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The Devil’s Candy: il Diavolo non veste Metal!

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The Devil’s Candy: il Diavolo non veste Metal!


di Danilo Piscopo

Quante volte abbiamo sentito dire: “Il Rock è la musica del  Diavolo!”Molto spesso si associa uno spirito occulto alle sonorità cupe, misteriose ed emotive che la musica Rock trasmette nei suoi dischi. E’ diventato uso comune abbinare l’immagine del solito caprone rabbioso (666) ai gruppi Metal più estremi e loro non sembrano disprezzarlo. The Devil’s Candy mette un freno a questa diceria e sembra urlare a squarciagola: “Noi non siamo il Diavolo!”

Infatti l’australiano Sean Byrne (Regista della pellicola) ci tiene a sottolineare, a differenza del suo famosissimo collega Rob Zombie che nel film Lords of Salem usa un motivetto industrial rock per richiamare all’ordine l’esercito di streghe assopite, come in realtà la musica sia l’unica salvezza alla follia delle tenebre. Uno squattrinato pittore metallaro, Jesse Hellman, decide di comprare casa insieme alla moglie e alla figlia adolescente Zooey (metallara a sua volta) in campagna, nella periferia di Austin in Texas. L’abitazione gli viene venduta ad un prezzo stracciato, in quanto fra quelle mura sono morte due persone anziane. Da quel momento in poi, Jesse, inizierà a dipingere quadri grotteschi raffiguranti bambini urlanti fra le fauci di un mostro famelico e tra i soggetti inquietanti del quadro, compare anche sua figlia avvolta dalle fiamme. Nello stesso momento, a fare visita alla “tranquilla” famigliola felice, è uno strano uomo calvo e sovrappeso di nome Ray, che tenta in ogni modo di intrufolarsi all’interno della casa.

Chiariamo subito che si sta parlando di un film di genere, in questo caso un thriller-horror, che funziona benissimo. Sean Byrne dimostra fin da subito di essere a suo agio alla regia di un film fatto di lunghe sequenze e scene di vita familiare cariche di tensione e angoscia. Se il  jumpscare è diventata l’unica difesa per registi mediocri di pellicole mediocri di questo genere, Byrne decide da subito di distaccarsene e fregarsene delle ombre che passano veloci sullo schermo e la musica sparata a tutto volume, non è fatta di questo la sua regia, ma bensì di montaggio e particolari. Un film quadrato, come si usa dire, che regala allo spettatore novanta minuti di tensione fino all’esplodere di un finale quasi da pelle d’oca (almeno per gli amanti della musica).

Ed è sicuramente la musica a fare da padrona nel film, con una playlist di tutto rispetto che va dai Metallica, Queen of the Stone Age e i Pantera. Bellissimi, inoltre, sono i dipinti di Jesse che restituiscono al film quell’anima dark e malinconica, presente già negli occhi di un eccezionale Ethan Embry (Jesse per l’appunto) e di un formidabile Pruitt Taylor Vince. Bravissima anche la piccola Kiara Glasco che abbiamo già potuto ammirare in Maps to the Stars di David Cronenberg.

Ovviamente il film, di stampo indipendente, ci è arrivato con ben due anni di ritardo e come al solito bisogna ringraziare la Koch Media per la distribuzione nel nostro paese. Sono sicuro di una cosa: The Devil’s Candy non deluderà lo spettatore amante del buon cinema di genere e che premierà il caro Sean Byrne che sembra, almeno con questo film, promettere bene anche per il futuro.

Voto: 4/5 stelle

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Dunkirk: l’eterno limbo di Nolan

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Dunkirk: l’eterno limbo di Nolan


di Danilo Piscopo

Esistono film di guerra e film che parlano della guerra. Si potrebbe quasi tracciare una linea verticale sulla  lavagna del cinema e spostare i film, che trattano di questo argomento, nella loro giusta colonna. Vorrei prendere come esempio soltanto due: Salvate il soldato Ryan e Orizzonti di Gloria. E mi sembra di aver detto già tutto.

Dunkirk è uno di quei film, secondo il mio parere, sospesi in un eterno limbo, come il finale di Match Point:  non sapremo mai da quale parte della linea si posizionerà il film. L’elemento visivo, ovviamente, fa da padrone in quanto Nolan è un maestro della sobrietà spettacolare, mai eccessivo nel mettere troppa roba nell’inquadratura da confondere lo spettatore che non sa mai dove guardare. Sorprendente (almeno per me) è stato l’uso del sonoro. Infatti sembra che Hans Zimmer in questo film si sia finalmente trattenuto e quel Mammut composto da massimo due note si sia in qualche modo assopito, addormentato per lasciare spazio ad una colonna sonora a tratti quasi minimale.  Un inizio spettacolare, girato con telecamera a spalla (si fa per dire, dato che ormai al cinema non trema quasi più niente) che segue uno dei protagonisti in un labirinto di stradine e vicoli, inseguito da pallottole che sembrano venir fuori dal nulla, fino al suo arrivo in spiaggia. Un inizio che sa di speranza, di buoni propositi per l’anno nuovo. Ma è solo l’inizio e di lì in poi la storia inizia ad ingarbugliarsi. Nolan decide che lo svolgimento del film dovrà essere ripreso da punti di vista differenti: terra, mare e cielo (come i reparti militari) e quindi i protagonisti diventano essenzialmente tre, più la partecipazione di  Kenneth Branagh, capitano della flotta inglese, che per tutto il film non fa altro che dispensare frasi retoriche e ad effetto. Un giochino, quello dei punti di vista, che dopo un po’ stanca e che rende il tutto confuso e difficile da seguire con chiarezza. Sarebbe stato più logico focalizzarsi sul solo punto di vista interessante della storia, quello del  soldato protagonista inglese Tommy che ne passa di tutti i colori. Il resto delle storie risultano un po’ forzate e a tratti inutili, come quella di Tom Hardy (non me ne vogliate).

Personalmente i miei timori erano tutti riposti nel finale, ancora sotto shock per la seconda parte approssimativa e deludente (a tratti ridicola) di Interstellar, fortunatamente con Dunkirk la cosa tende a migliorare, a fatica, ma migliora. Tecnicamente, in fondo, Dunkirk resta un film interessante, nonostante le estenuanti riprese di affondamento di navi, che dapprima incutono allo spettatore un senso di claustrofobia, ma che subito dopo diventano soltanto un copia e incolla senza alcun coinvolgimento emotivo. Altra cosa interessante è la angosciosa assenza/presenza di un nemico, che quasi come un fantasma (o comunque un elemento soprannaturale) sbuca dal cielo con rombo di motori assordante  lasciando lo spettatore inerme al pericolo incombente.

Dicevo che il finale stavolta non è certamente paragonabile a quello in Interstellar, ed è vero. Ma Nolan non ha voluto risparmiarci la solita assurda scena che puntualmente inserisce nei suoi film. Se per The Dark Knight tutti hanno ipercriticato la scelta di un Alfred attore per lo spot della Fernet Branca, diventando un Meme per l’eternità, qui, non con minor sorte, la scelta cade su un soldato che nel bel mezzo della battaglia pare si sia addormentato! per poi risvegliarsi, chiamato da Branagh, che gli suggerisce di ridestarsi  per non perdere la nave verso casa. Una scena che personalmente mi ha fatto rabbrividire e allo stesso tempo ridere fino a farmela nei pantaloni. Sarà voluta la scenetta comica? Chissà!

Credo che Nolan regista, sceneggiatore e produttore inglese, quindi europeo, sia nel corso di questi anni diventato fin troppo “americano” come direbbe Stanis La Rochelle, e che questo film, omaggio alla sua madre patria (presumibilmente) meritasse un approccio molto più europeo, per l’appunto. I misurati ma eclatanti effetti speciali, una regia barocca con eccessivi movimenti di macchina e una retorica tipica della scuola americana (quella delle Major almeno) rendono questo film, che poteva essere molto più interessante, una semplice pellicola d’intrattenimento, un blockbuster come tanti, ma con più stile. I fans si arrabbieranno molto per queste parole, ma spesso si tende ad esaltare le doti di un regista fino a credere che qualsiasi cosa produca possa essere in qualche modo arte, questo è il caso di Nolan, che resta, in ogni caso, uno dei migliori intrattenitori del panorama cinematografico contemporaneo, niente di più niente di meno.

Voto: 3/5 stelle

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Napoli, degustazione e Cinema allo Slash art

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Napoli, degustazione e Cinema allo Slash art


NAPOLI – Dopo il successo di dicembre con Christmas’ Edition, domenica 12 marzo 2017 alle ore 19.30 ritorna allo Slash art/msic , Food Track, l’aperitivo interattivo che fonde il cinema, la musica e l’arte culinaria in  un mix di generi, ritmi e sapori che esplodono in bocca come un piatto fusion.

Ideato da Antonia Fiorenzano e dall’allegra brigata del web magazine inFOODation, notizie di gusto, Food Track si rivolge a un pubblico di appassionati cinefili, cultori musicali, spettatori occasionali e chiunque desideri unire il piacere del palato con le emozioni date dalla settima arte. Le suggestioni di canzoni e score originali tratte dai film selezionati ispireranno Luigi Orlando, il nostro chef e sommelier, nella creazione di tapàs, preparate con prodotti di stagione, che verranno degustate in abbinamento al vino giusto per la serata.

La convivialità e l’interazione tra il pubblico sono gli ingredienti vincenti di Food Track grazie al divertentissimo game al quale i partecipanti, suddivisi in squadre, si scateneranno per tastare la loro conoscenza cinematografica. Conduttori del quiz, dove Facebook ha un ruolo fondamentale nello svolgimento della competizione a premio, sono i giornalisti Monica Iacobucci e Mimmo Caiazza che per il secondo appuntamento di Food Trackguideranno i giocatori – degustatori nell’universo di Quentin Tarantino, svelandone curiosità e aneddoti.

Le colonne sonore e le scene dei film di Tarantino stimoleranno lo chef nella realizzazione del menu che sarà proposto per omaggiare un regista che con la sua irriverenza e corrosività ha dato vita a un nuovo modo di fare cinema mescolando pulp, azione e humour nero, proprio come fanno i grandi chef nello sperimentare nuovi piatti.

Il costo del biglietto è di 10 euro. Per coloro che prenoteranno è previsto uno sconto di 2 euro.

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Cinema, musica e buon cibo arrivano il 18 dicembre allo Slash art/msic

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Cinema, musica e buon cibo arrivano il 18 dicembre allo Slash art/msic


NAPOLI – Domenica 18 dicembre 2016 alle ore 19,30 il nuovissimo Food Track approda allo Slash art/msic, via Vincenzo Bellini 45, Napoli.

Food Track è il format ideato da inFOODation, notizie di gusto il web magazine dell’agenzia di comunicazione Tarallucci & Vin che fonde il cinema, la musica e l’arte culinaria in un mix di generi, ritmi e sapori che esplodono in bocca come un piatto fusion.

Organizzato in sinergia con lo Slash art/msic, Food Track è un aperitivo interattivo e si rivolge a un pubblico di appassionati cinefili, cultori musicali, spettatori occasionali e chiunque desideri unire il piacere del palato con le emozioni date dalla settima arte. Le suggestioni di canzoni e score originali tratte dai film selezionati ispireranno Luigi Orlando, il nostro chef e sommelier, nella creazione di tapàs, preparate con prodotti di stagione, che verranno degustate in abbinamento al vino giusto per la serata.

La convivialità e l’interazione tra il pubblico sono gli altri “piatti” forti di Food Track. L’apericena è anche il pretesto per una divertente competizione a premio in cui le colonne sonore sono le protagoniste con un quiz al quale i partecipanti, suddivisi in squadre, sono invitati a prendere parte.

Food Track è un viaggio emozionale in cui la poesia dei suoni, il gusto e l’immaginazione sono gli ingredienti perfetti per una piacevole serata di cultura a 360° e rappresenta il primo di un ciclo di appuntamenti itineranti, con tematiche diverse e coinvolgenti per lo spettatore-degustatore.

Tema del primo evento di domenica 18 dicembre 2016 sarà il Natale con le soundtrack della cinematografia natalizia .

Il costo del biglietto è di 10 euro. La prenotazione è obbligatoria.

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The Nice Guys, Shane Black torna al cinema con Gosling e Crowe

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The Nice Guys, Shane Black torna al cinema con Gosling e Crowe


NAPOLI – Il 1 giugno è il giorno del ritorno sui grandi schermi di Shane Black che arriva al cinema con The Nice Guys. Uno dei papà dei buddy movie è pronto a riconquistare pubblico e critica con questa commedia poliziesca tutta da ridere. I protagonisti scelti sono Ryan Gosling e Russel Crowe, la strana coppia, che a sentire i pareri degli addetti ai lavori che hanno visto il film in anteprima a Cannes, convince parecchio, promette scintille, risate, scazzottate e inseguimenti lungo le strade della California degli anni ’70.

Gosling e CroweLa pellicola si inscrive nel gruppo di quei film che come Arma Letale, 48 Ore, Bad Boys e Kiss Kiss Bang Bang racconta non solo lo svolgimento dell’indagine ma anche l’amicizia che lega i due personaggi che hanno personalità, provenienza ed estrazione sociale totalmente differenti. In questo gioco delle parti Ryan Gosling è l’investigatore codardo, vigliacco e poco virile mentre a Russell Crowe spetta il ruolo del poliziotto dai metodi sbrigativi e poco ortodossi. I due dovranno collaborare per indagare sull’apparente suicidio di una celebrità del cinema a luci rosse, e sulla scomparsa di un’altra ragazza. Collocare la vicenda negli anni ’70 ha aiutato Shane Black a portare a termine il film visto che la sceneggiatura è pronta dal 2001 e la genesi della pellicola è stata molto travagliata. Solo nel 2010 e dopo il grande successo di Iron Man 3 i produttori hanno deciso di dare piena fiducia al regista nato a Pittsburgh.

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Förbjuden kärlek, Amore proibito: Il Cortometraggio a Villa San Michele

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Förbjuden kärlek, Amore proibito: Il Cortometraggio a Villa San Michele


CAPRIDomenica 15 maggio, alle ore 19,00, nella Cappella di Villa San Michele in Anacapri, sarà presentato il cortometraggio tratto dal documentario inedito  Förbjuden kärlek – Amore proibito del regista svedeseAnders Wahlgren.

Un film poetico e soprattutto un documento raro che mostra, per la prima volta, il medico e scrittore Axel Munthe, normalmente molto schivo e riservato, in veste di protagonista, insieme alla sua paziente prediletta, laRegina Vittoria di Svezia.

Filmati dimenticati negli archivi per quasi cent’anni, mescolati a immagini ufficiali tratte da cinegiornali, ambientati nei luoghi più rappresentativi della parte alta dell’isola azzurra: Villa San Michele e la Torre di Materita.

anders wahlgren-ph cecilia-nabo

Anders Wahlgren

Attraverso le foto della regina Vittoria, fotografa professionista, possiamo seguire le loro passeggiate nella natura selvaggia della Capri di allora, spesso in compagnia degli amati cani, oppure durante le gite in barca a vela nel Golfo di Napoli. Altre riprese provengono dal Monte Barbarossa, che fu acquistato da Axel Munthe per proteggere gli uccelli dai cacciatori.

Il finale del film contiene immagini del medico svedese a Solliden, la residenza estiva della regina, e al Castello Reale di Stoccolma.

Il cortometraggio, che andrà ad arricchire il percorso museale di Villa San Michele, è stato prodotto nel 2016 dalla Suecia Film con il sostegno della Fondazione Axel Munthe Villa San Michele, la Barbro Osher Foundation e la Fondazione Re Gustav VI Adolf per cultura svedese.

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Zona d’ombra, la storia dell’uomo contro l’America

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Zona d’ombra, la storia dell’uomo contro l’America


NAPOLI (di Sabina De Silva) – Se siete alla ricerca di un film appassionante, emozionante – senza mai scendere nel patetico – “Zona d’ombra” è la scelta giusta per il week end.

“Zona d’ombra” è la storia dell’uomo che decise di sfidare una delle organizzazioni sportive più potenti al mondo: il neuropatologo nigeriano Bennet Omalu, che scoprì la CTE  (encefalopatia cronica traumatica), malattia degenerativa che colpisce soprattutto i giocatori di football.

Tutto pZona d’ombra - filmarte dalla morte di Mike Webster, stella del foootball che a 50 anni, senza motivi apparenti, inizia a dare segni di squilibrio accompagnati da atteggiamenti violenti ed autolesionistici che da lì a breve lo porteranno al suicidio. Omalu comincia ad interessarsi al caso, e dopo varie analisi e la morte di un altro giocatore in circostanze simili, arriva a capire che cioè che ha colpito entrambi gli atleti è una malattia degenerativa che intacca il cervello, causata dai ripetuti colpi alla testa che i giocatori subiscono sul campo.
Omalu intraprende così la sua battaglia per portare all’attenzione pubblica il problema e per convincere la NFL, la maggiore lega di football americano, a prendere maggiori precauzioni per la salute degli atleti.

La strada si rivelerà essere tutta in salita ed il dottor Omalu si troverà ad affrontare i dilemmi, le minacce e l’ostruzionismo dettati sia dalle sue origini “non americane” sia dai notevoli problemi che la sua scoperta porterà alle lobby sportive.
Forse il bello del film sta proprio nell’essere riuscito a raccontare una storia vera trasmettendo tutta la frustrazione e gli sforzi di Omalu, che si ritrova da solo a combattere la sua battaglia.
A concorrere alla bellezza del film è sicuramente anche l’interpretazione di Will Smith nei panni del neuropatologo: non è più l’attore che possiamo ricordarci in “Bad Boys” o “Man in Black”, ogni suo nuovo film sembra scandire le tappe della sua crescita artistica, portandolo ad essere più maturo e più consapevole dei ruoli che si trova ad interpretare.

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Tornano i CINEMA DAYS, tutti i film a 3 euro

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Tornano i CINEMA DAYS, tutti i film a 3 euro


NAPOLI (di Gennaro Auricchio) – Dall’11 al 14 aprile tornano i #CinemaDays, l’evento che consente di andare al cinema pagando il biglietto solo 3 euro per tutti i film in 2D e 5 euro per tutti i film in 3D.
L’iniziativa promossa da ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive), ANEM (Associazione Nazionale Esercenti Multiplex ), ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema) e sostenuta dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, torna dopo il grandissimo successo di ottobre 2015.

Cinema DaysI numeri parlano chiaro: quando i prezzi dei film si abbassano gli italiani si catapultano nelle sale. 1 milione 800 mila spettatori in 4 giorni per i giorni del cinema dello scorso anno, un risultato che fa bene a tutti, ai distributori e ai produttori, a chi gestisce le sale, agli addetti ai lavori ma soprattutto a chi il film lo guarda e che, con i prezzi che di solito ci sono nelle sale, non può permettersi di andare spesso. L’anno scorso, a chi acquistava i biglietti durante i #CinemaDays, venivano date delle agevolazioni anche per i giorni seguenti creando così un flusso economico che ha avuto conseguenze positive sul botteghino anche una volta finita l’iniziativa.
Tantissime anche le pellicole in uscita proprio in quei giorni tra cui: Veloce come il vento con Stefano Accorsi, Nonno scatenato con Robert De Niro e Mister Chocolat con Omar Sy.
Queste sono le sale cinematografiche campane che hanno già aderito all’iniziativa. Per tutte le altre info visitate pure il sito http://www.cinemadays.it

  • THE SPACE NAPOLI Viale Giochi del Mediterraneo, 36, Napoli NA
  • UCI CINEMAS CASORIA Via Cimiliarco, 3 Casoria, NA
  • UCI CINEMAS CINEPOLIS Uscita autostrada Caserta Sud Centro Commerciale Campania presso piazza Campania- Marcianise, Caserta
  • THE SPACE CASAMASSIMA Via Noicattaro, 2, Casamassima
  • THE SPACE NOLA Centro Commerciale Vulcano Buono, Località Boscofangone, 80035 Nola NA
  • THE SPACE SALERNO Via Antonio Bandiera, Salerno SA-
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Men and War, in anteprima a Napoli

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Men and War, in anteprima a Napoli


NAPOLI – La rassegna ASTRADOC 2016 – viaggio nel cinema del reale, organizzata da Arci Movie, Parallelo 41 Produzioni, Coinor e Università degli Studi di Napoli Federico II, con il patrocinio del Comune di Napoli, venerdì 11 marzo 2016, ore 21 al cinema Astra in via Mezzocannone 109, propone una serata – evento con la proiezione del film documentario OF MEN AND WAR (in v.o. con sottotitoli in italiano) e la presenza del regista Laurent Bécue-Renard insieme al Console Generale di Francia a Napoli, Jean-Paul Seytre.

foto 1 of men and warLa proiezione del film è preceduta dal video, “Oreste Zevola, disegnare il cinema” che raccoglie una sequenza di disegni che l’artista aveva eseguito, tra Napoli e Parigi, per la realizzazione dei manifesti dei film, “De guerre lasses” e “Of Men and War” di Laurent Bécue-Renard. Il video è prodotto dall’associazione archivio Oreste Zevola.

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Filmap: E’ on line il bando di selezione per gli Atelier

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Filmap: E’ on line il bando di selezione per gli Atelier


NAPOLI – Nella scorsa edizione, il progetto FILMaP, sostenuto da Fondazione CON IL SUD nell’ambito del bando “Progetti Speciali e Innovativi 2010”, ha raggiunto risultati significativi: 18 corti nei Movielab nelle scuole (è in corso il web contest su Facebook), 12 brevi documentari degli Atelier (visibili dal 5 marzo sul canale VOD di FILMTV), mentre sono in produzione 4 lungometraggi.

leonardo di costanzo e allieviPer il secondo biennio FILMaP 2016-17, Arci Movie promuove le attività in modo indipendente con un sostegno di Intesa San Paolo (fondo di beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale), Fondazione CON IL SUD e Consolato Generale degli Stati Uniti per il Sud Italia.
Il progetto è realizzato con l’adesione delle società di produzione di Indigo film, Teatri Uniti, Figli del Bronx e Parallelo 41 Produzioni, delle associazioni nazionali Doc/it- documentaristi italiani e UCCA – Unione dei Circoli Cinematografici Arci, della Mediateca Il Monello di Napoli e di numerosi istituti scolastici del territorio.
Per accedere agli Atelier di cinema del reale, come lo scorso anno, è stato pubblicato un bando (con scadenza 4 aprile 2016) visibile all’indirizzo www.centrofilmap.it. Su tutto il territorio nazionale verranno selezionati 8 giovani partecipanti tra i 20 e i 32 anni.
Il percorso formativo (direttore pedagogico Leonardo Di Costanzo) si articola in due momenti (tra aprile e novembre 2016 con una pausa estiva) e un’appendice (tra dicembre 2016 e aprile 2017). La prima fase è dedicata alla Formazione e alla realizzazione di corti documentari con i docenti Alessandro Rossetto, Bruno Oliviero, Carlotta Cristiani. A seguire ci sarà la fase della Scrittura, dove si lavorerà alla stesura di progetti di documentari attraverso masterclass con professionisti del settore come i produttori Carlo Hintermann e Paolo Benzi, i registi Michelangelo Frammartino e Massimo D’Anolfi, ma anche critici e direttori di festival come Luca Mosso, Luciano Barisone e Maria Bonsanti. La fase di appendice è rappresentata dallaProduzione: due dei progetti scritti saranno selezionati e prodotti da FILMaP con due società di produzione nazionali.
“FILMaP è stata una scommessa a cui ho partecipato credendoci – dichiara Leonardo Di Costanzo, regista vincitore di un David di Donatello, direttore pedagogico FILMaP – ora sono in produzione 5 film degli allievi del primo corso, un gran bel risultato. Anche per quest’anno mi auguro che arrivino a Ponticelli giovani provenienti da tutta Italia, a unire i loro gli sguardi sulla realtà per raccontarla”.
FILMaP è per Arci Movie un punto di ripartenza fondamentale in cui si incrocia simbolicamente tutta la storia sociale ed educativa, oltre che “cinematografica” dell’associazione: il costante lavoro di educazione con le scuole, la prospettiva della media education, il radicamento territoriale, la voglia di far emergere giovani talenti”, Roberto D’Avascio, Presidente Arci Movie

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