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L’esplorazione  spaziale di Marte: “da Schiaparelli allo sbarco dell’uomo sul pianeta rosso”

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L’esplorazione spaziale di Marte: “da Schiaparelli allo sbarco dell’uomo sul pianeta rosso”


NAPOLI (Portici) – Mercoledì 08 marzo alle ore 17:30, presso il bene confiscato alla camorra di Villa Fernandes in via Diaz, 144 a Portici (Na),  nuovo appuntamento del  Portici  Science  Cafè.  L’incontro,  dal  titolo

L’esplorazione  spaziale  di  Marte: da Schiaparelli allo sbarco dell’uomo sul pianeta rosso”, avrà come ospite la ricercatrice Francesca Esposito dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) c/o l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte (Na).

«In occasione della Giornata internazionale della donna, l’8 marzo, il Portici Science Cafè ospita una ricercatrice che pur essendo giovane, e non in fuga da Napoli, riesce a partecipare a progetti internazionali contribuendo così a contrastare lo stereotipo di genere per cui le donne hanno poca attitudine rispetto alle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche. L’argomento della conversazione sarà l’esplorazione di Marte (il pianeta rosso), il ruolo svolto dall’Europa, dall’Italia e da Napoli in particolare », afferma l’ing. Vincenzo Bonadies, animatore del Portici Science Cafè.

Francesca Esposito è ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) presso l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte, dove si occupa dello studio e dell’esplorazione spaziale dei corpi rocciosi del Sistema Solare ed in particolare del pianeta Marte. È stata responsabile scientifico della stazione meteorologica DREAMS a bordo del lander Schiaparelli della recente missione su Marte “ExoMars”.

 

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Napoli, camorra in prima fila:”Tornano i venditori abusivi”

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Napoli, camorra in prima fila:”Tornano i venditori abusivi”


NAPOLI – «Alla Duchesca, nella zona della Maddalena e a piazza Garibaldi si è verificato quello che ci aspettavamo. Appena si è diradato il clamore mediatico attorno alla vicenda del commerciante sul punto di chiudere per aver osato denunciare la presenza dei venditori abusivi gestiti dalla camorra tutto è ritornato come prima. I venditori abusivi sono tornati al loro solito posto, incuranti degli appelli di questa amministrazione demagogica che non sa fare altro che proclami vuoti e senza senso.

Armando Coppola

La presenza di un gran numero di venditori abusivi che, è ormai risaputo, alimentano le casse della criminalità organizzata comprando e rivendendo merce falsa, rappresenta uno dei colpi più forti assestati all’economia legale. Se non si contrasta questo fenomeno il rischio è di vedere altri negozi chiudere ed altre famiglie senza lavoro. Noi avevamo proposto l’adozione di un progetto che servisse a regolamentare i mercati in zona. Il nostro piano mercati non è mai stato nemmeno preso in considerazione dal Comune di Napoli».

Così Armando Coppola, presidente dell’associazione Napoli in Sinergia, sul tema dei mercatini del falso in piazza Garibaldi

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Boss chiede 100mila euro a una giornalista, “Piena solidarietà a Covella”

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Boss chiede 100mila euro a una giornalista, “Piena solidarietà a Covella”


NAPOLI – “Piena solidarietà a Giuliana Covella da rappresentante delle Istituzioni e da giornalista” è stata espressa dal consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli.

“Così come confermato anche dalla Federazione nazionale della Stampa, la richiesta di 100.000 euro di danni da parte del boss pentito della camorra, Giuseppe Misso, pare un tentativo di mettere il bavaglio a un cronista visto che, sia nell’articolo pubblicato da Il Mattino che nel libro dedicato alla strage del Rapido 409, non ci sono elementi tali da avvalorare una richiesta del genere” ha aggiunto Borrelli sottolineando che “nell’articolo il boss non è citato e nel libro è riportato che è stato poi assolto dopo la condanna in primo grado per la strage”.

“Purtroppo, fare il giornalista in certe zone è particolarmente difficile e i tentativi di far tacere chi vuole far emergere la verità o raccontare certe storie sono tantissimi” ha continuato Borrelli, insieme ai consiglieri comunali Stefano Buono e Marco Gaudini, per i quali “non sempre si deve arrivare a vere e proprie minacce o a ferimenti e uccisioni, a volte, per ottenere lo stesso risultato, basta anche sfruttare le possibilità che ti offre la legge e avviare una causa da centinaia di migliaia di euro in grado di mettere in ginocchio un media e spingere i giornalisti a non occuparsi di determinate questioni”.

“Per questo, di fronte a casi del genere, è necessario far sentire tutta la solidarietà possibile ai giornalisti finito nel mirino di chi non ama la verità” hanno concluso i rappresentanti dei Verdi, ribadendo “la piena disponibilità a sostenere, politicamente e istituzionalmente, la battaglia di Giuliana Covella”.

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“Un popolo in Cammino” contro la camorra, Ivo Poggiani: “Abbiamo messo insieme la società civile”

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“Un popolo in Cammino” contro la camorra, Ivo Poggiani: “Abbiamo messo insieme la società civile”


NAPOLI – Per ivo Poggiani, leader del movimento “Un popolo in cammino” e neoeletto Presidente alla III municipalità si può vincere con unità di intenti, “unico modo” dice, per avere un risultato positivo. “Un risultato importante a seguito di un braccio di ferro col Governo – dice Poggiani – è il progetto di scuole aperte il pomeriggio; ancora non abbiamo risposte certe, ma siamo sicuri che otterremo il risultato altrimenti non esiteremo a lanciare una mobilitazione concreta su Roma che sarà da stimolo al Governo”.

No alla CamorraPer il Movimento “Un Popolo in Cammino” la speranza del cambiamento c’è ed il popolo napoletano ne percepisce le intenzioni. “I cambiamenti sociali così radicali non avvengono in modo repentino – aggiunge Poggiani – ma c’è bisogno di tracciare il percorso con piccoli passi”. Una mobilitazione importante domani a Ponticelli dimostra che la gente vuole il cambiamento: “Saremo domani in massa a Ponticelli contro la camorra – continua Poggiani – così comne siamo stati a Scampia ed alla Sanità, nei quartieri dove è più evidente la sofferenza alla criminalità”. Per Poggiani “Il Movimento rappresenta qualcosa che va oltre la fiaccolata, ma che vuole invece raggiungere obiettivi concreti”.

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Duplice omicidio a Ponticelli, ucciso il boss dei “Barbudos”

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Duplice omicidio a Ponticelli, ucciso il boss dei “Barbudos”


Raffaele Cepparulo, BarbudosNAPOLI – Duplice omicidio a Ponticelli (Na). Un uomo è morto sul colpo, l’altro è deceduto al suo arrivo in ospedale. L’agguato di stampo camorristico, è avvenuto nella periferia est di Napoli in via Cleopatra, lotto zero, a due passi da case e negozi. Secondo le prime indiscrezioni non confermate dagli inquirenti, una delle due vittime potrebbe essere Ciro Colonna. L’altro uomo è stato trasportato in condizioni gravi presso la clinica villa Betania, dove è morto poco dopo. Sul posto i carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli.

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[Il video] Bene confiscato alla Camorra, De Magistris balla la Taranta

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[Il video] Bene confiscato alla Camorra, De Magistris balla la Taranta


NAPOLI – Bene confiscato alla camorra Selva Lacandona a Chiaiano. Il Sindaco De Magistris si lascia coinvolgere in una taranta ed è polemica su Facebook.

 

 

Il Video 

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Bene confiscato alla criminalita’ e ridato alla cittadinanza arzanese

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Bene confiscato alla criminalita’ e ridato alla cittadinanza arzanese


NAPOLI – Il bene confiscato di Corso D’Amato, 78/80, sarà gestito dalle delle associazioni arzanesi: “dal basso”, “Movimento Vivace”, “Aria Pulita”, “Legambiente Arzano piccole e grandi iniziative” e “Baracca dei Buffoni”, la una struttura lasciata al degrado, è stata sottratta definitivamente alla criminalità organizzata, con il progetto “ex-macelleria sociale” valutato idoneo dal “Consorzio Sole”, Ente Provinciale nato per istruire i processi di assegnazione dei beni confiscati.

Macelleria, bene confiscato ad ArzanoSabato 23, le associazioni aspettano tutti i cittadini per cominciare un nuovo percorso insieme.  Servono scope e palette, ma soprattutto tanta volontà nel cambiare lo stato delle cose! L’ingresso alla struttura è da via G. Pascoli, traversa di Via Verdi (Teatro Eduardo).

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Marcia Anticamorra, Coppola: “Non parteciperò, inutile passerella”

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Marcia Anticamorra, Coppola: “Non parteciperò, inutile passerella”


 

NAPOLI – «Non parteciperò alla protesta di domani a piazza Dante, perché sarà la solita passerella per i “professionisti delle marce”, come padre Alex Zanotelli e il sindaco Luigi de Magistris, che saranno davanti agli striscioni pronti a farsi immortalare dai flash dei fotoreporter per uscire l’indomani sui giornali. Intanto ci sarà un altro morto ammazzato».

Armando Coppola

Armando Coppola

Lo dichiara in una nota Armando Coppola, presidente della IV Municipalità, che non aderirà alla marcia “Un popolo in cammino” contro la camorra prevista per domani. «Questo tipo di manifestazioni pubbliche non hanno più senso ormai – spiega Coppola – nulla è cambiato in tutti questi mesi. Dalla morte di Luigi Galletta, ai primi di agosto, siamo arrivati a quella di Genny Cesarano, di soli 17 anni e di sicuro altri innocenti finiranno sotto i colpi della camorra, finchè non si interverrà con atti concreti. Quali? Occupare gli spazi. A partire dalle aree mercatali che sono in mano alla camorra, regolarizzandole e affidandole a giovani che, in tal modo, si sottraggono alla manovalanza della “Società Camorra Spa”. Riducendo le tasse, incentivando la creazione di cooperative per il turismo e al sindaco dico: invece di stare sempre in passerella, faccia scendere in strada quel 40% di vigili urbani “imboscati” negli uffici e che siano pronti a sanzionare le auto in doppia fila nelle zone più trafficate della città».

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Camorra, Dia sequestra beni per 5 mln a clan Fabbrocino

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Camorra, Dia sequestra beni per 5 mln a clan Fabbrocino


NAPOLI –  La Direzione investigativa antimafia di Napoli ha sequestrato beni, su mandato del tribunale partenopeo, a Giovanni Fabbrocino, figlio del boss Mario, detto ‘o gravunaro, detenuto in regime duro e condannato per l’omicidio del figlio del capoclan Raffaele Cutolo, anche lui detenuto, che era diventato reggente proprio della cosca Fabbrocino.

Pistola, camorra, clanA marzo scorso Giovanni Fabbrocino era stato colpito da una misura cautelare con altri 11 indagati, alcuni dei quali esponenti apicali del suo gruppo attivo nei comuni di Nola, San Giuseppe Vesuviano, San Gennaro Vesuviano, Somma Vesuviana, Palma Campania, Camposano. La misura di prevenzione rappresenta la prosecuzione delle investigazioni che hanno certificato l’attuale operatività’ del clan Fabbrocino, il cui ‘impero’ economico e’ legato alla gestione di attività’ commerciali e imprenditoriali riconducibili al vertice dell’organizzazione criminale. Il figlio del boss è, secondo le indagini degli uomini del capocentro Giuseppe Linares, il titolare occulto e gestore di fatto della Gifra S.r.l., societa’ di fornitura del calcestruzzo, e della G.F. S.r.l., azienda del settore florovivaistico . Sigilli a quote sociali e beni strumentali per complessivi circa cinque milioni di euro della Gifra, della G.F. e per la Raf. srl che opera nel produzione di conglimerati cementizi e bituminosi.

L’indagine ha provato che dal 2007 al 2012 queste società’ rappresentano la continuazione, attraverso la costituzione di nuove compagini, del modus operandi dell’imposizione camorristica del calcestruzzo già compiuta dal boss attraverso l’impresa di calcestruzzo La Fortuna, per la quale fu eseguito un sequestro. Il calcestruzzo e’ uno strumento per mascherare estorsioni attraverso l’imposizione delle forniture, con un listino sensibilmente maggiorato rispetto ai prezzi normalmente praticati da omologhe imprese.

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Camorra, arrestato boss latitante a Latina

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Camorra, arrestato boss latitante a Latina


NAPOLI – I carabinieri hanno individuato e catturato Michele Cuccaro, boss dell’omonimo clan tra i più potenti dei quartieri a est di Napoli e dei comuni limitrofi.

Il 48enne si nascondeva in un casolare di campagna a Latina. Michele Cuccaro, 49enne napoletano‚ ritenuto elemento di vertice dell’omonimo clan attivo nei quartieri a est della provincia di Napoli. Era ricercato dal luglio del 2013 e latitante dal novembre dello stesso anno. Era inserito dal ministero dell’Interno nell’elenco dei latitanti più pericolosi. I militari gli hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare per associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, traffico di stupefacenti, contrabbando e altro. Il 21 giugno scorso venne arrestato a Napoli il fratello Luigi Cuccaro, era latitante anche lui, i carabinieri lo stanarono di notte nel quartiere Barra di Napoli. La folla tentò di impedire ai carabinieri di portarlo via.

CarabinieriMichele Cuccaro è il più anziano dei fratelli che reggono una cosca attiva prevalentemente nel ‘settore’ della droga e delle estorsioni, e la sua cattura, sottolinea il tenente colonnello Antonio Petti, che dirige il gruppo di Torre Annunziata che ha effettuato le indagini e l’arresto, costituisce “un colpo importante” al clan. L’ex latitante era in compagnia di un familiare donna nell’appartamento in un casolare di Cisterna di Latina in cui e’ stato individuato e arrestato. La pistola che impugnava era una calibro 22, sulla quale sono in corso analisi per stabilirne la provenienza. In questi due anni, ha vissuto sotto traccia, adottando molte precauzioni per evitare di essere stanato dagli investigatori. A lui sono state notificate quattro misure cautelari, due per omicidio, episodi che risalgono al 1998 e al 1997, una per associazione a delinquere di stampo mafioso e un’altra per inottemperanza alle prescrizioni che aveva da sorvegliato speciale. Indagini in corso anche sugli appoggi di cui ha goduto in questo periodo di latitanza nel Lazio.

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