NAPOLI – “La crisi dei rifiuti non colpisce solo Napoli e provincia in queste ore – denunciano il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli ed il Presidente provinciale Carlo Ceparano – ma anche Caserta. A soffrire in particolar modo della mancata raccolta sono alcuni comuni come Pozzuoli, Giugliano, Casoria, Afragola e Quarto e ovviamnte Napoli piena anche di discariche abusive a cielo aperto ma oramai anche in provincia di Caserta troviamo grossi cumoli ad Aversa, San Marcellino e Parete.
Inoltre L’asse mediano che collega Giugliano in Campania con i comuni della provincia di Caserta è stracolma di spazzatura con finanche le corsie di emergenza che dovrebbe in teoria servire alla sosta delle auto, utilizzate come discariche a cielo aperto di rifiuti di ogni genere spesso scaricati da ditte che lavorano nel campo edile su cui chiediamo alle forze dell’ ordine una attenzione straordinaria in questo periodo”.
“Anche nei pressi dell’uscita Aversa nord- San Marcellino, dell’asse mediano nelle vicinanze del cavalca via, si nota – continuano Borrelli e Ceparano – l’esistenza di una nuova mega discarica a cielo aperto con rifiuti di ogni genere, dai normali sacchetti della spazzatura, a vecchie sedie e materassi, con presenza anche di fusti di vernice, che dovrebbero essere smaltiti in maniera diversa.
Particolarmente critica è la situazione della zona industriale di San Marcellino, dove vi sono diverse discariche a cielo aperto, con rifiuti di ogni genere, in parte pure bruciati. Oltre la mancata raccolta dei rifiuti c’ è anche l’impossibilità a percorre con l’auto o a piedi tale zona,lo stesso problema riguarda alcune strade del comune di Frignano sempre nel casertano.
A Napoli e provincia oramai sono 3 settimane che abbiamo la media fissa di 10 incendi al giorno di cumuli di spazzatura”.
Cumuli gettati in strada per protesta nei Quartieri Spagnoli (foto Andrea Baldo)
NAPOLI - Scene di ordinaria follia: raid contro i cumuli di spazzatura; questa mattina in Via Duomo e alla Riviera di Chiaia poi questa notte in Via Montagna Spaccata, a Pianura, dove un gruppo di ragazzi a bordo di scooter ha rivoltato i cassonetti della “munnezza”, occupando un’intera corsia e provocando il panico tra gli automobilisti che hanno iniziato a percorrere la strada che collega Pianura con Quarto contromano. Una discarica a cielo aperto che si estende lungo tutto il percorso.
Corso Vittorio Emanuele: stesso copione. Donne questa volta gli orchestranti. Rovesciano i cassonetti, paralizzano la circolazione delle auto e si dileguano all’arrivo degli autocompattatori.
Dalle 20:00 intanto alla centrale dei vigili del fuoco sono arrivate più di 20 chiamate provenienti prevalentemente da Giugliano in Campania, Melito e l’Area Flegrea.
In città regna il caos. ”La Provincia di Napoli ha dato l’ok per il nostro secondo sito di trasferenza e stiamo lavorando all’individuazione di un terzo”, ha affermato il vicesindaco ed assessore all’Ambiente Tommaso Sodano lo scorso pomeriggio dopo aver consegnato con il sindaco de Magistris in prefettura la nuova delibera che prevede dure sanzioni, fino a 500 euro per chi abbandona rifiuti, ingombranti, vende prodotti vegetali non defoliati, sversa prodotti scaduti, usa contenitori monouso, sversa in orari non consentiti. Nella premessa dell’ordinanza sindacale “disposizioni urgenti per ridurre le conseguenze dell’emergenza rifiuti”, c’è, inoltre, l’esplicito richiamo al fatto che “la richiesta di provvedimenti straordinari del Governo al fine di conferire verso siti presenti in altre regioni è rimasta a tutt’oggi inevasa”, e che “è necessario scongiurare fenomeni di turbativa di sicurezza urbana, di inquinamento ambientale”. Secondo quanto riportato nel dispositivo, che è immediatamente esecutivo e ha un’efficacia di 30 giorni, a Napoli “potrebbe insorgere un’emergenza sanitaria”. La presenza di cumuli di rifiuti per le strade della città impone “l’adozione di interventi e misure urgenti, attese anche le condizioni climatiche”. Per questo è stato chiesto al prefetto di Napoli di assumere “ogni iniziativa tesa ad assicurare l’intervento degli organi regionali e provinciali per l’individuazione di siti, così da consentire la stabilità del sistema ordinario del ciclo dei rifiuti e garantire l’ordine pubblico nello svolgimento delle operazioni straordinarie di conferimento dei rifiuti”. L’ordinanza rileva, inoltre, che “nonostante le iniziative assunte dal Comune e dalla competente Asl di disinfezione, disinfestazione e derattizzazione, il rischio di una situazione di emergenza suscita profonda preoccupazione per la salute pubblica e l’ambiente, oltre che per l’ordine pubblico”. “In città c’è rischio per la salute – ha concluso de Magistris – chiediamo a Provincia e Regione di fare passi istituzionali”.
Il sindaco ha aggiunto che lo sforzo della giunta e’ per far si’ che “non dovremo piu’ dipendere da nessuno”. Intanto sindaco e vicesindaco non hanno specificato, per motivi di riservatezza, le nuove strutture, di cui la prima gia’ autorizzata e’ di 12mila metri quadrati e servira’ per 1.200-1.100 tonnellate. Verosimilmente si potrebbe trattare della struttura in Via delle Brecce dell’ex Icm e, probabilmente, dell’ex mercato dei fiori nel quartiere di San Pietro a Patierno.
Dure accuse da parte del sindaco, intanto, rispondendo al “ghe pense mì” di Berlusconi espresso due giorni fa, affermando: “Il Premier se ne frega di Napoli. (…) Il governo agisce come Ponzio Pilato, se ne lava le mani. L’esecutivo non si è assunto le sue responsabilità e – prosegue – altri sono lenti ad adottare i provvedimenti che porterebbero a liberare la città dai rifiuti. Ognuno deve fare la propria parte, Regione Campania, Provincia di Napoli e, per quello che le compete, anche la Prefettura”. Gli ostacoli incontrati, però, “non ci impediranno di risolvere la crisi nel più breve tempo possibile e di guardare oltre i nostri occhi e il nostro naso. Andremo avanti – ha aggiunto de Magistris – anche sulla differenziata”. “Questa situazione giova a chi non ha interesse per la rivoluzione ambientale che stiamo portando avanti, ma noi siamo cocciuti e continuiamo. C’è chi non vuole questa rivoluzione ambientale – ha proseguito – ma noi abbiamo vinto una rivoluzione pacifica e ora la portiamo avanti anche in materia di rifiuti. La strada, però – ha ribadito – non è quella dello stato di emergenza perché farebbe tornare quei poteri che hanno messo in ginocchio la città”.
In giornata da Roma sono arrivate altre dichiarazioni in merito alla questione dello stato di emergenza, ”Il governo ascolti l’appello del presidente della Repubblica. L’emergenza a Napoli e nella provincia e’ talmente grave da mettere a rischio la salute dei cittadini e imporre un intervento immediato. Il governo dichiaro lo Stato di emergenza e attivi la Conferenza Stato-Regioni per impegnare tutte le Regioni, anche in base agli accordi gia’ intercorsi, in modo da attenuare l’impatto di questa drammatica situazione. La Regione Campania proceda finalmente con urgenza a definire un piano di discariche regionale. E’ il momento che il governo, la Regione e le province escano dalla loro colpevole inattivita’”. Ha dichiarato Stella Bianchi, responsabile Ambiente del Pd, che gia’ ieri, insieme al segretario del Pd Pier Luigi Bersani, aveva avanzato una proposta chiedendo al governo di intervenire con un decreto per affrontare l’emergenza napoletana.
“La campagna elettorale e’ finita, e’ bene che tutti lo ricordino”. Gianfranco Fini sottolinea cosi’ che per l’emergenza rifiuti a Napoli serve che “tutti si mettano attorno a un tavolo”. “Il Capo dello Stato – aggiunge il presidente della Camera – ha fatto quello che tutti gli italiani, in cuor loro, dicono e cioe’ basta con il rimpallo di responsabilita’ e tutti insieme si risolva il problema”
Il segretario dell’Italia dei Valori Antonio di Pietro parla ai microfoni di RadioIes, ”De Magistris ha peccato d’ingenuità, purtroppo ci sono persone che lavorano per fotterti come se fare danno a lui non è fare danno anche ai cittadini”.
NAPOLI (di Daniele Pallotta) – La Società per Azioni ARIN è destinata ad essere trasformata in soggetto giuridico di diritto pubblico e nei prossimi 90 giorni verrà attuato il nuovo piano per la gestione dei rifiuti, che prevede raccolta differenziata porta a porta e utilizzo degli impianti di compostaggio: questi i nuclei della conferenza stampa tenuta presso Palazzo San Giacomo, cui hanno partecipato il sindaco Luigi De Magistris, il vicesindaco e assessore all’ambiente Tommaso Sodano, l’assessore ai Beni Comuni Alberto Lucarelli e l’assessore al Bilancio Riccardo Realfonzo.
GESTIONE DELL’ACQUA: MAI PIU’ SPA. Nella delibera della giunta comunale si dispone che il nuovo soggetto di diritto pubblico abbia le “caratteristiche di azienda improntata a criteri di economicità, efficienza, trasparenza e partecipazione”. Questo processo verso la completa pubblicizzazione avverrà in accordo con “il Forum dei movimenti per l’acqua”. De Magistris, durante la conferenza stampa, saluta padre Alex Zanotelli, cui riconosce il merito, insieme ai comitati di cittadini, di essere stati “tra i primi sostenitori della gestione pubblica dell’acqua e promotori principali del referendum”. Zanotelli ascolta con partecipazione e quando sente il sindaco annunciare una campagna di sensibilizzazione volta alla riduzione a monte degli sprechi, ad esempio con l’invito a non utilizzare nei ristoranti bicchieri di plastica, fa partire un applauso cui si affianca buona parte della “platea” dei giornalisti presenti. Breve l’intervento dell’assessore Realfonzo, che ricorda l’esperienza di Parigi, ritornata alla gestione pubblica dell’acqua, ed evidenzia come la giunta di De Magistris, rispetto a quella di Rosa Russo Iervolino, non abbia avuto “tentennamenti” nell’adottare tale decisione.
IL NUOVO PIANO PER LA QUESTIONE RIFIUTI. De Magistris denuncia l’irresponsabilità del governo: “Sull’ emergenza rifiuti Berlusconi finora si è lavato le mani, come Ponzio Pilato. Superata Pontida dovrebbe rendersi conto che Napoli è la terza città d’Italia. Il Comune, in condivisione d’intenti con il Prefetto, la Provincia e la Regione ha proposto soluzioni, ma il Governo non ha risposto”. Il sindaco promette che in 4 – 5 giorni Napoli sarà liberata dai rifiuti, poi lascia la Conferenza Stampa e a rispondere alle domande dei giornalisti resta solo Tommaso Sodano. Premesso che la responsabilità dei flussi dei rifiuti è della Regione, mentre quella dell’impiantistica della Provincia di Napoli spetta alla società Sapna, il vicesindaco ribadisce l’impegno a “garantire nei prossimi 90 giorni un alto livello di raccolta differenziata in molti quartieri della città. Verranno quasi sicuramente sbloccati 8,2 milioni di euro e la settimana prossima il sindaco, insieme ad una delegazione di parlamentari si recherà a Bruxelles per chiedere che vengano sbloccati gli oltre 140 milioni di euro congelati dall’UE”. Sodano spiega che verrà creato un solo sito di trasferenza nel Comune di Napoli, di cui non indica la collocazione precisa, e che verranno il prima possibile attivati gli impianti di compostaggio. Conferma la decisione di impedire la realizzazione di un nuovo inceneritore: “In alcune città del Nord, come Padova o Brescia, la raccolta differenziata non è cresciuta anche perché serviva combustibile per gli inceneritori. Quando finirà il business degli incentivi cip 6 anche le lobby degli inceneritori abbandoneranno gli affari su questi impianti.” Ad un giornalista del Corriere del Mezzogiorno che gli chiede se di questo tema ha parlato con il governatore Caldoro, l’assessore all’ambiente risponde: “gli ho parlato, ma credo che dovrei confrontarmi con il suo consulente, il professor Arena”.
NAPOLI – (di Daniele Pallotta). Nella sede di Palazzo San Giacomo il sindaco di Napoli Luigi De Magistris presenta la sua giunta; sono dodici assessori, otto uomini e quattro donne: “non condivido le cosiddette quote rosa, questa è secondo me la miglior giunta possibile in questo momento”.
La presentazione inizia con “il legittimo godimento” – espresso dal sindaco – “per il risultato straordinario del referendum.” De Magistris annuncia che verranno eliminate le società per azione dalla gestione dell’acqua.
Il sindaco afferma di aver scelto la sua squadra in assoluta libertà e indipendenza, e si dice contento del lavoro svolto: “si tratta di persone capaci di dare attuazione al programma per cui sono stato eletto, persone con autonomia di giudizio e senza nessun vincolo coi partiti, che hanno competenza, entusiasmo, passione. Questa giunta inaugura nuovo modo di fare politica a Napoli, nel Mezzogiorno, nel Paese. Sarà una giunta senza alcun rapporto diretto e indiretto con la criminalità organizzata. Se la camorra esiste ancora è perché ha rapporti con la politica. Noi creeremo le condizioni per eliminare la linfa della camorra. Il lavoro deve diventare un diritto e si devono creare luoghi di aggregazione sociale.” Giovedì ci sarà la delibera sulla questione rifiuti, verranno sbloccati 10 milioni di euro per la raccolta differenziata, “non vorrei essere troppo ottimista, ma penso che se resta questo entusiasmo supereremo Torino come differenziata.” E sull’informazione De Magistris assicura: “il comune sarà una casa di vetro, i cittadini saranno informati su tutto.”
ASSESSORI E DELEGHE
Il sindaco mantiene le deleghe alla Promozione della Pace; difesa e attuazione della Costituzione; cooperazioni e relazioni internazionali; grandi eventi; forum delle culture; riforma della macchina comunale; attuazione del programma e organizzazione; comunicazione e promozione dell’ immagine di Napoli.
Viene precisato che ciascuno degli assessori avrà competenza funzionale per le rispettive società partecipate. Tommaso Sodano è Vicesindaco e assessore all’Ambiente con deleghe ai rifiuti; sviluppo sostenibile; igiene e sanità; parchi e giardini; mare; tutela degli animali. Si ricorda che Sodano fu il primo a sporgere denuncia contro le irregolarità nella gestione dei rifiuti in Campania.
Riccardo Realfonzo “avrà un compito difficile, considerando quello che ha lasciato la giunta Iervolino”, ossia l’assessorato al Bilancio, finanza e programmazione; fondi europei; investimenti e mutui; controllo della spesa; risorse strategiche; tributi; servizi pubblici e società partecipate in accordo con gli assessori di competenza che ne gestiranno il coordinamento funzionale. Realfonzo si dimise dalla giunta Iervolino denunciando i debiti fuori bilancio.
Assessore ai Beni Comuni è Alberto Lucarelli, professore di diritto pubblico dell’Università Federico II – “l’assessorato più politico, in cui rientra anche la delega alla democrazia partecipativa e ai rapporti con la cittadinanza attiva – spiega De Magistris”.
Il magistrato Giuseppe Narducci è l’assessore ai Diritti, trasparenza e sicurezza; Gare e contratti; coordinamento per la realizzazione di lavori e opere pubbliche; avvocatura; polizia urbana; studi e pareri; regolamenti comunali; URP; beni confiscati; racket e usura; politiche anticorruzione; contenzioso del lavoro; PON sicurezza; videosorveglianza – “sono contento della scelta professionale e di vita fatta da Narducci, che testimonia come qui a Napoli sia avvenuta una rivoluzione pacifica –è il commento di De Magistris su una nomina che aveva suscitato molte polemiche sui giornali.
Sergio D’Angelo, ex presidente della Gesco, un gruppo di imprese sociali, sarà assessore alle Politiche sociali e politiche dell’immigrazione; migranti. Anche su D’Angelo il sindaco si sofferma: “non esistono conflitti d’interesse nella sua nomina”
Luigi De Falco, architetto, è l’assessore all’Urbanistica; edilizia pubblica e privata; antiabusivismo edilizio; condono edilizio; centro storico ed edifici storici; rapporti con l’autorità portuale; politica della casa.
Antonella Di Nocera, è l’assessore alla Cultura e turismo; spettacoli; biblioteche ed archivi; toponomastica.
Anna Donati, ex parlamentar dei Verdi, ha le deleghe ai Trasporti e mobilità; viabilità; strade; parcheggi; protezione civile; gestione delle emergenze; suolo e sottosuolo; pubblica illuminazione; impianti tecnologici; metropolitane; infrastrutture.
Il giornalista Marco Esposito, responsabile delle politiche del Mezzogiorno per Italia dei Valori, è l’ assessore al Lavoro, sviluppo, attività produttive, commercio; sviluppo economico; commercio e mercati; produzione e servizi; ricerca e innovazione; pubblicità e affissioni; tutela dei consumatori; polizia amministrativa; formazione professionale; zone franche; artigianato; made in Naples. Esposito è un esperto in gestione dei Fondi strutturali europei.
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Ad Annamaria Palmieri spetta la delega per Scuola e istruzione; asili nido; diritto alla studio; educazione alla legalità; lotta alla dispersione scolastica; attuazione dell’integrazione scolastica dei bambini diversamente abili e dei migranti; città dei bambini; progetti speciali per l’infanzia.
L’assessore allo Sport è Giuseppina Tommasielli, medico di base che dovrà occuparsi anche di politiche giovanili, politiche familiari e pari opportunità; tempo libero; impianti sportivi.
Bernardino Tuccillo, ex sindaco del Comune di Melito, è l’assessore al Patrimonio e personale; demanio; assegnazione immobili; manutenzione immobili; conservazione e logistica uffici; decoro e arredo urbano; cimiteri; autoparchi comunali; provveditorato; economato; personale; utilizzo delle risorse umane; rapporti con le municipalità; rapporti con i sindacati; anagrafe; stato civile; servizio elettorale; protocollo; archivi; statistica; censimenti.
Capo di gabinetto sarà Attilio Auricchio, del quale De Magistris afferma di “aver verificato affidabilità e competenze dal 1995, è una delle persone di cui mi fido di più.”
I CITTADINI IN ATTESA DI RISPOSTE.
Durante la presentazione della giunta, davanti palazzo San Giacomo, cittadini, comitati, operatori sociali, movimenti della lotta per il lavoro si sono riuniti per dare un segnale alla nuova giunta. Simona Pucciarelli, del Comitato cittadini campani per un piano alternativo dei rifiuti, spiega che i “cittadini manterranno alta l’attenzione sulla gestione dei rifiuti, e la nostra presenza qui oggi è un modo per ufficializzare la nostra esistenza come entità civica”. Giovanni Manzo, del collettivo operatori sociali, ricorda che “il comune di napoli ha ancora un debito per 34 milioni di euro la regione Campania ha commissariato queste risorse;la nuova giunta dice di caratterizzarsi per attenzione al sociale,ma noi non guardiamo in faccia nessuno e continueremo a dare battaglia per i nostri diritti.” Paola Bianco , del coordinamento lotta per il lavoro, ha incontrato sindaco e vicesindaco subito dopo la presentazione della giunta: “ ci è stato chiesto uno screening del nostro percorso, le nostre competenze, una proposta per la raccolta differenziata e la bonifica. Domani porteremo lo screening e la prossima settimana incontreremo Sodano per decidere le prospettive future. Un primo passo è stato fatto, è andata bene, poi dovranno esserci i fatti a seguire i buoni propositi.”
NAPOLI (di Daniele Pallotta) - Il Comitato Regionale Rifiuti della Campania (CoReRi) propone un piano per raggiungere in un anno un efficiente ciclo integrato dei rifiuti in Campania. Il CoReRi afferma che con la differenziata i comuni sostengono maggiori costi per la raccolta (più personale, più mezzi, maggiore complessità di gestione) ma risparmiano sullo smaltimento in discarica e sui vari siti di trasferenza e stoccaggio. In più ricevono i seppur esigui contributi CONAI. Si segnala il risultato di comuni nel nord italia che spendono meno con la differenziata di quanto spendevano prima non differenziando.
I dati forniti dal CoReRi: “I cittadini campani producono ogni anno circa 930.000 tonnellate di frazione organica. Se questa venisse interamente separata dal resto dei rifiuti a monte della raccolta (ipotesi però poco realistica) servirebbero poco più di una trentina di impianti di compostaggio da 30.000 t/a (che è la dimensione più frequente per questi impianti, il cui costo non dovrebbe superare i 10 milioni di Euro ad impianto.) Con i 350 milioni di Euro che il governo, o la regione, intende spendere per comprare l’inceneritore di Acerra si potrebbero costruire ex novo tutti gli impianti di compostaggio necessari per trattare tutta la frazione organica prodotta in regione in un anno). Facendo l’ipotesi più realistica di riuscire a recuperare almeno 450.000 t/a di frazione organica (lo prevedono le Linee programmatiche approvate dalla Regione Campania nel 2009) e ipotizzando di utilizzare per almeno il 25% frazioni di matrice ligno-cellulosica (importanti per ottenere un compost di buona qualità) servirebbero poco meno di 20 impianti di compostaggio (19 per la precisione). Oggi anche un solo impianto per l’intera provincia di Caserta sarebbe più che sufficiente perchè la quantità di frazione organica raccolta è tutto sommato esigua (quello che non viene portato fuori regione viene rimischiato don l’indifferenziato per essere sversato in discarica). E l’impianto di San Tammaro, completo all’80% da più di tre anni e mai entrato in funzione sarebbe utile. Lo stesso dicasi per Benevento e Avellino. Un paio di impianti per Salerno e almeno 5 per Napoli. Solo per far fronte al problema immediato nel prossimo anno. La costruzione ex novo di un impianto di compostaggio richiede mediamente circa 6 mesi di lavoro dalla stipula del contratto alla consegna dell’impianto. I cosiddetti impianti di CDR esistenti in Campania (ce ne sono 7) sono in realtà impianti di TMB ed hanno già oggi una capacità di trattamento superiore a quella necessaria (siamo oltre il 120%, a Caserta oltre il 140%).”
Il CoReRi ritiene che gli impianti di TMB vadano trasformati in impianti di Trattamento meccanico manuale (TMM), con l’aggiunta di un estrusore. Ciò consentirebbe di evitare la produzione di CDR da destinare all’incenerimento, che è il prodotto finale di un impianto di TMB. La capacità impiantistica è già disponibile. E la ristutturazione degli impianti potrebbe richiedere complessivamente al massimo un anno di lavoro.
Ricapitolando, secondo il CoReRi, i passaggi di un efficiente ciclo dei rifiuti sono:
- separazione iniziale secco-umido
- l’umido avviato agli impianti di compostaggio o – ancora meglio – alle aziende agricole limitrofe che lo lavorerebbero.
- il secco avviato alla filiera del riciclo, e la parte secca residua avviata al TMM per essere ulteriormente differenziata e trasformata in granulato sintetico per costruire fondi stradali, panchine, materiali per l’edilizia.
Quanto sostenuto dal CoReRi è confermato dalla sezione regionale della Corte dei Conti della Campania, che nel settembre 2010 ha pubblicato un’indagine di controllo sulla Gestione dell’ emergenza rifiuti in Campania.
Dalla relazione emerge che “Il mancato decollo della raccolta differenziata è da ricondurre ad una strategia sino ad ora incentrata sulla filiera del recupero energetico (vale a dire sulla impiantistica da CDR a supporto dei termovalorizzatori) anziché sulla realizzazione di infrastrutture a sostegno della filiera del recupero di materia (isole ecologiche, impianti di selezione e valorizzazione della frazione secca, impianti di compostaggio e digestione anaerobica nonché di recupero di rifiuti inerti).
La sezione regionale della Corte afferma che “ Il sovradimensionamento degli impianti di CDR ed il sostegno economico legato agli incentivi CIP 6/92,138 fungendo da catalizzatore di ingenti quantitativi di rifiuti indifferenziati, ha costituito, infatti, un disincentivo alla implementazione della raccolta differenziata”, ossia gli incentivi cip6 sono in contrasto contro una politica di raccolta differenziata.
Ma il più serio limite del sistema campano è costituito, si legge nella relazione, dalla insufficienza di impianti di compostaggio e trattamento della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU). La situazione è tale che pur attivando tutti gli impianti esistenti e quelli progettati ed in attesa di finanziamento, si potrebbe far fronte soltanto all’ 80% del fabbisogno richiesto per supportare una raccolta differenziata di appena il 35%.
Sotto questi profili, la Campania figura come un’anomalia nel panorama delle Regioni italiane, in quanto presenta la più alta percentuale di rifiuti sottoposti a trattamento meccanico-biologico insieme a una delle più basse percentuali di compostaggio dei rifiuti organici.
Scontri tra i manifestanti e la polizia a Terzigno (foto Andrea Baldo)
TERZIGNO (NAPOLI) - La lunga caccia ai compattatori di rifiuti e alle forze dell’ordine che li scortano trasforma la battaglia contro la discarica di Terzigno in una guerriglia urbana che sconvolge per ore i comuni vesuviani e penalizza l’immagine dei manifestanti pacifici. Alla fine non si contano piu’ gli scontri con lanci di pietre, aste di ferro e risposte con lacrimogeni in un continuo ping pong tra manifestanti e forze dell’ordine. La protesta, in alcune ore del giorno, sembra cambiare volto. Alle facce di tanti cittadini dei comuni vesuviani che chiedono di non essere ”condannati a morire” con l’apertura della seconda discarica in cava Vitiello a Terzigno, subentra il volto coperto da sciarpe e cappucci di centinaia di persone che spuntano da chissa’ dove. Alzano barricate alla rotonda di via Panoramica, ‘accolgono’ con il lancio di ogni tipo di oggetti – c’e’ anche chi parla di lanci di molotov – i camion che hanno sversato nella discarica Sari. I lanci rompono anche i vetri delle cabine di guida dei compattatori. Il momento piu’ drammatico nell’imbuto di via Nazionale Passanti. La via di fuga dei mezzi viene ostruita dai manifestanti. Gli autisti hanno appena il tempo di scendere e di scappare, poi cinque compattatori vengono bruciati ed alti tre danneggiati. Venti riescono a passare il blocco, altri quindici tornano indietro alla ricerca di una strada alternativa in un inseguimento senza fine con i gruppi piu’ violenti dei manifestanti. Un ragazzo finisce sotto un camion, per ore si diffonde la falsa voce che sia morto, per fortuna rimane ferito solo leggermente. Il bilancio che fornisce la questura di Napoli parla di 20 agenti contusi e 16 mezzi danneggiati. Il clima si fa pesante anche per diversi giornalisti e cineoperatori presenti sul posto. Secondo il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, c’e’ chi soffia sul fuoco. Domani la questione Terzignosara’ al centro di un vertice con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il sindaco di Terzigno, Domenico Auricchio, si dice fiducioso sulla possibilita’ di una soluzione positiva. A Boscoreale c’e’ chi brucia una bandiera tricolore, mentre il sindaco Gennaro Langella dice che con l’annuncio dell’apertura di cava Vitiello ha vinto la camorra, chiede alla magistratura di appurare se ci siano interessi dietro questo via libera e chiude per due giorni, per motivi di ordine pubblico le scuole cittadine. In mattinata infatti diversi genitori in preda al panico erano andati a prelevare i figli a scuola prima della fine delle lezioni dopo che si era sparsa la voce della presenza di un gruppo di persone in paese pronte a danneggiare sedi pubbliche ed esercizi commerciali. A Napoli la situazione, per effetto delle difficolta’ degli sversamenti dei rifiuti, restano a terra 1400 tonnellate di spazzatura. Mentre il sindaco Iervolino annuncia per domani importanti dichiarazioni sull’emergenza in citta’. Il fronte e’ caldo anche nelle altre province. Viene rimosso il blocco, nel Beneventano, al quale partecipa il sindaco di Sant’Arcangelo Trimonte, Romeo Pisani, che contesta contro il conferimento dei rifiuti da altre province nel suo territorio. Intanto Terzigno e i comuni vesuviani si preparano ad un’altra notte, dopo quella precedente, caratterizzata da scontri e da scene di panico per i cittadini in fuga nel tentativo di sfuggire ai lanci dei lacrimogeni, effettuati dalle forze dell’ordine in risposta ad ordigni rudimentali e pietre da parte di alcuni manifestanti. (ANSA)