s.t. Licthsteiner), Rugani, Barzagli, Asamoah; Bentancur, Matuidi; Cuadrado (dal 37’ s.t. Bernardeschi), Dybala (dal 30’ s.t. Pjanic), Mandzukic; Higuain.

Fiorentina (4-2-3-1): Sportiello; Laurini (dal 6’ s.t. Gaspar), Astori, Pezzella, Biraghi; Veretout, Badelj; Chiesa, Benassi (dal 16’ s.t. Gil Dias), Thereau (dal 23’ s.t. Sanchez); Simeone.
All’Allianz Stadium arriva una Fiorentina in un buon momento di forma con Pioli che conferma la squadra che sabato ha sconfitto il Bologna ad eccezione di Gaspar, rimpiazzato da Laurini. Allegri opta per il classico 4-2-3-1 e fa rifiatare Lichtsteiner, Alex Sandro e Pjanic a beneficio di Sturaro, Asamoah e Bentancur. La partita è inizialmente molto tirata e la prima occasione si ha al 9’ con una gran punizione di Dybala che termina non lontana dalla porta difesa da Sportiello. La risposta viola arriva al 25’, sempre su punizione, con Veretout che ci prova ma la palla termina abbondantemente alta. La Fiorentina si chiude benissimo e prova qualche timida ripartenza, la Juve non riesce a trovare spazi e Dybala tocca pochi palloni, non riuscendo ad accendersi. L’unica ulteriore occasione è per la Juve al 43’ con un destro da fuori di Higuain che viene deviato e termina in calcio d’angolo. Finisce così un primo tempo ricco di intensità ma molto povero di occasioni.

Nella ripresa inizia meglio la Fiorentina con una bella iniziativa di Thereau ma è la Juve a passare in vantaggio al 52’: Cuadrado mette in mezzo un gran cross dalla destra, Higuain non arriva sul pallone ma dietro di lui sbuca Mandzukic che, in tuffo di testa, porta i suoi in vantaggio e sblocca una partita complicatissima. La risposta viola arriva dieci minuti più tardi, con un bel tentativo di Thereau da fuori che esce di poco alla sinistra di Szczesny. Al 66’ Badelj viene espulso per doppia ammonizione, anche grazie all’ausilio della VAR.

Due minuti più tardi Cuadrado va via sulla destra e mette in mezzo per Mandzukic, la cui conclusione viene ribattuta da Gaspar. Al 72’ ci prova Cuadrado con un destro da fuori, Sportiello è attento e respinge. Quattro minuti più tardi ancora il colombiano, ispiratissimo, si rende protagonista con un cross lunghissimo per Mandzukic, che colpisce di testa ma Sportiello riesce a parare. L’ultima occasione della partita si ha al 90’ con una bella azione di Gil Dias che riesce a liberarsi per calciare ma il suo sinistro viene deviato in calcio d’angolo. L’arbitro, dopo 4’ di recupero, manda tutti negli spogliatoi e i bianconeri festeggiano per la quinta vittoria consecutiva in questo campionato.

Integrazione – Una delle note più positive della serata per la Juventus è stata sicuramente l’ottima prestazione della coppia di centrocampo Bentancur-Matuidi. I due nuovi centrocampisti sembrano essersi integrati alla perfezione negli schemi di Allegri, e saranno sicuramente pedine fondamentali per far rifiatare Pjanic e Khedira, senza dimenticare la bandiera Marchisio. Integrazione che, invece, sembra ancora non sia completata per i due colpi più costosi: Douglas Costa e Bernardeschi. Il primo ha giocato due partite da titolare senza riuscire a convincere più di tanto, mentre il secondo ancora non è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante negli schemi di Allegri. L’esperienza però ci insegna che il mister toscano ha sempre inserito lentamente i nuovi gioielli al centro del suo progetto, da Morata a Dybala, passando per Alex Sandro: tutti giocatori che, prima di trovare un minutaggio importante, hanno avuto a disposizione tutto il tempo necessario per ambientarsi.

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Dybala show al Mapei Stadium: Juve a punteggio pieno

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Dybala show al Mapei Stadium: Juve a punteggio pieno


di Gianpaolo Rispoli

La Juve respinge le critiche piovute in settimana a seguito della sonora sconfitta maturata in Champions contro il Barcellona e si impone per 3-1 contro un Sassuolo troppo arrendevole e mai seriamente in partita. Allegri può sorridere dopo l’ennesima dimostrazione di forza dei suoi, mentre l’opaca prestazione del Sassuolo dimostra che c’è ancora molto da lavorare in casa neroverde per poter ambire a qualcosa in più di una semplice salvezza.
La cronaca – Formazioni: Sassuolo (3-5-2): Consigli; Letschert, Cannavaro, Acerbi; Lirola, Mazzitelli (dal 13’ s.t. Duncan) Magnanelli (dal 32’ s.t. Matri), Sensi, Adjapong; Politano (dal 19’ s.t. Ragusa), Falcinelli.
Juventus (4-2-3-1): Buffon; Lichtsteiner (dal 27’ s.t. Barzagli), Rugani, Chiellini, Alex Sandro; Pjanic, Matuidi; Cuadrado, Dybala (dal 39’ s.t. Bernardeschi), Mandzukic; Higuain (dal 32’ s.t. Douglas Costa).
Nell’anticipo domenicale al Mapei Stadium si affrontano Sassuolo e Juventus, con Bucchi che conferma il 3-5-2 già visto la settimana scorsa a Bergamo contro l’Atalanta, mentre Allegri torna al 4-2-3-1, accantonando momentaneamente il 4-3-3 provato nell’ultimo turno contro il Chievo. La prima occasione della partita arriva dopo 4’, quando Cuadrado prende palla sulla fascia, punta un avversario e poi serve Pjanic, il bosniaco ci prova con il destro dal limite dell’area ma Consigli è attento e respinge. Al 10’ arriva la seconda occasione bianconera con Higuain, che colpisce al volo su un bel cross di Alex Sandro, ma Consigli è bravissimo a respingere la conclusione dell’argentino. La prima occasione per gli emiliani arriva al 15’ con un tiro da fuori di Sensi che termina alto di poco al termine di una bella azione manovrata. Un minuto più tardi la Juve passa in vantaggio: Alex Sandro serve Mandzukic sulla fascia, il croato alza la testa e serve Dybala che con uno straordinario sinistro di prima da fuori area sorprende Consigli e porta i suoi in vantaggio. La risposta del Sassuolo tarda ad arrivare, e i biancoverdi riescono a rendersi pericolosi solo al 33’, quando Politano prova un sinistro da lontano, ma Buffon è attento e blocca. Il primo tempo termina senza ulteriori occasioni.
Nella ripresa la Juve è subito intraprendente e al 49’ trova il raddoppio: Higuain pesca Cuadrado sulla destra, il colombiano serve Dybala che controlla e poi calcia di punta prendendo il tempo a Consigli e raddoppiando per i suoi. Due minuti più tardi i bianconeri si rilassano e il Sassuolo riapre la partita con Politano, che è bravo a farsi trovare pronto e ad appoggiare in rete dopo un’azione concitata nell’area di rigore juventina. Al 63’, però, è ancora Dybala e portare i suoi in vantaggio di due reti grazie ad un calcio di punizione perfetto. Quattro minuti più tardi è Matuidi a provarci da fuori, ma la palla termina fuori alla destra di Consigli. L’ultima emozione della partita si ha all’83’, quando Douglas Costa con una grande giocata lascia sul posto Letschert e mette in mezzo, Cuadrado colpisce a botta sicura ma Adjapong con la schiena salva i suoi e mette in calcio d’angolo. Il Sassuolo non riesce più a creare e la Juve può festeggiare per la quarta vittoria in altrettante partite di campionato.
4 su 4- I bianconeri centrano la quarta vittoria su quattro e volano a punteggio pieno. Chi temeva che la squadra di Allegri, dopo la conquista del sesto scudetto di fila, si sarebbe sentita appagata, dovrà ricredersi dopo un inizio di campionato praticamente perfetto, condito da tante dimostrazioni di forza e superiorità. Un capitolo a parte, inoltre, va aperto per l’incredibile partenza di Dybala, che dopo quattro giornate si trova in vetta alla classifica cannonieri grazie all’incredibile media di due gol a partita, che significano otto gol totali. Reti e giocate che fanno di lui, in questo momento e per distacco, il miglior giocatore in assoluto del nostro campionato e che, nel giro di qualche anno, porteranno quasi certamente l’attaccante argentino a giocarsi il pallone d’oro, e la Juve, se riuscirà a tenerselo stretto, a continuare a lottare con le grandissime d’Europa.

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Messi annienta la Juve: 3-0 Barça al Camp Nou

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Messi annienta la Juve: 3-0 Barça al Camp Nou


(di Gianpaolo Rispoli)

Serata di smentite al Camp Nou dove il Barcellona ha in parte appianato le critiche piovute ad inizio stagione a seguito della doppia sconfitta in Supercoppa contro il Real, e la Juve è caduta in terra Catalana contro una compagine che soltanto 6 mesi fa era stata, anche abbastanza nettamente, sconfitta ed eliminata nel doppio confronto dei quarti di finale. Un brutto stop per i bianconeri che rischia di compromettere sin dall’inizio la lotta per il primo posto nel girone D, dove gli uomini di Allegri si giocheranno la posizione più alta proprio con i blaugrana.

La cronaca – Formazioni: Barcellona (4-3-3): Ter Stegen; Semedo, Piqué, Umtiti, Alba; Rakitic (dal 32’ s.t. Paulinho), Busquets, Iniesta (dal 38’ s.t. André Gomes); Dembelé (dal 26’ s.t. Sergi Roberto), Messi, Suarez.
Juventus (4-3-2-1): Buffon; De Sciglio (dal 41’ p.t. Sturaro), Barzagli, Benatia, Alex Sandro; Bentancur (dal 18’ s.t. Bernardeschi), Pjanic, Matuidi; Dybala, Douglas Costa; Higuain (dal 42’ s.t. Caligara).
Valverde schiera per la prima volta dall’inizio l’attesissimo Dembelé, erede di Neymar, mentre Allegri lancia dal 1’ Bentancur per sopperire alle assenze di Mandzukic e Cuadrado. La Juve inizia molto bene e al 6’ arriva la prima occasione con un gran sinistro da fuori di De Sciglio che esce di pochissimo. Tre minuti più tardi è Douglas Costa ad accendersi e a servire Dybala dopo una grande giocata, ma l’attaccante argentino si allarga troppo e non riesce a rendersi pericoloso col suo sinistro. Al 12’ Pjanic supera Busquets e ci prova da lontano, Ter Stegen si fa trovare pronto e respinge la sfera.

La prima occasione per il Barça arriva al 20’, quando Buffon, con un intervento prodigioso, manda in calcio d’angolo un gran destro da fuori di Suarez. Al 38’ De Sciglio perde un pallone velenosissimo in area di rigore regalandolo a Dembelé, ma per sua fortuna il francese viene disturbato al momento del tiro e non riesce a rendersi pericoloso. Proprio allo scadere della prima frazione il Barça passa in vantaggio al termine di una grandissima azione: Messi prende palla a centrocampo, avanza chiedendo e ottenendo un uno-due con Suarez e poi chiude l’azione con un gran sinistro imparabile per Buffon, che manda le squadre negli spogliatoi sul risultato di 1-0.

Nella ripresa inizia ancora una volta meglio la Juve, che dopo tre minuti si rende pericolosa con una conclusione da fuori di Dybala che termina alta di poco. Al 52’ ci prova Messi che prende palla al limite dell’area, si gira e calcia in un batter d’occhio, ma il palo interviene a salvare Buffon e a negare la gioia del gol all’argentino. Il raddoppio blaugrana arriva al 56’: è ancora Messi che va via sulla destra e mette in mezzo un pallone che viene prima allontanato da Sturaro, e poi raggiunto da Rakitic che, a porta sguarnita, non può far altro che segnare e portare il risultato sul 2-0. La Juve sembra non esserci più e al 61’ ci prova ancora Messi su punizione, Buffon è attento e respinge la conclusione. Al 69’ cala il sipario sulla partita: Messi prende palla sulla trequarti, salta un paio di avversari e calcia col sinistro non lasciando scampo a Buffon e chiudendo la partita a 20 minuti dalla fine. Bisogna aspettare l’80’ per assistere alla reazione bianconera, affidata ad un colpo di testa di Benatia salvato provvidenzialmente sulla linea da Piqué.

La partita scorre senza ulteriori emozioni e, dopo due minuti di recupero, l’arbitro manda tutti negli spogliatoi decretando la fine del match.

Blackout totale – La notte del Camp Nou offrirà tanti di spunti di riflessione ad Allegri e ai suoi uomini che, come era capitato qualche mese fa a Cardiff contro il Real Madrid, dopo un ottimo primo tempo, sono decisamente usciti dal campo nella ripresa, regalando la partita ad avversari che alla minima disattenzione ti puniscono chiudendo il match. Troppo forti le rivali in Champions per potersi permettere di regalare un tempo, e Allegri dovrà sicuramente lavorare su questo aspetto se vorrà puntare, per la terza volta in quattro anni, ad arrivare fino in fondo nella competizione più difficile al mondo.

 

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Super Dybala nella ripresa: Juve batte Chievo 3-0

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Super Dybala nella ripresa: Juve batte Chievo 3-0


di Gianpaolo Rispoli

La Juve resta a punteggio pieno dopo tre giornate e conferma di essere la principale candidata per la vittoria finale dopo i sei scudetti di fila. Rimandato l’esperimento di Allegri che, inizialmente, ha schierato per la prima volta un 4-3-3 che non ha garantito fluidità alla manovra e non ha permesso ai bianconeri di esprimersi al meglio come era accaduto nelle scorse giornate. Significativo ed emblematico l’ingresso di Dybala nella ripresa ed il ritorno al 4-2-3-1, che ha permesso agli uomini di Allegri di ritrovare quegli automatismi che sembravano smarriti nella prima frazione di gioco, e di portare agevolmente a casa i tre punti.

La cronaca – Formazioni: Juventus (4-3-3): Szczesny; Lichtsteiner, Rugani, Benatia, Asamoah; Sturaro (dal 30’ s.t. Bernardeschi), Pjanic, Matuidi; Douglas Costa (dal 9’ s.t. Dybala), Higuain, Mandzukic (dal 38’ s.t. Bentancur).
Chievo (4-3-1-2): Sorrentino; Cacciatore, Dainelli, Gamberini, Gobbi; Castro, Radovanovic, Hetemaj (dal 23’ s.t. Rigoni); Birsa; Pucciarelli (dal 21’ s.t. Pellissier), Inglese (dal 30’ s.t. Leris).
Allegri lancia per la prima volta dal primo minuto i nuovi Szczesny, Matuidi e Douglas Costa, lasciando a riposo Dybala e Buffon, mentre Maran risponde col suo classico 4-3-1-2 con Pucciarelli unico nuovo innesto in campo rispetto all’anno passato.
I primi 10’ scorrono senza emozioni, con una Juve molto aggressiva ed un Chievo ben messo in campo che concede pochissimi spazi. Bisogna aspettare il 17’ per assistere alla prima occasione della partita, che coincide col vantaggio bianconero: Pjanic mette in mezzo su punizione e Hetemaj, con uno sciagurato colpo di testa, manda il pallone alle spalle del proprio portiere. Al 23’ Sorrentino impedisce alla palla di finire in rete dopo un cross di Lichtsteiner deviato da un difensore. La prima vera occasione per il Chievo arriva al 26’, quando Radovanovic con un bel destro su punizione impegna Szczesny, che respinge centralmente e viene salvato dal provvidenziale intervento di Benatia ad anticipare l’attaccante avversario. Un minuto dopo, su ribaltamento dopo un calcio d’angolo, è Pjanic a sfiorare il gol del raddoppio con un gran destro da fuori che viene deviato da Sorrentino e poi scheggia la traversa. Al 42’ nuovo squillo del Chievo con un sinistro da lontano di Birsa che termina alto di poco. Poco prima del termine della prima frazione ci prova anche Pucciarelli, ma il suo destro viene agevolmente bloccato da Szczesny.
Nella ripresa inizia bene il Chievo che prova a mettere in difficoltà la Juve con un prolungato possesso palla, pur non riuscendo a creare grandi pericoli. La svolta della partita si ha al 54’, quando Allegri inserisce in campo Dybala al posto di Douglas Costa. Quattro minuti più tardi, infatti, la Juve trova il raddoppio grazie ad un gol di Higuain, al termine di una bella triangolazione con Pjanic e lo stesso Dybala. Il clivensi provano a riaprire la partita al 65’ con Birsa, ma il suo sinistro termina fuori. Al 71’ Dybala supera due avversari e calcia col sinistro, la palla esce di pochissimo alla sinistra di Sorrentino. Il Chievo ci prova prima con Pellissier al 78’ e poi con Birsa all’80’, senza però trovare fortuna. Così, tre minuti più tardi, è Dybala a chiudere il match con un gol straordinario: l’attaccante argentino parte sulla destra, salta due avversari accentrandosi e piazza il pallone col sinistro nell’angolino basso dove Sorrentino non può arrivare. La partita termina senza ulteriori emozioni e Allegri può esultare per la terza vittoria consecutiva.
Le due facce della medaglia – Dybala ha regalato spettacolo e ha confermato ancora una volta di essere uno dei migliori giocatori al mondo, ribaltando completamente il gioco della Juve che fino al momento del suo ingresso in campo aveva mostrato un palleggio sterile e poca qualità in mezzo al campo, eccezion fatta per qualche bella giocata di Pjanic. Un’arma sicuramente straordinaria per Allegri, che può però anche rappresentare un problema: la possibile dipendenza della sua squadra dal talento argentino. Finché “La Joya” sarà in forma e a disposizione, comunque, il tecnico Toscano non avrà da preoccuparsi, ma, dopo un pomeriggio del genere, va sicuramente considerata l’altra faccia della medaglia, e solo il tempo dirà ad Allegri se questa Juve può effettivamente fare a meno di uno dei più grandi talenti del calcio mondiale.

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Un grande Real infrange i sogni bianconeri

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Un grande Real infrange i sogni bianconeri


(di Gianpaolo Rispoli) – Finisce il sogno della Juve. Finisce, forse, nel modo più brutto, dopo una partita giocata al di sotto delle proprie potenzialità, pur se contro un grandissimo Real Madrid. I blancos riescono, invece, a scrivere la storia vincendo per la prima volta due Champions League consecutive. Dopo un primo tempo equilibrato terminato in pareggio, i bianconeri sono vistosamente calati nella ripresa concedendo troppo campo al Real che, dopo aver preso in mano il pallino del gioco, ha ammazzato la partita con un uno-due devastante tra il 60’ e il 64’ firmato Casemiro e Ronaldo.

Buffon

La cronaca – Formazioni: Juventus (3-4-2-1): Buffon; Barzagli (dal 21’ st Cuadrado), Bonucci, Chiellini; Dani Alves, Khedira, Pjanić (dal 25’ st Marchisio), Alex Sandro; Dybala (dal 32’ st Lemina), Mandžukić; Higuaín.
Real Madrid (4-3-1-2): Navas; Carvajal, Varane, Ramos, Marcelo; Kroos (dal 43’ st Morata), Casemiro, Modrić; Isco (dal 37’ st Asensio); Benzema (dal 32’ st Bale), Ronaldo.
Allegri, avendo tutti i titolari a disposizione, schiera la formazione ideale mentre Zidane, ancora una volta, schiera un Isco in grandissima forma a discapito di Bale che, davanti ai suoi tifosi, siede inizialmente in panchina. La Juve parte bene e dopo 4’ minuti Higuaín prende palla sulla trequarti, salta un paio di avversari e scarica il destro, ma Navas se la cava in due tempi. Due minuti più tardi è Pjanić a provarci con un gran destro da fuori, ma è ancora il portiere costaricense ad opporsi con un miracolo e tenere il risultato sullo 0-0. Al 20’ il Real passa in vantaggio grazie ad un grande scambio tra Ronaldo e Carvajal, concluso da un destro deviato del Portoghese che si infila all’angolino. La reazione bianconera arriva sette minuti più tardi, quando Mandžukić riesce con una straordinaria sforbiciata a portare il risultato sul pareggio, a conclusione di una altrettanto straordinaria azione corale. Il primo tempo termina senza ulteriori emozioni.
Nella ripresa la Juve si abbassa molto e il Real Madrid prende in mano le redini del gioco. Il primo sussulto arriva al 54’ quando è Modrić a provarci da fuori senza impensierire più di tanto Buffon. Al 60’ arriva il vantaggio del Real grazie ad un destro da fuori di Casemiro deviato in maniera decisiva da Khedira. Quattro minuti più tardi i blancos si portano in vantaggio di due reti grazie ad una bella giocata sulla destra di Modrić che mette in mezzo per Ronaldo, il quale non ha alcuna difficolta a metterci lo zampino e bucare Buffon. La Juve, a questo punto, si demoralizza, e prova una timida reazione solo all’82’ con un bel colpo di testa di Alex Sandro che sfiora il palo. Un minuto più tardi arriva l’espulsione di Cuadrado che toglie ogni speranza alla compagine bianconera. Prima della fine della partita è Asensio a colpire ancora e fissare il risultato, forse un po’ eccessivo, sul 4-1.
A testa alta – La stagione della Juve si conclude con un’amara sconfitta, ma ciò sicuramente non cancellerà la grande cavalcata bianconera che, oltre ad aver vinto campionato e Coppa Italia, è riuscita anche nell’impresa di far fuori una compagine del livello del Barcellona senza nemmeno prendere gol. Le due finali in tre anni che hanno visto i bianconeri uscire sconfitti non devono demoralizzare la squadra di Allegri che, ripensando anche alle finali perse dal Bayern Monaco tra il 2010 e il 2012 prima di vincere la Champions nel 2013, possono vedere questi risultati come una solida base da cui ripartire e provare a portare a casa la coppa nelle prossime stagioni.

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Kean la decide al 94′: la Juve chiude in bellezza

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Kean la decide al 94′: la Juve chiude in bellezza


(di Gianpaolo Rispoli) – La Juve chiude il campionato con una bella vittoria a Bologna in una partita che non ha riservato grandi emozioni ma che è stata molto importante per far tornare in forma alcuni giocatori come Khedira, e farne riposare altri come, tra gli altri, Bonucci e Chiellini. Allegri conclude così un grande campionato e si prepara mentalmente per la finale di Champions che potrebbe definitivamente consacrare i bianconeri tra le migliori formazioni della storia.
La cronaca – Formazioni: Bologna (4-3-3): Da Costa; Krafth (dal 30’ st Petković), Torosidīs, Gastaldello, Mbaye; Pulgar (dal 40’ st Nagy), Viviani, Taïder; Okwonkwo, Destro, Krejčí (dal 22’ st Masina).
Juventus (4-2-3-1): Audero; Lichtsteiner, Barzagli, Benatia, Asamoah; Khedira (dal 14’ st Mandžukić), Marchisio (dal 10’ st Pjanić); Cuadrado, Dybala (dal 33’ st Kean), Sturaro; Higuaín.
Bologna e Juventus concludono la propria stagione al Dall’Ara e, non avendo più nulla da chiedere, ne approfittano per inserire alcuni giocatori che hanno giocato di meno durante l’anno: da registrare in particolare il debutto dal primo minuto per il classe ’97 Audero e il classe ‘98 Okwonkwo. La prima occasione della partita è al 12’, quando Destro prova una conclusione di controbalzo dalla distanza col pallone che termina di poco a lato. Per assistere alla prima occasione bianconera bisogna attendere il 28’ quando Khedira serve un’ottima palla a Sturaro, il cui sinistro viene prontamente respinto da Krafth in scivolata. Un noioso primo tempo si chiude con una bella conclusione da fuori di Higuaín che termina a lato di pochissimo.
Il secondo tempo è molto più divertente e al 46’ è Khedira a provarci in scivolata su un bell’assist di Higuaín, ma la palla termina fuori. Sei minuti più tardi passa in vantaggio il Bologna con un grandissimo destro da fuori di Taïder che trafigge Audero e fa 1-0. Al 62’ arriva la risposta bianconera con un colpo di testa di Higuaín bloccato agevolmente da Da Costa. Lo stesso portiere brasiliano sette minuti più tardi nega la gioia del gol a Dybala con una gran parata su un sinistro a giro dell’Argentino. La gioia, però, è solo rimandata: al 70’ è proprio Dybala a ribadire in rete dopo una bella parata di Da Costa su destro di Higuaín. Al 78’ Allegri inserisce il giovane 2000 Kean, mossa che successivamente si rivelerà decisiva. Negli ultimi 10 minuti ci provano prima Pjanić e poi Viviani con due bei calci di punizione che, però, non trovano fortuna. Quando la partita sembra avviarsi verso il termine è Pjanić a disegnare una gran traiettoria su punizione e trovare un bel colpo di testa di Kean che mette in rete e trova il suo primo gol tra i professionisti, regalando la vittoria ai suoi.
Finalmente i giovani – Questa stagione, finalmente, ha visto un’inversione di tendenza per quanto riguarda il minutaggio concesso ai giovani. Il primo gol siglato da un 2000 in serie A, Kean, ha definitivamente sancito il grandissimo passo avanti fatto dalle squadre italiane, sempre più propense a far crescere i giovani e senza timore per l’assenza di esperienza. Oggi dal primo minuto hanno giocato un diciannovenne e un ventenne, ma non sono gli unici casi da registrare in questa annata. A beneficiarne, ovviamente, oltre che le squadre stesse, è la Nazionale Italiana che, se riuscirà a qualificarsi per i mondiali del 2018, potrà schierare una grandissima formazione composta da un grande mix di esperienza e giovani fortissimi. E Ventura non può far altro che guardare e gioire.

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Troppa Roma all’Olimpico: Juve sconfitta 3-1

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Troppa Roma all’Olimpico: Juve sconfitta 3-1


(di Gianpaolo Rispoli) – Una grande Roma batte la Juve e si riprende il secondo posto in classifica. I giallorossi hanno probabilmente sfoderato la miglior prestazione della stagione contro una Juve apparsa non in grado di reggere lo scontro, soprattutto dal punto di vista fisico. Nonostante il turnover di cui ha usufruito Allegri, i bianconeri hanno probabilmente pagato i tantissimi impegni ravvicinati che li hanno visti protagonisti in questo periodo, non riuscendo ad esprimere il solito calcio e ad avere la solita brillantezza e capacità di gestire i vari momenti della partita.
La cronaca – Formazioni: Roma (4-2-3-1): Szczęsny; Rüdiger, Manōlas, Fazio, Emerson; De Rossi, Paredes; Salah (dal 48’ st Totti), Nainggolan (dal 33’ st Juan Jesus), El Shaarawy; Perotti (dal 24’ st Grenier).
Juventus (4-5-1): Buffon; Lichtsteiner (dal 19’ st Dani Alves), Benatia, Bonucci, Asamoah; Cuadrado (dal 33’ st Marchisio), Lemina, Pjanić, Sturaro (dal 24’ st Dybala), Mandžukić; Higuaín.
Mister Spalletti deve rinunciare al capocannoniere del campionato, Edin Džeko, e opta per un attacco leggero composto da Salah, Perotti ed El Shaarawy, Allegri schiera una formazione molto prudente e fa riposare qualche pedina fondamentale in vista della finale di Coppa Italia che si terrà in settimana.

De Rossi, Buffon

I bianconeri partono subito forte e, dopo 7’, mettono paura alla difesa giallorossa con un bel sinistro da fuori di Asamoah che si stampa sul palo. Al 21’ Sturaro inventa un gran lancio per Higuaín che di prima serve uno splendido pallone a Lemina, il quale non deve far altro che appoggiare in rete per il momentaneo vantaggio della Juve. La reazione della Roma non si fa attendere e così, quattro minuti più tardi, è De Rossi a riportare la situazione in equilibrio sugli sviluppi di un’azione da calcio d’angolo. Dieci minuti dopo ci riprova la Juve con un bel destro da fuori di Higuaín che viene prontamente respinto da Szczęsny. L’ultima occasione del primo tempo si ha al 42’, quando Nainggolan mette in mezzo un interessantissimo pallone che viene colpito di testa da Salah, ma la conclusione dell’Egiziano è troppo centrale e Buffon blocca agevolmente.
Nella ripresa la Roma entra in campo con un altro spirito e raccoglie i frutti della pressione al 56’, quando El Shaarawy porta in vantaggio i suoi con un destro a giro deviato che bacia il palo e si infila alle spalle di Buffon. Nove minuti più tardi i giallorossi archiviano la pratica con Nainggolan che, dopo aver chiuso una bella combinazione con Salah, scarica un destro potente che termina sotto la traversa e gela i bianconeri. La Juve prova una timida reazione che produce effetti solo all’85’, quando è Bonucci a provarci con un bel colpo di testa che esce di poco. L’ultima occasione bianconera è per Higuaín al 95’, ma il destro del Pipita viene respinto prontamente da Szczęsny in calcio d’angolo. Dopo 5 minuti di recupero l’arbitro fischia la fine della partita e la Roma può festeggiare per un secondo posto che sembra ormai sempre più a portata di mano.
Tre punti – Una brutta serata non dovrebbe in ogni caso impedire alla Juve di festeggiare il suo sesto scudetto di fila. È sufficiente, infatti, che i bianconeri vincano almeno una delle ultime due partite che li vedranno impegnati contro Crotone e Bologna, per far sì che possano festeggiare matematicamente lo scudetto. Nel frattempo gli uomini di Allegri soggiorneranno a Roma fino a Mercoledì sera, quando affronteranno la Lazio, con cui si contenderanno la Coppa Italia. Dopodiché le attenzioni saranno tutte rivolte alla partita di domenica allo Stadium contro il Crotone, che potrebbe finalmente regalare alla Juve il suo sesto scudetto di fila e farla entrare ancor di più nella storia del campionato Italiano.

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Higuaín salva la Juve al 90’, festa scudetto rimandata

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Higuaín salva la Juve al 90’, festa scudetto rimandata


(di Gianpaolo Rispoli) – I bianconeri dovranno rimandare di almeno una settimana la festa scudetto ma, visto come si era messa la partita, può anche andare bene così. Il Toro riesce a fermare una striscia di 33 vittorie consecutive allo Stadium per la Juve, ma per gli uomini di Mihajlović è un pareggio molto più amaro di quanto ci si possa aspettare. La compagine di Allegri, invece, si tiene stretta questo punto conquistato dopo una partita giocata obiettivamente in maniera troppo superficiale e, probabilmente, già con la testa alla sfida di Martedì contro il Monaco.
La cronaca – Formazioni: Juventus (4-2-3-1): Neto; Lichtsteiner, Bonucci, Benatia, Asamoah; Khedira, Rincón (dal 24’ st Pjanić); Cuadrado, Dybala (dal 35’ st Alex Sandro), Sturaro (dall’11’ st Higuaín); Mandžukić.
Torino (4-2-3-1): Hart; Zappacosta, Rossettini, Moretti, Molinaro; Acquah, Baselli (dal 30’ st Obi); Iago Falque (dal 38’ st Iturbe), Ljajić, Boyé (dal 18’ st Benassi); Belotti.
Si affrontano allo Stadium due squadre che si schierano a specchio, Allegri cambia otto giocatori rispetto alla trasferta di Monaco, Mihajlović conferma il 4-2-3-1 già utilizzato nelle scorse settimane. Toro e Juve si affrontano a viso aperto e al 15’ sono i bianconeri ad avere la prima grande occasione del match: Dybala crossa dalla bandierina, Benatia incorna di testa ma la traversa gli impedisce di gioire per quello che sarebbe stato il suo secondo gol stagionale. Al 28’ è ancora la squadra di Allegri a provarci grazie ad un bel sinistro al volo di Mandžukić su cross di Cuadrado, ma Moretti è bravissimo a deviare il pallone di quel tanto che basta per non farlo finire in rete. Il primo tempo scorre senza grandi sussulti fino al 43’, quando Dybala e Mandžukić chiudono un bellissimo uno-due, ma l’attaccante Argentino spara addosso ad Hart e spreca tutto. La prima frazione si conclude su un bel destro da posizione defilata di Ljajić, col pallone che termina di poco alto.
Il secondo tempo si apre con un lampo del Torino che passa in vantaggio grazie ad una straordinaria punizione di Ljajić che lascia impietrito Neto e gela lo Stadium. La Juve prova subito al rispondere e al 54’ Mandžukić spreca un’ottima imbucata di Khedira mandando a lato. Episodio chiave della partita si ha al 57’, quando il Torino resta in dieci a causa dell’espulsione di Acquah per somma di ammonizioni. Nonostante ciò, gli uomini di Mihajlović provano a mettere paura alla Juve con un destro da fuori di Baselli al 66’, ma Neto è attento a respingere. La più grande occasione della ripresa per la Juve arriva al 68’, quando Khedira sciupa da pochi metri un’occasione colossale offertagli da Dybala. Quando il match sembra avviarsi verso la conclusione, Higuaín tira fuori il jolly con un gran destro da fuori in girata che riporta il risultato sul pareggio ed evita una sconfitta che avrebbe potuto avere gravi ripercussioni sul morale della squadra.
Un punto guadagnato – Allegri sicuramente non sarà soddisfatto dell’atteggiamento e della partita disputata dai suoi ma, di fatto, un risultato del genere non può che far piacere al tecnico Toscano, considerato come si era messo il match, nonostante la superiorità numerica avuta per quasi tutto il secondo tempo. Un’altra settimana chiave aspetta la Juventus che dovrà prima affrontare il ritorno di Champions contro il Monaco, e poi la Roma nella gara di Domenica che potrebbe regalarle matematicamente il sesto scudetto di fila. Pertanto non resta che mantenere alta la tensione perché, come ha dimostrato il derby, ogni minima distrazione può compromettere una stagione quasi perfetta fino ad oggi.

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Doppio Higuaín nel Principato: Juve a un passo dalla finale

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Doppio Higuaín nel Principato: Juve a un passo dalla finale


(di Gianpaolo Rispoli) – Una grande serata di Champions per gli uomini di Allegri li avvicina sempre di più alla finale di Cardiff. I bianconeri riescono a battere il Monaco dopo tredici vittorie consecutive in casa per la compagine del Principato, grazie alla nona doppietta stagionale di Higuaín. Il verdetto delle due partite di andata, in queste semifinali di Champions, è stato abbastanza netto, con Juve e Real Madrid che, dopo due grandi serate, hanno già un piede e mezzo a Cardiff. La grande duttilità dei giocatori e l’ampiezza della rosa ha permesso alla Juve di arrivare a questo punto della stagione con tutti e tre gli obbiettivi iniziali a portata di mano.
La cronaca – Formazioni: Monaco (4-4-2): Subašić; Dirar, Glik, Jemerson, Sidibé; Bernardo Silva (dal 36’ st Touré), Fabinho, Bakayoko (dal 21’ st Moutinho), Lemar (dal 21’ st Germain); Falcao, Mbappé.
Juventus (3-4-2-1): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Dani Alves, Marchisio (dal 36’ st Rincón), Pjanić (dal 44’ st Lemina), Alex Sandro; Dybala, Mandžukić; Higuaín (dal 32’ st Cuadrado).

Higuain

Jardim schiera il suo classico 4-4-2 con Falcao e Mpabbé in avanti per cercare di creare grattacapi alla difesa della Juve, Allegri risponde con una formazione più prudente rispetto al solito, con la presenza di Barzagli al posto di Cuadrado e di Marchisio al posto dello squalificato Khedira. La prima grande occasione della partita è per il Monaco al 16’, quando Lemar prende il pallone sulla destra e lo mette in mezzo, Mpappé gira con un gran destro al volo, ma Buffon è straordinario a respingere e mantenere la porta inviolata. Il primo tempo è tiratissimo e molto avaro di emozioni ma, nell’unica grande occasione creata, la Juve trova il vantaggio con un gran destro di prima di Higuaín servito da uno strepitoso colpo di tacco di Dani Alves, che corona un’azione magistrale partita dalle retrovie.
La ripresa inizia più ricca emozioni rispetto alla prima frazione, e così subito al 47’ è il Monaco a rendersi pericoloso con Falcao che, ben servito da Bernardo Silva, non riesce a dare potenza alla sua conclusione che termina comodamente tra la braccia di Buffon. Al 49’ è ancora Buffon a uscire bene e chiudere su Mbappé che, altrimenti, avrebbe potuto calciare indisturbato verso la porta. Al 50’ ci prova Bernardo Silva con un sinistro da fuori, ma Buffon blocca agevolmente. La prima occasione bianconera nella ripresa arriva al 54’, quando Marchisio ruba un ottimo pallone sulla trequarti e si presenta di fronte a Subašić, ma il portiere Croato è bravissimo a chiudergli lo specchio ed evitare il raddoppio. La gioia, però, è solo rimandata: al 59’ la Juve trova il raddoppio grazie agli stessi protagonisti del primo gol, Dani Alves mette in mezzo un bellissimo pallone che viene colpito al volo da Higuaín e spedito alle spalle di Subašić per la seconda volta. Da lì in poi la Juve si limita a gestire e a non concedere occasioni agli avversari, mentre Jardim prova a cambiare la partita inserendo, tra gli altri, Moutinho e Germain. L’ultimo sussulto della partita vede proprio protagonisti questi ultimi: al 90’, infatti, Buffon riesce a mandare sopra la traversa il tentativo di Germain che, servito perfettamente da un cross su punizione di Moutinho, si vede negare la gioia del gol dal portierone Italiano.
Grande duttilità – L’arma vincente di Allegri, nella notte di Monaco, è stata la duttilità dei suoi giocatori in campo. Grazie ad una grande compattezza e un grandissimo spirito di gruppo, infatti, i bianconeri hanno potuto variare modulo a seconda delle circostanze della partita, senza dover cambiare giocatori. La difesa si è schierata a tre o a quattro, a seconda delle situazioni e dei momenti, senza risentire più di tanto dei cambiamenti. Il merito dell’allenatore Toscano, oltre a quello di essere riuscito a fermare il Monaco dopo tredici vittorie consecutive in casa, è stato, sin dall’inizio della sua avventura in bianconero, quello di creare un gruppo compatto e pronto al sacrificio pur di raggiungere i propri obbiettivi, ed ora ne sta meritatamente raccogliendo i frutti. Con lo scudetto ormai in tasca adesso i bianconeri possono concentrarsi esclusivamente sulla Champions che ormai manca da 21 anni, un po’ troppi per una squadra abituata a dominare il campionato Italiano.

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La Juve chiude il campionato e pensa alla Champions

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La Juve chiude il campionato e pensa alla Champions


NAPOLI (di Giampaolo Rispoli) –  Il campionato è ormai chiuso, ma forse lo si sapeva già da un po’. La Juve vince 2-0 a Pescara ottenendo il massimo risultato col minimo sforzo, l’Atalanta blocca la Roma sul pari e spiana la strada al sesto scudetto consecutivo per i bianconeri. Allegri cambia tutta la difesa rispetto alla partita col Barcellona, e fa riposare anche Khedira, ma la squadra sembra non risentirne e porta agevolmente a casa il risultato. Higuaín la chiude già nel primo tempo e sale in classifica marcatori, segnando prima il ventiduesimo e venti minuti più tardi il ventitreesimo gol in campionato, riconfermandosi come uno degli attaccanti più prolifici nella storia della Serie A.
La cronaca – Formazioni: Pescara (4-3-3): Fiorillo; Zampano, Campagnaro, Coda, Biraghi; Bruno (dal 23′ st. Bahebeck), Muntari (dal 12′ st Benali), Memushaj; Coulibaly, Caprari, Brugman (dal 33′ st Verre).

Juventus (4-2-3-1): Neto; Lichtsteiner, Barzagli, Rugani, Asamoah; Marchisio, Pjanić (dal 1′ st Rincón); Cuadrado (dal 43′ st Lemina), Dybala (dal 9′ st Sturaro), Mandžukić; Higuaín.
Il Pescara parte subito forte e mette paura alla Juve dopo una manciata di secondi dall’inizio del match, quando Brugman prova un tiro da fuori che viene bloccato in due tempi da Neto. Per assistere alla prima occasione bianconera bisogna aspettare il 10′, quando Higuaín prende palla sulla trequarti, salta un paio di avversari e serve Mandžukić, ma il tiro del Croato viene respinto prontamente da Fiorillo. Al 22′ la Juve passa in vantaggio: Cuadrado è scaltro e caparbio nel raccogliere una respinta del portiere sul suo stesso tiro, alzare la testa e servire Higuaín, che davanti alla porta non può sbagliare. Al 29′ i bianconeri hanno un’altra occasione, Cuadrado è ispirato e serve ancora Mandžukić, che con un destro al volo manda il pallone di poco fuori alla destra di Fiorillo. Al 37′ e al 40′ la Juve prova ancora a chiudere la partita: prima Fiorillo neutralizza un destro al volo di Higuaín dopo una bella giocata dell’Argentino, poi ci  prova Mandžukić con una schiacciata di testa che termina alta. Il gol, però, è nell’aria, e così al 43′ è ancora Higuaín a buttarla dentro su una bella sponda di testa di Mandžukić deviata da un difensore.
La ripresa inizia come si era concluso il primo tempo, con un’altra occasione per la Juve su intuizione di Cuadrado: il colombiano serve il neoentrato Sturaro, che a tu per tu con Fiorillo non riesce a chiudere il match. Da lì in poi gli uomini di Allegri rallentano notevolmente il ritmo e addormentano la partita, portando a casa i tre punti senza concedere nulla agli avversari.
Testa alla Champions – Con la vittoria di oggi la Juventus chiude il discorso scudetto e può concentrarsi quasi esclusivamente sulla Champions e sulla finale di Coppa Italia. Allegri può già sognare il primo triplete della sua carriera, sia grazie ad una rosa fortissima, sia grazie ad una differenza di qualità con le inseguitrici obiettivamente troppo elevata, specialmente dopo gli arrivi estivi di giocatori del calibro di Higuaín e Pjanić, strappati proprio a Napoli e Roma. La cavalcata trionfale bianconera continua, ma occhio a non distrarsi, anche perché, come ha detto Allegri, per passare da migliori a somari basta un attimo, e questa squadra non ha alcuna intenzione di rinunciare alle proprie ambizioni europee.

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