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Quel Pasticciaccio Brutto de Corso Vittorio Emanuele!

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Quel Pasticciaccio Brutto de Corso Vittorio Emanuele!


NAPOLI (di Nicola Brattoli) –  E’ stata una disfatta per l’inter, che viene umiliata per 4-0 dalla Roma. È una Caporetto per i colori neroazzurri, una sconfitta senza se e senza ma, netta, dolorosa, senza orgoglio. Anzi, gli interisti fanno di tutto per porre anche l’altra guancia, dalle scelte no-sense di Ranieri che sul 2-0 toglie Pazzini ed inserisce il quinto centrocampista, “perché soffrivamo l’uomo in meno a centrocampo”, e nell’arco di 90’ si affaccia dalle parti di Stekelemburg soltanto una volta, con un azione solitaria di Milito. La Roma ha dominato in lungo ed in largo, ed è sembrata troppo bella per esser vera, dopo la cattiva prestazione di Cagliari. La partita si è sbloccata all’11 con il colpo di testa di Juan da calcio d’angolo, poi il raddoppio di Borini al 40’. Il secondo tempo è stata una lunga agonia per i tifosi neroazzurri, e una goduria per quelli giallorossi con la terza rete di Borini,alla prima doppieta personale,  e nei minuti finali la bella rete di Bojan, complice una difesa interista imbambolata.

Concause: “Quel Pasticciaccio brutto de Corso Vittorio Emanuele” è un rifacimento del titolo del romanzo di Carlo Emilio Gadda, per chi non lo sapesse è il luogo dove ha sede la società dell’inter a Milano. Anche in questa partita ci sono delle “concause”  per un 4-0 che fa male ben oltre il risultato.  La difesa, tanto elogiata nelle sette vittorie consecutive, è ritornata ad essere un colabrodo; ma se solitamente si cerca un colpevole, come Ranocchia col Palermo, stavolta ha l’intera squadra nel mirino. Se Ranieri schiera un centrocampo come schermo protettivo per le avanzate giallorosse, con Zanetti, Cambiasso, Obi e Palombo, ci si chiede chi tra loro sia capace di supportare le punte, che anche stavolta hanno sofferto di solitudine nel gelo del pomeriggio romano. Sotto accusa quindi ci va il tecnico per le  scelte sbagliate e per cambi suicidi e arrendevoli. Nel groviglio neroblù il peso maggiore ricade però sempre su coloro che dall’alto hanno plasmato, col calciomercato, questo gruppo di calciatori. Il Presidente Moratti ha chiuso il rubinetto degli investimenti per rientrare nei parametri decisi da Platini del Fair Play finanziario, e le conseguenze si vedono tutte. E come nel romanzo di Gadda, che si conclude in un finale irrisolto in quanto non si conosce il colpevole dell’omicidio di Via Merulana, anche nel Pasticciaccio neroazzurro non si comprendono progetti e intenzioni di una società che, dalla vittoria del Triplete, ha perso il bandolo della matassa e fatica affannosamente a ritrovarlo.

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Inter-Palermo 4-4, che numeri!

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Inter-Palermo 4-4, che numeri!


NAPOLI (di Nicola Brattoli) – Il Day After del folle 4-4 tra Inter e Palermo lascia sensazioni altanenti.Ora, provo anche io a sciorinare numeri, come i calciatori ieri sera: Due sono i punti persi in questa partita dall’inter, nonostante la prestazione sontuosa di Diego Milito, e Due sono il numero delle partite dei neroazzurri nelle quali il rammarico per il mancato risultato pesa e non poco: con Cinque punti in più la squadra di Ranieri si sarebbe ritrovata a parità di punteggio con l’Udinese a quota 41. Quatto sono state le reti siglate da Diego Milito, e clamorosamente, è la prima volta che un calciatore segna una quaterna e la sua squadra non vince la partita; c’è da dire che gli è stato annullato un quinto gol, perché il pallone nel cross è uscito fuori dalla linea. Tre sono stati,invece, i gol del Romario del Salento, Miccoli: prestazione anche questa straordinaria, condita ulteriormente dall’assist nel primo gol del Palermo ad opera di Mantovani. Una soltanto era stata la rete del Palermo in trasferta prima della gara di S.Siro con l’inter, a Novara. Otto sono i gol subiti dall’inter tra andata e ritorno dai rosanero.Da questa partita è difficile trovare una spiegazione logica alle difese ballerine, al perché J.Cesar prenda sempre gol quando deve tuffarsi sulla sua sinistra, e a quando Ranocchia non soffrirà calciatori dal passo rapido che ogni volta gli regalano serate da incubo. È stata una partita pazza, e per un risultato del genere non si può che non mettere sotto accusa un campo come quello del Meazza, definito da tutti la Scala del Calcio, che mette in mostra un manto erboso metà congelato e per metà innevato; ma la situazione è così ovunque: sono state rimandate quattro partite su dieci in questa giornata. Ci si chiede, allora, quando ci sarà in Parlamento la legge che permetta la costruzione di stadi di proprietà per le società di calcio,per impianti all’avanguardia, con coperture per tutti gli spettatori, campo riscaldabile,con maggiori introiti derivanti dai ristoranti e dagli store delle società. Si vocifera che in giugno se ne discuterà; ma si sa siamo in Italia…e nell’attesa, Io do i numeri.

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L’inter perde anche con il Lecce, addio sogni di gloria?

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L’inter perde anche con il Lecce, addio sogni di gloria?


NAPOLI (di Nicola Brattoli) –  Perde, perde ancora l’inter, ma questa volta il tonfo arriva, inaspettato, in campionato sul campo del Lecce. È una sconfitta che blocca la risalita alla zona Scudetto e Champions, stoppa la striscia di sette vittorie consecutive e mostra dei limiti nuovi, oltre ai soliti.  Al Lecce basta una rete di Giacomazzi al 40’ e chiudersi nella sua impenetrabile difesa ( ha la seconda retroguardia più perforata) per battere i neroazzurri. C’è da dire che l’eroe di giornata è certamente Benassi, il portiere del Lecce, che riesce a parare tutti i tentativi interisti, e quando non vi riesce stende in area Samuel, un rigore non visto dall’arbitro.

Lecce al Cuadrado: I salentini, secondo i dettami di Cosmi, giocano una partita perfetta: aspettare l’inter, chiudere tutti gli spazi e ripartire con i due velocisti Muriel e Cuadrado. Diverse sono state le occasioni leccesi, come quella capitata sui piedi di Muriel al 18’ che ha bruciato in velocità Samuel e solo l’intervento di J.Cesar ha sventato il gol. Prestazione monstre è stata quella di Cuadrado, giovane colombiano in prestito dall’Udinese. Tanta corsa, sovrapposizioni, contrasti e qualità che fa di lui uno dei fari di questo Lecce. I giallorossi con gli innesti di Blasi, Miglionico e il probabile arrivo di Bojinov e Del Vecchio lotteranno fino all’ultimo per la salvezza.

Sneijder: più croce o più delizia?  Che sia uno dei due fuoriclasse dell’inter con Maicon penso sia palese; ma stizzirsi in modo plateale per un tiro non andato a buon fine, e scambiarsi dei “Vaffa..” con Pazzini per un appoggio non ricevuto sembra un’immagine chiara del momento di Wesley Sneijder.  È nervoso e inquieto. Non riesce a dare ciò ci si aspetta da lui, e il ragazzo se la prende con chiunque gli capiti a tiro. Forse le continue voci di una sua cessioni non gli hanno giovato, ma dopo il primo semestre super del 2010 con la vittoria del Triplete e le grandi prestazioni al Mondiale, sono arrivati 18 mesi di infortuni e prestazioni non all’altezza. È ora di dimostrare di essere campioni, anche a livello mentale, altrimenti una sua cessione a giugno potrebbe essere utile ad investire su altri giocatori, forse non tecnici come lui, ma almeno più continui.

La situazione:  Obiettivo realistico per questo campionato è la qualificazione alla prossima Champions League, lo dice Ranieri a parole, lo dimostra la squadra sul campo, in quanto non capace probabilmente di agguantare il duo di testa Juve-Milan, il terzo posto è lontano soltanto 3 lunghezze. Sul fronte mercato l’inter cede per 5 mesi in prestito Coutinho all’Espanyol che con un messaggio dà il suo arrivederci ai tifosi neroazzurri Sono venuto a salutare, vado cinque mesi all’Espanyol e spero di fare bene. Ho bisogno di giocare per le Olimpiadi ma poi tornerò all’Inter, saranno solo cinque mesi. Tifo Inter e tiferò affinché i miei compagni vincano lo scudetto. Un saluto a tutti i tifosi, tra cinque mesi sarò di nuovo qui”. Sul versante acquisti probabile l’ingaggio di Freddy  Guarin dal Porto in prestito ad 1,5 mln di euro e diritto di riscatto a 10-11 mln, oggi o domani l’annuncio ufficiale del club.

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Inter sconfitta a Napoli, polemiche arbitrali e un gioco non proprio da “grande”!

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Inter sconfitta a Napoli, polemiche arbitrali e un gioco non proprio da “grande”!


NAPOLI (di Nicola Brattoli) –  Si ferma a Napoli la lunga striscia di vittorie dell’inter ai quarti di finale di Coppa Italia, al San Paolo i neroazzurri sono stati battuti per 2-0 per la doppietta siglata da Cavani. È stata una bella partita, condotta dal Napoli per tutto il primo tempo e con un’inter più attendista, stile derby, tutta difesa e contropiede. L’occasioni più importante è capitata sui piedi di Maggio che a tu per tu con Castellazzi non è riuscito a capitalizzare in gol. Nella ripresa la partita ha avuto una svolta quando Thiago Motta ha perduto palla appena fuori l’area e nel tentativo di recuperarla ha atterrato Cavani con conseguente calco di rigore. L’uruguayano, reduce dall’errore di sabato sera col Cesena, è stato deciso e preciso dal dischetto per l’1-0 Napoli. Dopo il vantaggio partenopeo la partita ha cambiato filone, con un’inter alla ricerca del pareggio e gli azzurri pronti a far male in contropiede. Diverse sono state le occasioni interiste: la prima è capitata sul sinistro di Alvarez, che come nel derby con il Milan, non ha avuto la fame giusta per concludere con forza in rete;  la seconda, negli ultimi minuti, sui piedi di Zarate prima e Cambiasso; ma De Sanctis ha respinto entrambe le conclusioni. Ha chiuso la partita al 92’ Cavani con un fulmineo contropiede, saltando Ranocchia prima e Castellazzi poi, e portando il Napoli alla semifinali di Coppa Italia dove incrocerà il Siena. Vittoria meritata quella azzurra, figlia di una maggiore intraprendenza lungo tutto l’arco della partita e per le numerose occasioni non sfruttate.

Celi di Bari: Come nella gara di campionato al Meazza protagonista in negativo è stato l’arbitro. Se in quella occasione fu Rocchi, ieri sera il fischietto era Domenico Celi da Bari, 39 anni. L’arbitraggio è riuscito nel difficile compito di lasciare insoddisfatte entrambe le squadre; ma vediamo con ordine: al 29’ Sneijder è entrato a gamba tesa su Gargano,il  fallo non è stato sanzionato con cartellini; ma il colore sarebbe dovuto essere rosso. Al 49’ del secondo tempo il rigore per il Napoli, sacrosanto, nessun dubbio. È al 56’ che sono scoppiate le proteste interiste per un rigore non concesso per lo strattonamento di Maggio ai danni di Milito, rigore anche questo giusto; ma non fischiato. In sostanza è stato un arbitraggio non adeguato per due tra le migliori sedici squadre in Europa.

Metodo di gioco: Fa storcere un po’ il naso il modo di giocare dell’inter contro le”grandi”. I neroazzurri nelle partite contro Milan, Lazio e Napoli hanno giocato i primi tempi con un’impostazione da “piccola”: difesa della porta con 10 uomini  e contropiede per sfruttare le disattenzioni avversarie. Tutto ciò è figlia delle sconfitte in campionato con Juventus e Napoli, dove l’inter, giocandosela faccia a faccia, prese delle imbarcate clamorose, con molte occasioni subite in contropiede e troppi gol subiti, oltre alle conseguenti sconfitte.  Va detto, però, che quella era un’inter diversa, con molti più problemi di adesso, piena di infortuni e giocatori fuori forma. Bisognerebbe capire se i neroazzurri sono migliorati perché hanno chiuso la difesa in un bunker con pochissime reti subite, o se la crescita c’è stata perché sono stati recuperati uomini importanti, vedi Milito e Alvarez: non è dato saperlo, probabilmente sono entrambi i fattori ad aver portato l’inter ad un filotto di vittorie; ma di certo vedere i neroazzurri giocare come un Novara qualunque, porta il naso a storcerci un po’, anche se si vince.

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Inarrestabile Inter!

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Inarrestabile Inter!


NAPOLI (di Nicola Brattoli) –  Continua la marcia a suon di vittorie dell’inter che batte nel posticipo la Lazio per 2-1. I neroazzurri riescono a ribaltare la rete iniziale di Klose con Milito e Pazzini e sorpassano i laziali in classifica, portandosi al 4° posto.  La Lazio nel primo tempo gioca con fluidità, con Hernanes e Ledesma padroni del centrocampo e trovano la rete con Rocchi abile nel tagliare l’area di rigore e a battere J.Cesar con un preciso diagonale. I neroazzurri non girano a dovere, Alvarez è spesso confusionario, e le punte sono spesso isolate; ma allo scadere della prima frazione ci pensa Milito dopo un grande scambio in area con Alvarez a portare il risultato sull’1-1. Nella ripresa Sneijder subentra ad Alvarez e l’inter sembra avere maggiori chance di aggiudicarsi il match. Il gol vittoria arriva 63’ quando Pazzini, in lieve fuorigioco, batte Marchetti con un pregevole pallonetto.

L’uomo in più: In questo periodo chi risolve le grane dell’inter è lui, il Principe Milito. Da quando si è sbloccato con il Lecce, nell’ultima gara del 2011, viaggia alla media di oltre un gol a partita, grazie alla doppietta con il Parma, la rete decisiva del derby e quella del pareggio con la Lazio. La svolta, in primis, è arrivata nella sua testa, e con le reti in successioni, la fiducia è andata in crescendo, riportando alla ribalta le grandi doti realizzative che tutti conosciamo e gli riconosciamo.

Le polemiche laziali: Per quanto mostrato questa Lazio non meritava la sconfitta. Ricriminazioni arrivano sulla rete di Pazzini, partito in fuorigioco, e il mancato rigore per fallo di braccio di Lucio, non sanzionato però per il precedente fallo di Klose. I biancocelesti hanno subito a fine primo tempo il leggero infortunio dell’uomo più talentuoso, Hernanes, fino ad allora tra i migliori in campo. Non si da’ pace Edy Reja al termine della gara con l’Inter. Il tecnico della Lazio e’ incredulo di fronte alla sconfitta arrivata dopo  un’ottima prestazione: “Faccio i complimenti ai miei ragazzi, che hanno giocato una grande partita. Abbiamo commesso solo due sbavature e siamo stati puniti, ma meritavamo almeno il pari anche perche’ il gol di Pazzini e’ viziato da un fuorigioco netto e il fallo di mano di Lucio era da rigore. Comunque e’ andata, guardiamo avanti”

I controsensi dell’inter: Non gioca bene, non convince molto gli esperti, tira poco in porta, nel derby si è difesa per quasi tutto il tempo, gioca con due attaccanti per molti incompatibili, eppure vince. Questa squadra mantiene quella mentalità vincente che l’ha portata a molti successi negli anni passati, quel cinismo, quella cattiveria vero  marchio di fabbrica dei neroazzurri. E questo gruppo nel periodo difficile di inizio stagione ha covato forti sentimenti di rivalsa contro chi li aveva dati per spacciati, contro chi aveva pronosticato una risicata salvezza. Adesso, però, è rientrato Wesley Sneijder, il campione che è tanto mancato fin ora, con la sua qualità e le sue geometrie. E se questa squadra inizia a giocare anche bene…

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L’inter vince il derby e riapre il campionato!

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L’inter vince il derby e riapre il campionato!


NAPOLI (di Nicola Brattoli) – Milano per una notte è neroazzurra: l’inter vince il derby per 1-0 con la rete di Milito e rientra in corsa scudetto. Nel gelo di S.Siro il Principe sfrutta l’evidente errore di Abate e castiga Abbiati con un sinistro angolato. Ma se Milito è il Principe di certo il Re dei derby è Ranieri, che si sta specializzando nel vincere le stracittadine, dopo il 4 su 4 con la Roma sulla Lazio. Il tecnico, come anticipato nella conferenza stampa della vigilia, ha adottato una tattica attendista, aspettando il milan nella propria metà campo pronti a sfruttare gli spazi in contropiedi. I rossoneri, padroni del gioco per tutta la partita, non sono riusciti a capitalizzare una mole di gioco importante; ma spesso sterile: la migliore occasione è stata la traversa di Van Bommel nel primo tempo. Inoltre all’inter è stato annullato, nei primissimi minuti di gioco, un gol regolare di T.Motta per fuorigioco.

Pato e i suoi problemi: Certamente è un periodo NO, ma le cause sono molteplici. Il Milan in settimana è stato molto vicino a cederlo al Paris Saint German, finchè Berlusconi non ha fermato la vendita perché poco convinto dell’affare Tevez. Pato vive in sé qualche malessere. A fine dicembre la sua intervista in cui dichiarava che Allegri non gli parlava molto, non aiutandolo nel migliorare i suoi movimenti.  Poi c’è la questione partner d’attacco: Ibrahimovic è troppo ingombrante, così come lo era stato per Balotelli all’inter, difatti le migliori prestazione l’anno passato sono tutte arrivate quando era Pato il terminale offensivo del Milan con Ibrahimovic squalificato. Forse Galliani, dopo la partita, avrebbe voluto avere il telefono spento quando stava per chiudere con Tevez; ma è arrivata la chiamata da Berlusconi a fermarlo. Chissà.

Zanetti, l’uomo d’acciaio: Vederlo in campo correre a 39 anni con Nocerino che gli arranca dietro è qualcosa di clamoroso. Non perde un contrasto, che sia uno, con clienti scomodissimi come Ibra, Pato, Robinho, Seedorf. È lui che al 53’ prende palla a centrocampo, salta Van Bommel e serve Milito, dopo il liscio di Abate, per l’1-0 dell’inter. È lui che nei momenti in cui il Milan spingeva con la forza della disperazione e con la sua squadra che aveva bisogno di rifiatare, prendeva palla e seminava avversari giocando con il tempo. Un ragazzino che al 90’ non sembrava nemmeno sudato, non resta che consegnarlo alla Scienza per studiare come tutto ciò sia possibile.

Ranieri, laureato in rimonte: Claudio Ranieri da Roma, laureato in rimonte e Master di specializzazione come “uomo Derby”.  La sua Inter è alla sesta vittoria consecutiva e a soli sei punti dalla Juve capolista: una scalata importante che può continuare vista la crescita della squadra neroazzurra. E poi ci sono i Derby: a Madrid sponda Atletico è stato l’ultimo allenatore ad aver battuto il Real nella Stracittadina, a Roma li ha vinti tutti con i giallorossi ed ora anche il derby della Madonnina. È il fattore di questa rinascita interista. Moratti nella notte lo definisce “uomo saggio che finora ha sempre fatto la cosa giusta”, adesso a Ranieri manca l’ultimo scalino: vincere uno Scudetto con la squadra che negli ultimi anni glielo ha sempre impedito, l’Inter.

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L’inter nel segno del cinque! e domenica c’è il Derby…

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L’inter nel segno del cinque! e domenica c’è il Derby…


NAPOLI (di Nicola Brattoli) – Esaltante è l’inizio del 2012 per i colori neroazzurri che a S.Siro battono per 5-0 un poco combattente Parma.  L’inter è alla quinta vittoria consecutiva e sono 7 i punti recuperati ad una diretta concorrente per la zona Champions, ovvero la Lazio, in sole tre giornate. La squadra di Ranieri è riuscita a sbloccare subito la serata con Milito, al quale sono seguiti i gol di T.Motta, Milito ancora, Pazzini e Faraoni.

Il Ritorno del Principe: Milito è tornato, per una sera, il giocatore del Triplete. Gol, assist, dribbling. Tutto ciò che tocca è oro. Dopo 12’ min sfrutta la grande azione di Zanetti e Alvarez e batte Mirante di esterno destro per l’1-0. A fine primo tempo incorna poderosamente un cross di Maicon per la prima doppietta stagionale; ma  non finisce qui. Nel secondo tempo regala un assist al bacio per Pazzini per il 4-0. La sua serata si conclude con la sostituzione con Faraoni: nel passaggio di consegne tra chi entra e chi esce Milito trasferisce nel giovane interista ciò che di magico era rimasto dopo i 75 minuti giocati. Difatti al primo tiro di Faraoni arriva una bellissima rete al volo da fuori area che si insacca sotto la traversa.

Alvarez: Forse Ranieri il “Chip” glielo ha veramente cambiato. Il ventitreenne di Buenos Aires ha incantato nella prima mezz’ora. Giocate riuscite, assist per Milito ed un’intraprendenza nel chiamare il pallone tra i piedi forse figlia di una maggiore scioltezza dopo la rete arrivata nell’ultima gara del 2011 contro il Lecce. Per adesso i lampi ci sono; ma ci pensa Ranieri in conferenza stampa a tenere i piedi per terra al ragazzo: “ Alvarez si è appena messo una maglia da calcio, adesso deve mettersi gli scarpini da calcio”. Aspettiamo Alvarez all’esame più duro: il derby con il Milan.

Supremazia cittadina: Domenica sera sarà il derby di Milano numero 276: sarà la notte in cui si potranno scoprire quali siano le reali chance dell’inter per una rimonta in classifica sui cugini. I neroazzurri ci arrivano nel miglior momento della stagione, carichi di entusiamo e con voglia di riscatto maturato dopo il problematico avvio di stagione. Sarà una partita a sé, dove non ci saranno favoriti e la spunterà soltanto coloro che si presenteranno pronti fisicamente; ma soprattutto mentalmente preparati per una battaglia in piena regola.

Tevez: Altro derby Inter-Milan è quello per l’acquisto dell’Apache Tevez. Il Milan è forte dell’accordo con il giocatore, mentre l’inter ha la preferenza del City, indispettito per le manovre rossonere, i quali hanno parlato prima col giocatore e soltanto in seguito con la società. Tevez è sicuramente un giocatore determinante, che lascia il cuore sul campo; ma è un investimento a breve termine in quanto è riconosciuta la sua propensione a restare in una società soltanto per  pochi anni. Le cifre sono importanti, si parla di 24-25 milioni di euro per il suo riscatto: anche qui sarà battaglia e tra le due contendenti non è detto che non la spunterà una terza squadra, il PSG di Carletto Ancelotti.

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L’inter vince di testa con Ranocchia, e saluta lo stemma!

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L’inter vince di testa con Ranocchia, e saluta lo stemma!


NAPOLI (di Nicola Brattoli) – Arriva la terza vittoria consecutiva in campionato per l’inter, ma soffre maledettamente a Cesena. Vittoria arrivata dallo stacco imperioso di Ranocchia che anticipa Antonioli, in  uno dei pochi tiri verso lo specchio della porta romagnola. Il gioco e gli attaccanti continuano a latitare; ma i risultati iniziano a dare ragione a Ranieri: l’inter è in zona Europa, ha una difesa che adesso può dirsi sicura con un Lucio in formato “Maxi” che, in questa partita, ha messo più di una pezza nelle sortite offensive cesenati.

Inter, Attacco spuntato: Quanta fatica per gli attaccanti dell’inter quest’anno siglare una rete. Solo sei gol in questo campionato sono arrivate dalle punte neroazzurre. A Cesena, Pazzini e Milito hanno fatto molta fatica a crearsi occasioni nitide per battere a rete. Pazzini soffre, si impegna, corre e rincorre; ma le sue doti non sono supportate da una squadra che non gli dà il suo pane quotidiano ovvero i cross dal fondo o assist in area di rigore. Milito, che è apparso in lieve crescita fisica, si è reso pericoloso in una sola circostanza: un’azione in solitaria con botta dalla distanza che è andato di poco alto. Troppo poco per una squadra che negli anni precedenti ha chiuso spesso col migliore attacco del campionato.

Cesena, guardare oltre la sconfitta: I romagnoli per la prestazione offerta avrebbero meritato come minimo il pareggio. Dopo la sconfitta contro la Juventus, il Cesena gioca un’altra buona partita che però non porta punti. Certo si ha la consapevolezza che giocando così la salvezza è a portata di mano, per una squadra costruita in estate per una salvezza sicura e forse qualcosina in più. La rete di Ranocchia arriva nel momento migliore dei bianconeri che avevano avuto al 52’ un’ottima occasione con Guana, che aveva sfruttato l’indecisione di Obi e Ranocchia, ma al momento di tirare è stato chiuso da un superba chiusura di Lucio.

Concitato finale: Il Cesena dopo il gol subito ha attaccato con insistenza la difesa interista. Arrigoni, nell’ultimo quarto di gara, ha aumentato la forza fisica dell’attacco con l’inserimento del peso massimo Bogdani e Ghezzal. È all’88’ che  si decide il risultato della partita: Ghezzal colpisce al volo nell’area piccola un palla arrivata dalla sinistra e J.Cesar con un intervento decisivo, di riflesso respinge la palla e strozza l’urlo in gola all’algerino e  del pubblico di casa. Al 93’ in uno dei tentativi dei centrocampisti interisti di custodire il pallone porta Stankovic al tiro da fuori area, impensierendo Antonioli che con una grande parata nega il due a zero all’inter. Sarebbe stato troppo per un’inter che vince soffrendo; ma per Moratti e i tifosi è questo che importa: risalire in classifica.

Particolare: lo stemma perduto: L’inter ha perduto uno dei loghi più importanti che una squadra di calcio può avere sulla maglia: lo stemma di Campioni del Mondo. Il Barcellona, infatti, battendo per 4-0 il Santos con i gol di Messi (2), Xavi e Fabregas si aggiudica il Mondiale per Club e  l’importante riconoscimento. È il segno dei tempi che corrono: per tornare a vincere quel gagliardetto bisognerà tornare a giocare un calcio diverso da quello mostrato in questa e nella passata stagione; ma soprattutto lo stemma lo si dovrà strappare alla squadra più forte di tutti i tempi…

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L’inter espugna Marassi, con il “bomber” Nagatomo”

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L’inter espugna Marassi, con il “bomber” Nagatomo”


NAPOLI (di Nicola Brattoli) – L’inter corsara a Genova batte i rossoblù per 1-0 e arriva alla seconda vittoria di fila dopo i tre punti conquistati con la Fiorentina: i 6 punti in 2 gare sono di per sé una notizia vista la discontinuità patita dai neroazzurri in questa prima parte di campionato.  Nagatomo ha realizzato la sua seconda rete consecutiva ed anche questa è una notizia: il giapponese sta ritrovando forma e fiducia dopo prove non certo esaltanti. L’inter sta ritrovando i suoi giocatori migliori, con la Viola Maicon e col Genoa Forlan, e sono rientri pesanti. Il Genoa senza la presenza del suo uomo migliore Palacio si è resa pericolosa solo nel finale con le conclusioni di un sempre generosissimo Marco Rossi e Veloso.

Finalmente Poli: Dopo infortuni e ricadute nella formazione iniziale c’è stato un nome nuovo: Andrea Poli da Vittorio Veneto. L’ex doriano ha giocato largo sulla sinistra dove aveva il compito di accentrarsi e inserirsi nelle trame offensive neroazzurre. Il suo esordio è stato discreto, ha mostrato buone cose soprattutto quando si accentrava nella sua vecchia posizione di centrale ed in fase di interdizione. Certo è solo l’inizio,ci aspettiamo che giochi con maggiore continuità; ma finalmente, c’è stato un inizio.

Salvate il soldato Milito: Appena dopo il miracolo di Frey sulla capocciata di Samuel, Milito si ritrova a 3 metri dalla porta con il pallone sul suo piede destro e calcia a colpo sicuro sul corpo del portiere francese  che riesce anche a bloccare il pallone. Si capisce che questo come il precedente non è l’anno di Diego Milito. Clamoroso è vedere errori del genere, come anche quelli con Atalanta e Fiorentina per ricordarne alcuni simili. Sembra proprio che dopo la stagione magica del 2009/2010 la fortuna gli abbia voltato le spalle. Per fortuna ci hanno pensato i tifosi genoani all’80 a tributargli un’ovazione per l’uomo e il calciatore Milito che ha sempre promesso di chiudere la carriera proprio con il Genoa se ci fosse l’opportunità.

Alvarez: Il talento argentino ha sicuramente dato la svolta per la vittoria interista. Grande assist pennellato dalla destra per il gol decisivo di Nagatomo e grande conclusione dai 30 metri che ha preso in pieno il palo. Alvarez ha la capacità di cambiare il volto della partita molto di più quando entra a partita in corso che da titolare, ed è un dato non da poco. Sicuramente Ranieri ha capito che ha tra le mani non un Campione; ma un giocatore che se messo in condizione di far bene può decidere molte partite.

Un arbitro giusto: L’arbitro Banti è riuscito nel difficile compito di scontentare sia Inter che Genoa. Al 36’  non interviene sul fallo da ultimo uomo di Granqvist su Milito lanciato a rete. Probabile cartellino rosso e partita cambiata. All’55 sono i genoani a lamentarsi per il gol annullato a Granqvist, ancora lui, per un fuorigioco millimetrico. Decisione alla moviola giusta, ma sia il presidente Prezioni che Malesani si sono lamentati per il fischio arbitrale.

 

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Inter in ginocchio, è ora di rifondare!

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Inter in ginocchio, è ora di rifondare!


NAPOLI (di Nicola Brattoli) – Dopo la sconfitta in casa con l’Udinese per 1-0, l’inter riparte da una triste convinzione: è ora di mettere da parte i successi, il triplete e Josè Mourinho e ripartire con un vero progetto di rilancio. La classifica piange: 14 punti in 12 partite giocate sono una media da salvezza risicata ed è tempo che la società corra ai ripari. La squadra denota un deficit atletico contro ogni squadra di livello medio della serie A, come ampiamente visto nelle sconfitte con Napoli, Juventus e Udinese. I problemi sono molti e le colpe vanno divise all’interno della società tra i vari Moratti, Branca, Ausilio per aver in due anni dilapidato un distacco notevole su tutte le società italiane, di aver venduto Eto’o e Balotelli senza averli sostituiti a dovere e aver tenuto quei giocatori solidi; ma già definiti “esperti” 2 anni fa. Nella partita con l’udinese i limiti sono venuti fuori nell’arco di tutta la partita, l’inter ha fatto fatica a creare occasioni nitide da gol e una delle cause è la lentezza del gioco e dei suoi interpreti. E se nella partita che doveva significare la svolta, come ha detto Ranieri, viene espulso per la prima volta in campionato capitan Zanetti qualcosa vorrà dire.Unica nota lieta è l’esordio dal primo minuto di Marco Davide Faraoni, giovano romano che ha giocato con personalità senza soffrire il difficile impatto di S.Siro.

Udinese, che conferma: I Friulani sono secondi in classifica a pari merito con il Milan e si può dire chiaramente che il risultato di una sola rete di scarto sta piuttosto stretta. Isla, Armero e Di Natale hanno eccelso, soprattutto nel secondo tempo. I due folletti sulle fasce sono stati un’arma devastante: difatti il gol vittoria è arrivato da una sovrapposizione di Isla che poi ha freddato J.Cesar con perfetto diagonale. Ci si chiede se i Pozzo fossero riusciti a trattenere almeno Sanchez, con i suoi gol e le sue accelerazioni brucianti, dove sarebbe potuta arrivare questa Udinese?

Rigori e Bucce di banana: La partita nel finale è diventata incandescente quando all’85’ Zanetti ha  atterrato Armero in area di rigore: rigore e secondo giallo a Zanetti. L’inter in 10, e in ginocchio. Di Natale si è incaricato del tiro dal dischetto, ma un scatto felino di J.Cesar strozza l’urlo in gola al napoletano e devia il pallone in angolo. Non finisce qui. Tre minuti dopo Ferronetti, con un intervento da oscurare agli occhi dei calciatori in erba, ha atterrato nettamente Milito. Incaricato di tirare è stato Pazzini, che durante la rincorsa al momento di colpire il pallone perde il piede d’appoggio e cade malamente buttando il pallone alto sopra la traversa, un po’ come l’errore di  John Terry nella finale di Champions ai calci di rigore tra Chelsea e Manchester United. L’immagine successiva è la più chiara della situazione interista: Pazzini con le mani tra i capelli che non si capacita di quanto successo. L’inter è a terra. In basso. La risalita alla zona è Champions è durissima, e i tifosi sperano in nuovi importanti acquisti; ma intanto guardano al passato.

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