Super Dybala nella ripresa: Juve batte Chievo 3-0

di Gianpaolo Rispoli

La Juve resta a punteggio pieno dopo tre giornate e conferma di essere la principale candidata per la vittoria finale dopo i sei scudetti di fila. Rimandato l’esperimento di Allegri che, inizialmente, ha schierato per la prima volta un 4-3-3 che non ha garantito fluidità alla manovra e non ha permesso ai bianconeri di esprimersi al meglio come era accaduto nelle scorse giornate. Significativo ed emblematico l’ingresso di Dybala nella ripresa ed il ritorno al 4-2-3-1, che ha permesso agli uomini di Allegri di ritrovare quegli automatismi che sembravano smarriti nella prima frazione di gioco, e di portare agevolmente a casa i tre punti.

La cronaca – Formazioni: Juventus (4-3-3): Szczesny; Lichtsteiner, Rugani, Benatia, Asamoah; Sturaro (dal 30’ s.t. Bernardeschi), Pjanic, Matuidi; Douglas Costa (dal 9’ s.t. Dybala), Higuain, Mandzukic (dal 38’ s.t. Bentancur).
Chievo (4-3-1-2): Sorrentino; Cacciatore, Dainelli, Gamberini, Gobbi; Castro, Radovanovic, Hetemaj (dal 23’ s.t. Rigoni); Birsa; Pucciarelli (dal 21’ s.t. Pellissier), Inglese (dal 30’ s.t. Leris).
Allegri lancia per la prima volta dal primo minuto i nuovi Szczesny, Matuidi e Douglas Costa, lasciando a riposo Dybala e Buffon, mentre Maran risponde col suo classico 4-3-1-2 con Pucciarelli unico nuovo innesto in campo rispetto all’anno passato.
I primi 10’ scorrono senza emozioni, con una Juve molto aggressiva ed un Chievo ben messo in campo che concede pochissimi spazi. Bisogna aspettare il 17’ per assistere alla prima occasione della partita, che coincide col vantaggio bianconero: Pjanic mette in mezzo su punizione e Hetemaj, con uno sciagurato colpo di testa, manda il pallone alle spalle del proprio portiere. Al 23’ Sorrentino impedisce alla palla di finire in rete dopo un cross di Lichtsteiner deviato da un difensore. La prima vera occasione per il Chievo arriva al 26’, quando Radovanovic con un bel destro su punizione impegna Szczesny, che respinge centralmente e viene salvato dal provvidenziale intervento di Benatia ad anticipare l’attaccante avversario. Un minuto dopo, su ribaltamento dopo un calcio d’angolo, è Pjanic a sfiorare il gol del raddoppio con un gran destro da fuori che viene deviato da Sorrentino e poi scheggia la traversa. Al 42’ nuovo squillo del Chievo con un sinistro da lontano di Birsa che termina alto di poco. Poco prima del termine della prima frazione ci prova anche Pucciarelli, ma il suo destro viene agevolmente bloccato da Szczesny.
Nella ripresa inizia bene il Chievo che prova a mettere in difficoltà la Juve con un prolungato possesso palla, pur non riuscendo a creare grandi pericoli. La svolta della partita si ha al 54’, quando Allegri inserisce in campo Dybala al posto di Douglas Costa. Quattro minuti più tardi, infatti, la Juve trova il raddoppio grazie ad un gol di Higuain, al termine di una bella triangolazione con Pjanic e lo stesso Dybala. Il clivensi provano a riaprire la partita al 65’ con Birsa, ma il suo sinistro termina fuori. Al 71’ Dybala supera due avversari e calcia col sinistro, la palla esce di pochissimo alla sinistra di Sorrentino. Il Chievo ci prova prima con Pellissier al 78’ e poi con Birsa all’80’, senza però trovare fortuna. Così, tre minuti più tardi, è Dybala a chiudere il match con un gol straordinario: l’attaccante argentino parte sulla destra, salta due avversari accentrandosi e piazza il pallone col sinistro nell’angolino basso dove Sorrentino non può arrivare. La partita termina senza ulteriori emozioni e Allegri può esultare per la terza vittoria consecutiva.
Le due facce della medaglia – Dybala ha regalato spettacolo e ha confermato ancora una volta di essere uno dei migliori giocatori al mondo, ribaltando completamente il gioco della Juve che fino al momento del suo ingresso in campo aveva mostrato un palleggio sterile e poca qualità in mezzo al campo, eccezion fatta per qualche bella giocata di Pjanic. Un’arma sicuramente straordinaria per Allegri, che può però anche rappresentare un problema: la possibile dipendenza della sua squadra dal talento argentino. Finché “La Joya” sarà in forma e a disposizione, comunque, il tecnico Toscano non avrà da preoccuparsi, ma, dopo un pomeriggio del genere, va sicuramente considerata l’altra faccia della medaglia, e solo il tempo dirà ad Allegri se questa Juve può effettivamente fare a meno di uno dei più grandi talenti del calcio mondiale.

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