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L’inter perde 1-0 a Marsiglia all’ultimo minuto!

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L’inter perde 1-0 a Marsiglia all’ultimo minuto!


NAPOLI (di Nicola Brattoli) – Tra le squadre italiane impegnate in Champions League l’inter aveva il confronto meno impegnativo contro i francesi del Marsiglia ed è stata l’unica ad essere uscita sconfitta nella partita di andata. Il gol vittoria di Ayew è stata una doccia gelatissima perché arrivata al 92’, l’ultimo minuto di gioco. E’ stata una partita scialba, Ranieri ha schierato una squadra over 32 con i soli Sneijder e la sorpresa Zarate al di sotto. Si è pensato soprattutto a non prendere gol, e magari, in contropiede sfruttare le occasioni che il Marsiglia lasciava, come è capitato sui piedi di Forlan prima e Zarate poi.

Ayew: Vero protagonista della partita è stato il ghanese, dimostratosi pericoloso sia nel primo che nel secondo tempo. Nel quarto d’ora finale è diventato immarcabile di testa con ben 4 tentativi di cui l’ultimo è stato il gol. Nessun difensore è riuscito nell’impresa di limitarlo, né il piccolo Nagatomo né Lucio. Nell’occasione del gol è Chivu che perde la marcatura.

Mai così male: I neroazzurri affrontano una delle crisi più nere della storia del club milanese con 6 sconfitte nell’ultime 7 partite, di cui la restante è un pareggio. I francesi sono apparsi una squadra vulnerabile, battibile se l’inter non fosse malata da tempo. A peggiorare la situazione c’è stato l’infortunio di Maicon, difatti preoccupano le condizioni del suo ginocchio, già operato in estate. Quello che appare evidente osservando i neroazzurri è che manca il fuoriclasse che prende per mano i compagni per uscire da questo periodo nero: Sneijder è perso nei suoi guai, Milito ci ha provato, ma fisicamente non ha tenuto, Forlan non ha ancora dimostrato di valere il suo contratto da 5 milioni di euro e Zarate litiga con se stesso. Adesso in campionato c’è il Napoli, nei precedenti di quest’anno le sfide coi partenopei sono state avare di soddisfazioni per gli interisti, con 2 sconfitte su 2. Potrà l’inter superare un Napoli lanciatissimo, dopo la grande prova contro il Chelsea? Se guardiamo al momento attuale, la risposta la conosciamo già, resta soltanto una piccola percentuale che ci ricorda che il pallone è rotondo, anche se poi bisogna correrci dietro questo pallone, e ciò per il lento centrocampo interista è un problema

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Inter, crisi senza fine! Ranieri abbandonato al suo destino..

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Inter, crisi senza fine! Ranieri abbandonato al suo destino..


NAPOLI (di Nicola Brattoli) – La riconoscenza nel calcio ha le vita breve,  in questo spietato mondo conta soltanto una cosa, il risultato. Al Meazza si consuma il dramma dell’inter che forse, con le contestazioni della Curva Nord dopo lo 0-3 subito contro il Bologna per mezzo delle reti di Di vaio (2) e Acquafresca,  chiude un ciclo nato più di 6 anni fa. Il surreale si raggiunge quando dagli spalti arrivano cori per Josè Mourinho, il condottiero vincente che ha abbandonato la nave per altri tesori. Quando il presente non è poi così bello, è facile guardare indietro, ad un passato che ha fatto stare bene e ha reso grande i propri colori: questo atteggiamento è capibile, ma non porta a nulla, se non a soffrire ancora di più per chi amavi tanto e ti ha lasciato.

Confusione: L’inter in campo appare confusionaria, vive momenti difficili nei suoi uomini migliori, Sneijder, Forlan e Pazzini.  I neroazzurri soffrono sulla mediana perché Cambiasso e Zanetti iniziano a non avere più il motore di una volta, e si sa che una squadra senza centrocampo è portata a soccombere, per mancanza di protezione alla difesa e di appoggio in attacco. Parlare inoltre di un Ranocchia in difficoltà è un accanimento, è vistoso che lo spilungone della Nazionale arranca; ma spesso è la spalla esperta della retroguardia a dovergli dare una mano e Lucio ieri sera ha più volte sbagliato interventi decisivi. Lascia inoltre interdetti la decisione di Ranieri, sullo 0-2 per il Bologna, con  la sostituzione di Forlan, un attaccante, per Poli, un centrocampista: non proprio il miglior modo per essere pericolosi, lì davanti.

Un uomo solo: Deve far riflettere il commento di Lele Oriali dagli studi di Premium Calcio, ex dirigente del mercato interista negli anni trionfali di Mancini e Mourinho: “ L’inter ha un allenatore abbandonato al proprio destino, se in questo momento nello spogliatoio c’è solamente il direttore generale Ernesto Paolillo che di calcio non è capisce molto…a me sembra tutto molto strano”.  E’ sintomatico della situazione che vive l’inter all’interno della società, Moratti che abbandona lo stadio a 20’ dal termine, il direttore tecnico Branca è un assenteista al microfono ed a metterci la faccia è sempre l’allenatore Ranieri, che ha in dote una squadra non costruita da lui, che al mercato invernale ha invocato rinforzi a centrocampo e in attacco, la non partenza di T.Motta e poi sappiamo tutti come è andata.  Quello che appare da fuori è che negli anni delle vittorie c’era sempre un uomo forte ad imporre le sue idee, Mancini prima, ma soprattutto Mourinho poi, che hanno indirizzato  le direttive societarie sui calciatori da acquistare e sulla politica da avere con gli stessi.  Adesso questa figura manca sia in panchina sia nella dirigenza e forse Moratti è lì che dovrebbe concentrare la sua attenzione.

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Quel Pasticciaccio Brutto de Corso Vittorio Emanuele!

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Quel Pasticciaccio Brutto de Corso Vittorio Emanuele!


NAPOLI (di Nicola Brattoli) –  E’ stata una disfatta per l’inter, che viene umiliata per 4-0 dalla Roma. È una Caporetto per i colori neroazzurri, una sconfitta senza se e senza ma, netta, dolorosa, senza orgoglio. Anzi, gli interisti fanno di tutto per porre anche l’altra guancia, dalle scelte no-sense di Ranieri che sul 2-0 toglie Pazzini ed inserisce il quinto centrocampista, “perché soffrivamo l’uomo in meno a centrocampo”, e nell’arco di 90’ si affaccia dalle parti di Stekelemburg soltanto una volta, con un azione solitaria di Milito. La Roma ha dominato in lungo ed in largo, ed è sembrata troppo bella per esser vera, dopo la cattiva prestazione di Cagliari. La partita si è sbloccata all’11 con il colpo di testa di Juan da calcio d’angolo, poi il raddoppio di Borini al 40’. Il secondo tempo è stata una lunga agonia per i tifosi neroazzurri, e una goduria per quelli giallorossi con la terza rete di Borini,alla prima doppieta personale,  e nei minuti finali la bella rete di Bojan, complice una difesa interista imbambolata.

Concause: “Quel Pasticciaccio brutto de Corso Vittorio Emanuele” è un rifacimento del titolo del romanzo di Carlo Emilio Gadda, per chi non lo sapesse è il luogo dove ha sede la società dell’inter a Milano. Anche in questa partita ci sono delle “concause”  per un 4-0 che fa male ben oltre il risultato.  La difesa, tanto elogiata nelle sette vittorie consecutive, è ritornata ad essere un colabrodo; ma se solitamente si cerca un colpevole, come Ranocchia col Palermo, stavolta ha l’intera squadra nel mirino. Se Ranieri schiera un centrocampo come schermo protettivo per le avanzate giallorosse, con Zanetti, Cambiasso, Obi e Palombo, ci si chiede chi tra loro sia capace di supportare le punte, che anche stavolta hanno sofferto di solitudine nel gelo del pomeriggio romano. Sotto accusa quindi ci va il tecnico per le  scelte sbagliate e per cambi suicidi e arrendevoli. Nel groviglio neroblù il peso maggiore ricade però sempre su coloro che dall’alto hanno plasmato, col calciomercato, questo gruppo di calciatori. Il Presidente Moratti ha chiuso il rubinetto degli investimenti per rientrare nei parametri decisi da Platini del Fair Play finanziario, e le conseguenze si vedono tutte. E come nel romanzo di Gadda, che si conclude in un finale irrisolto in quanto non si conosce il colpevole dell’omicidio di Via Merulana, anche nel Pasticciaccio neroazzurro non si comprendono progetti e intenzioni di una società che, dalla vittoria del Triplete, ha perso il bandolo della matassa e fatica affannosamente a ritrovarlo.

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Inter-Palermo 4-4, che numeri!

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Inter-Palermo 4-4, che numeri!


NAPOLI (di Nicola Brattoli) – Il Day After del folle 4-4 tra Inter e Palermo lascia sensazioni altanenti.Ora, provo anche io a sciorinare numeri, come i calciatori ieri sera: Due sono i punti persi in questa partita dall’inter, nonostante la prestazione sontuosa di Diego Milito, e Due sono il numero delle partite dei neroazzurri nelle quali il rammarico per il mancato risultato pesa e non poco: con Cinque punti in più la squadra di Ranieri si sarebbe ritrovata a parità di punteggio con l’Udinese a quota 41. Quatto sono state le reti siglate da Diego Milito, e clamorosamente, è la prima volta che un calciatore segna una quaterna e la sua squadra non vince la partita; c’è da dire che gli è stato annullato un quinto gol, perché il pallone nel cross è uscito fuori dalla linea. Tre sono stati,invece, i gol del Romario del Salento, Miccoli: prestazione anche questa straordinaria, condita ulteriormente dall’assist nel primo gol del Palermo ad opera di Mantovani. Una soltanto era stata la rete del Palermo in trasferta prima della gara di S.Siro con l’inter, a Novara. Otto sono i gol subiti dall’inter tra andata e ritorno dai rosanero.Da questa partita è difficile trovare una spiegazione logica alle difese ballerine, al perché J.Cesar prenda sempre gol quando deve tuffarsi sulla sua sinistra, e a quando Ranocchia non soffrirà calciatori dal passo rapido che ogni volta gli regalano serate da incubo. È stata una partita pazza, e per un risultato del genere non si può che non mettere sotto accusa un campo come quello del Meazza, definito da tutti la Scala del Calcio, che mette in mostra un manto erboso metà congelato e per metà innevato; ma la situazione è così ovunque: sono state rimandate quattro partite su dieci in questa giornata. Ci si chiede, allora, quando ci sarà in Parlamento la legge che permetta la costruzione di stadi di proprietà per le società di calcio,per impianti all’avanguardia, con coperture per tutti gli spettatori, campo riscaldabile,con maggiori introiti derivanti dai ristoranti e dagli store delle società. Si vocifera che in giugno se ne discuterà; ma si sa siamo in Italia…e nell’attesa, Io do i numeri.

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L’inter perde anche con il Lecce, addio sogni di gloria?

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L’inter perde anche con il Lecce, addio sogni di gloria?


NAPOLI (di Nicola Brattoli) –  Perde, perde ancora l’inter, ma questa volta il tonfo arriva, inaspettato, in campionato sul campo del Lecce. È una sconfitta che blocca la risalita alla zona Scudetto e Champions, stoppa la striscia di sette vittorie consecutive e mostra dei limiti nuovi, oltre ai soliti.  Al Lecce basta una rete di Giacomazzi al 40’ e chiudersi nella sua impenetrabile difesa ( ha la seconda retroguardia più perforata) per battere i neroazzurri. C’è da dire che l’eroe di giornata è certamente Benassi, il portiere del Lecce, che riesce a parare tutti i tentativi interisti, e quando non vi riesce stende in area Samuel, un rigore non visto dall’arbitro.

Lecce al Cuadrado: I salentini, secondo i dettami di Cosmi, giocano una partita perfetta: aspettare l’inter, chiudere tutti gli spazi e ripartire con i due velocisti Muriel e Cuadrado. Diverse sono state le occasioni leccesi, come quella capitata sui piedi di Muriel al 18’ che ha bruciato in velocità Samuel e solo l’intervento di J.Cesar ha sventato il gol. Prestazione monstre è stata quella di Cuadrado, giovane colombiano in prestito dall’Udinese. Tanta corsa, sovrapposizioni, contrasti e qualità che fa di lui uno dei fari di questo Lecce. I giallorossi con gli innesti di Blasi, Miglionico e il probabile arrivo di Bojinov e Del Vecchio lotteranno fino all’ultimo per la salvezza.

Sneijder: più croce o più delizia?  Che sia uno dei due fuoriclasse dell’inter con Maicon penso sia palese; ma stizzirsi in modo plateale per un tiro non andato a buon fine, e scambiarsi dei “Vaffa..” con Pazzini per un appoggio non ricevuto sembra un’immagine chiara del momento di Wesley Sneijder.  È nervoso e inquieto. Non riesce a dare ciò ci si aspetta da lui, e il ragazzo se la prende con chiunque gli capiti a tiro. Forse le continue voci di una sua cessioni non gli hanno giovato, ma dopo il primo semestre super del 2010 con la vittoria del Triplete e le grandi prestazioni al Mondiale, sono arrivati 18 mesi di infortuni e prestazioni non all’altezza. È ora di dimostrare di essere campioni, anche a livello mentale, altrimenti una sua cessione a giugno potrebbe essere utile ad investire su altri giocatori, forse non tecnici come lui, ma almeno più continui.

La situazione:  Obiettivo realistico per questo campionato è la qualificazione alla prossima Champions League, lo dice Ranieri a parole, lo dimostra la squadra sul campo, in quanto non capace probabilmente di agguantare il duo di testa Juve-Milan, il terzo posto è lontano soltanto 3 lunghezze. Sul fronte mercato l’inter cede per 5 mesi in prestito Coutinho all’Espanyol che con un messaggio dà il suo arrivederci ai tifosi neroazzurri Sono venuto a salutare, vado cinque mesi all’Espanyol e spero di fare bene. Ho bisogno di giocare per le Olimpiadi ma poi tornerò all’Inter, saranno solo cinque mesi. Tifo Inter e tiferò affinché i miei compagni vincano lo scudetto. Un saluto a tutti i tifosi, tra cinque mesi sarò di nuovo qui”. Sul versante acquisti probabile l’ingaggio di Freddy  Guarin dal Porto in prestito ad 1,5 mln di euro e diritto di riscatto a 10-11 mln, oggi o domani l’annuncio ufficiale del club.

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Inter sconfitta a Napoli, polemiche arbitrali e un gioco non proprio da “grande”!

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Inter sconfitta a Napoli, polemiche arbitrali e un gioco non proprio da “grande”!


NAPOLI (di Nicola Brattoli) –  Si ferma a Napoli la lunga striscia di vittorie dell’inter ai quarti di finale di Coppa Italia, al San Paolo i neroazzurri sono stati battuti per 2-0 per la doppietta siglata da Cavani. È stata una bella partita, condotta dal Napoli per tutto il primo tempo e con un’inter più attendista, stile derby, tutta difesa e contropiede. L’occasioni più importante è capitata sui piedi di Maggio che a tu per tu con Castellazzi non è riuscito a capitalizzare in gol. Nella ripresa la partita ha avuto una svolta quando Thiago Motta ha perduto palla appena fuori l’area e nel tentativo di recuperarla ha atterrato Cavani con conseguente calco di rigore. L’uruguayano, reduce dall’errore di sabato sera col Cesena, è stato deciso e preciso dal dischetto per l’1-0 Napoli. Dopo il vantaggio partenopeo la partita ha cambiato filone, con un’inter alla ricerca del pareggio e gli azzurri pronti a far male in contropiede. Diverse sono state le occasioni interiste: la prima è capitata sul sinistro di Alvarez, che come nel derby con il Milan, non ha avuto la fame giusta per concludere con forza in rete;  la seconda, negli ultimi minuti, sui piedi di Zarate prima e Cambiasso; ma De Sanctis ha respinto entrambe le conclusioni. Ha chiuso la partita al 92’ Cavani con un fulmineo contropiede, saltando Ranocchia prima e Castellazzi poi, e portando il Napoli alla semifinali di Coppa Italia dove incrocerà il Siena. Vittoria meritata quella azzurra, figlia di una maggiore intraprendenza lungo tutto l’arco della partita e per le numerose occasioni non sfruttate.

Celi di Bari: Come nella gara di campionato al Meazza protagonista in negativo è stato l’arbitro. Se in quella occasione fu Rocchi, ieri sera il fischietto era Domenico Celi da Bari, 39 anni. L’arbitraggio è riuscito nel difficile compito di lasciare insoddisfatte entrambe le squadre; ma vediamo con ordine: al 29’ Sneijder è entrato a gamba tesa su Gargano,il  fallo non è stato sanzionato con cartellini; ma il colore sarebbe dovuto essere rosso. Al 49’ del secondo tempo il rigore per il Napoli, sacrosanto, nessun dubbio. È al 56’ che sono scoppiate le proteste interiste per un rigore non concesso per lo strattonamento di Maggio ai danni di Milito, rigore anche questo giusto; ma non fischiato. In sostanza è stato un arbitraggio non adeguato per due tra le migliori sedici squadre in Europa.

Metodo di gioco: Fa storcere un po’ il naso il modo di giocare dell’inter contro le”grandi”. I neroazzurri nelle partite contro Milan, Lazio e Napoli hanno giocato i primi tempi con un’impostazione da “piccola”: difesa della porta con 10 uomini  e contropiede per sfruttare le disattenzioni avversarie. Tutto ciò è figlia delle sconfitte in campionato con Juventus e Napoli, dove l’inter, giocandosela faccia a faccia, prese delle imbarcate clamorose, con molte occasioni subite in contropiede e troppi gol subiti, oltre alle conseguenti sconfitte.  Va detto, però, che quella era un’inter diversa, con molti più problemi di adesso, piena di infortuni e giocatori fuori forma. Bisognerebbe capire se i neroazzurri sono migliorati perché hanno chiuso la difesa in un bunker con pochissime reti subite, o se la crescita c’è stata perché sono stati recuperati uomini importanti, vedi Milito e Alvarez: non è dato saperlo, probabilmente sono entrambi i fattori ad aver portato l’inter ad un filotto di vittorie; ma di certo vedere i neroazzurri giocare come un Novara qualunque, porta il naso a storcerci un po’, anche se si vince.

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Inarrestabile Inter!

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Inarrestabile Inter!


NAPOLI (di Nicola Brattoli) –  Continua la marcia a suon di vittorie dell’inter che batte nel posticipo la Lazio per 2-1. I neroazzurri riescono a ribaltare la rete iniziale di Klose con Milito e Pazzini e sorpassano i laziali in classifica, portandosi al 4° posto.  La Lazio nel primo tempo gioca con fluidità, con Hernanes e Ledesma padroni del centrocampo e trovano la rete con Rocchi abile nel tagliare l’area di rigore e a battere J.Cesar con un preciso diagonale. I neroazzurri non girano a dovere, Alvarez è spesso confusionario, e le punte sono spesso isolate; ma allo scadere della prima frazione ci pensa Milito dopo un grande scambio in area con Alvarez a portare il risultato sull’1-1. Nella ripresa Sneijder subentra ad Alvarez e l’inter sembra avere maggiori chance di aggiudicarsi il match. Il gol vittoria arriva 63’ quando Pazzini, in lieve fuorigioco, batte Marchetti con un pregevole pallonetto.

L’uomo in più: In questo periodo chi risolve le grane dell’inter è lui, il Principe Milito. Da quando si è sbloccato con il Lecce, nell’ultima gara del 2011, viaggia alla media di oltre un gol a partita, grazie alla doppietta con il Parma, la rete decisiva del derby e quella del pareggio con la Lazio. La svolta, in primis, è arrivata nella sua testa, e con le reti in successioni, la fiducia è andata in crescendo, riportando alla ribalta le grandi doti realizzative che tutti conosciamo e gli riconosciamo.

Le polemiche laziali: Per quanto mostrato questa Lazio non meritava la sconfitta. Ricriminazioni arrivano sulla rete di Pazzini, partito in fuorigioco, e il mancato rigore per fallo di braccio di Lucio, non sanzionato però per il precedente fallo di Klose. I biancocelesti hanno subito a fine primo tempo il leggero infortunio dell’uomo più talentuoso, Hernanes, fino ad allora tra i migliori in campo. Non si da’ pace Edy Reja al termine della gara con l’Inter. Il tecnico della Lazio e’ incredulo di fronte alla sconfitta arrivata dopo  un’ottima prestazione: “Faccio i complimenti ai miei ragazzi, che hanno giocato una grande partita. Abbiamo commesso solo due sbavature e siamo stati puniti, ma meritavamo almeno il pari anche perche’ il gol di Pazzini e’ viziato da un fuorigioco netto e il fallo di mano di Lucio era da rigore. Comunque e’ andata, guardiamo avanti”

I controsensi dell’inter: Non gioca bene, non convince molto gli esperti, tira poco in porta, nel derby si è difesa per quasi tutto il tempo, gioca con due attaccanti per molti incompatibili, eppure vince. Questa squadra mantiene quella mentalità vincente che l’ha portata a molti successi negli anni passati, quel cinismo, quella cattiveria vero  marchio di fabbrica dei neroazzurri. E questo gruppo nel periodo difficile di inizio stagione ha covato forti sentimenti di rivalsa contro chi li aveva dati per spacciati, contro chi aveva pronosticato una risicata salvezza. Adesso, però, è rientrato Wesley Sneijder, il campione che è tanto mancato fin ora, con la sua qualità e le sue geometrie. E se questa squadra inizia a giocare anche bene…

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L’inter vince il derby e riapre il campionato!

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L’inter vince il derby e riapre il campionato!


NAPOLI (di Nicola Brattoli) – Milano per una notte è neroazzurra: l’inter vince il derby per 1-0 con la rete di Milito e rientra in corsa scudetto. Nel gelo di S.Siro il Principe sfrutta l’evidente errore di Abate e castiga Abbiati con un sinistro angolato. Ma se Milito è il Principe di certo il Re dei derby è Ranieri, che si sta specializzando nel vincere le stracittadine, dopo il 4 su 4 con la Roma sulla Lazio. Il tecnico, come anticipato nella conferenza stampa della vigilia, ha adottato una tattica attendista, aspettando il milan nella propria metà campo pronti a sfruttare gli spazi in contropiedi. I rossoneri, padroni del gioco per tutta la partita, non sono riusciti a capitalizzare una mole di gioco importante; ma spesso sterile: la migliore occasione è stata la traversa di Van Bommel nel primo tempo. Inoltre all’inter è stato annullato, nei primissimi minuti di gioco, un gol regolare di T.Motta per fuorigioco.

Pato e i suoi problemi: Certamente è un periodo NO, ma le cause sono molteplici. Il Milan in settimana è stato molto vicino a cederlo al Paris Saint German, finchè Berlusconi non ha fermato la vendita perché poco convinto dell’affare Tevez. Pato vive in sé qualche malessere. A fine dicembre la sua intervista in cui dichiarava che Allegri non gli parlava molto, non aiutandolo nel migliorare i suoi movimenti.  Poi c’è la questione partner d’attacco: Ibrahimovic è troppo ingombrante, così come lo era stato per Balotelli all’inter, difatti le migliori prestazione l’anno passato sono tutte arrivate quando era Pato il terminale offensivo del Milan con Ibrahimovic squalificato. Forse Galliani, dopo la partita, avrebbe voluto avere il telefono spento quando stava per chiudere con Tevez; ma è arrivata la chiamata da Berlusconi a fermarlo. Chissà.

Zanetti, l’uomo d’acciaio: Vederlo in campo correre a 39 anni con Nocerino che gli arranca dietro è qualcosa di clamoroso. Non perde un contrasto, che sia uno, con clienti scomodissimi come Ibra, Pato, Robinho, Seedorf. È lui che al 53’ prende palla a centrocampo, salta Van Bommel e serve Milito, dopo il liscio di Abate, per l’1-0 dell’inter. È lui che nei momenti in cui il Milan spingeva con la forza della disperazione e con la sua squadra che aveva bisogno di rifiatare, prendeva palla e seminava avversari giocando con il tempo. Un ragazzino che al 90’ non sembrava nemmeno sudato, non resta che consegnarlo alla Scienza per studiare come tutto ciò sia possibile.

Ranieri, laureato in rimonte: Claudio Ranieri da Roma, laureato in rimonte e Master di specializzazione come “uomo Derby”.  La sua Inter è alla sesta vittoria consecutiva e a soli sei punti dalla Juve capolista: una scalata importante che può continuare vista la crescita della squadra neroazzurra. E poi ci sono i Derby: a Madrid sponda Atletico è stato l’ultimo allenatore ad aver battuto il Real nella Stracittadina, a Roma li ha vinti tutti con i giallorossi ed ora anche il derby della Madonnina. È il fattore di questa rinascita interista. Moratti nella notte lo definisce “uomo saggio che finora ha sempre fatto la cosa giusta”, adesso a Ranieri manca l’ultimo scalino: vincere uno Scudetto con la squadra che negli ultimi anni glielo ha sempre impedito, l’Inter.

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L’inter nel segno del cinque! e domenica c’è il Derby…

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L’inter nel segno del cinque! e domenica c’è il Derby…


NAPOLI (di Nicola Brattoli) – Esaltante è l’inizio del 2012 per i colori neroazzurri che a S.Siro battono per 5-0 un poco combattente Parma.  L’inter è alla quinta vittoria consecutiva e sono 7 i punti recuperati ad una diretta concorrente per la zona Champions, ovvero la Lazio, in sole tre giornate. La squadra di Ranieri è riuscita a sbloccare subito la serata con Milito, al quale sono seguiti i gol di T.Motta, Milito ancora, Pazzini e Faraoni.

Il Ritorno del Principe: Milito è tornato, per una sera, il giocatore del Triplete. Gol, assist, dribbling. Tutto ciò che tocca è oro. Dopo 12’ min sfrutta la grande azione di Zanetti e Alvarez e batte Mirante di esterno destro per l’1-0. A fine primo tempo incorna poderosamente un cross di Maicon per la prima doppietta stagionale; ma  non finisce qui. Nel secondo tempo regala un assist al bacio per Pazzini per il 4-0. La sua serata si conclude con la sostituzione con Faraoni: nel passaggio di consegne tra chi entra e chi esce Milito trasferisce nel giovane interista ciò che di magico era rimasto dopo i 75 minuti giocati. Difatti al primo tiro di Faraoni arriva una bellissima rete al volo da fuori area che si insacca sotto la traversa.

Alvarez: Forse Ranieri il “Chip” glielo ha veramente cambiato. Il ventitreenne di Buenos Aires ha incantato nella prima mezz’ora. Giocate riuscite, assist per Milito ed un’intraprendenza nel chiamare il pallone tra i piedi forse figlia di una maggiore scioltezza dopo la rete arrivata nell’ultima gara del 2011 contro il Lecce. Per adesso i lampi ci sono; ma ci pensa Ranieri in conferenza stampa a tenere i piedi per terra al ragazzo: “ Alvarez si è appena messo una maglia da calcio, adesso deve mettersi gli scarpini da calcio”. Aspettiamo Alvarez all’esame più duro: il derby con il Milan.

Supremazia cittadina: Domenica sera sarà il derby di Milano numero 276: sarà la notte in cui si potranno scoprire quali siano le reali chance dell’inter per una rimonta in classifica sui cugini. I neroazzurri ci arrivano nel miglior momento della stagione, carichi di entusiamo e con voglia di riscatto maturato dopo il problematico avvio di stagione. Sarà una partita a sé, dove non ci saranno favoriti e la spunterà soltanto coloro che si presenteranno pronti fisicamente; ma soprattutto mentalmente preparati per una battaglia in piena regola.

Tevez: Altro derby Inter-Milan è quello per l’acquisto dell’Apache Tevez. Il Milan è forte dell’accordo con il giocatore, mentre l’inter ha la preferenza del City, indispettito per le manovre rossonere, i quali hanno parlato prima col giocatore e soltanto in seguito con la società. Tevez è sicuramente un giocatore determinante, che lascia il cuore sul campo; ma è un investimento a breve termine in quanto è riconosciuta la sua propensione a restare in una società soltanto per  pochi anni. Le cifre sono importanti, si parla di 24-25 milioni di euro per il suo riscatto: anche qui sarà battaglia e tra le due contendenti non è detto che non la spunterà una terza squadra, il PSG di Carletto Ancelotti.

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L’inter vince di testa con Ranocchia, e saluta lo stemma!

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L’inter vince di testa con Ranocchia, e saluta lo stemma!


NAPOLI (di Nicola Brattoli) – Arriva la terza vittoria consecutiva in campionato per l’inter, ma soffre maledettamente a Cesena. Vittoria arrivata dallo stacco imperioso di Ranocchia che anticipa Antonioli, in  uno dei pochi tiri verso lo specchio della porta romagnola. Il gioco e gli attaccanti continuano a latitare; ma i risultati iniziano a dare ragione a Ranieri: l’inter è in zona Europa, ha una difesa che adesso può dirsi sicura con un Lucio in formato “Maxi” che, in questa partita, ha messo più di una pezza nelle sortite offensive cesenati.

Inter, Attacco spuntato: Quanta fatica per gli attaccanti dell’inter quest’anno siglare una rete. Solo sei gol in questo campionato sono arrivate dalle punte neroazzurre. A Cesena, Pazzini e Milito hanno fatto molta fatica a crearsi occasioni nitide per battere a rete. Pazzini soffre, si impegna, corre e rincorre; ma le sue doti non sono supportate da una squadra che non gli dà il suo pane quotidiano ovvero i cross dal fondo o assist in area di rigore. Milito, che è apparso in lieve crescita fisica, si è reso pericoloso in una sola circostanza: un’azione in solitaria con botta dalla distanza che è andato di poco alto. Troppo poco per una squadra che negli anni precedenti ha chiuso spesso col migliore attacco del campionato.

Cesena, guardare oltre la sconfitta: I romagnoli per la prestazione offerta avrebbero meritato come minimo il pareggio. Dopo la sconfitta contro la Juventus, il Cesena gioca un’altra buona partita che però non porta punti. Certo si ha la consapevolezza che giocando così la salvezza è a portata di mano, per una squadra costruita in estate per una salvezza sicura e forse qualcosina in più. La rete di Ranocchia arriva nel momento migliore dei bianconeri che avevano avuto al 52’ un’ottima occasione con Guana, che aveva sfruttato l’indecisione di Obi e Ranocchia, ma al momento di tirare è stato chiuso da un superba chiusura di Lucio.

Concitato finale: Il Cesena dopo il gol subito ha attaccato con insistenza la difesa interista. Arrigoni, nell’ultimo quarto di gara, ha aumentato la forza fisica dell’attacco con l’inserimento del peso massimo Bogdani e Ghezzal. È all’88’ che  si decide il risultato della partita: Ghezzal colpisce al volo nell’area piccola un palla arrivata dalla sinistra e J.Cesar con un intervento decisivo, di riflesso respinge la palla e strozza l’urlo in gola all’algerino e  del pubblico di casa. Al 93’ in uno dei tentativi dei centrocampisti interisti di custodire il pallone porta Stankovic al tiro da fuori area, impensierendo Antonioli che con una grande parata nega il due a zero all’inter. Sarebbe stato troppo per un’inter che vince soffrendo; ma per Moratti e i tifosi è questo che importa: risalire in classifica.

Particolare: lo stemma perduto: L’inter ha perduto uno dei loghi più importanti che una squadra di calcio può avere sulla maglia: lo stemma di Campioni del Mondo. Il Barcellona, infatti, battendo per 4-0 il Santos con i gol di Messi (2), Xavi e Fabregas si aggiudica il Mondiale per Club e  l’importante riconoscimento. È il segno dei tempi che corrono: per tornare a vincere quel gagliardetto bisognerà tornare a giocare un calcio diverso da quello mostrato in questa e nella passata stagione; ma soprattutto lo stemma lo si dovrà strappare alla squadra più forte di tutti i tempi…

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