Sanità nel caos, tutti contro tutti: è guerra di ricorsi

NAPOLI (di Marisa La Penna, Attilio Iannuzzo – Il Mattino) – Un esposto alla Corte dei Conti contro la Regione. Verrà presentato dalla FederLab Italia – l’associazione dei centri privati accreditati – nei prossimi giorni. Ne ha dato notizia ieri il senatore Vincenzo D’Anna, nel corso di una conferenza stampa. L’esposto trae origine dalla recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità della norma che vietava il pignoramento delle risorse assegnate alle Asl da parte dei centri privati accreditati, beneficiari di titolo esecutivo.

Medici, terapia, cura, farmaci«La sentenza – ha detto D’Anna – evidenzia il danno che la Regione e le Asl hanno prodotto nella misura in cui sono state assolutamente inadempienti, non solo rispetto ai protocolli sottoscritti con le associazioni di categoria, ma anche per quanto riguarda il pagamento dei decreti ingiuntivi definitivamente esecutivi, rispetto ai quali in presenza della impignorabilità sono maturati ulteriori interessi». Con l’esposto, pertanto, l’associazione denuncia «l’inadempienza della Regione e il danno erariale che si è venuto a creare». I centri privati, come abbiamo anticipato nei giorni scorsi, sono intanto, pronti alla serrata. Sotto accusa è finito anche il recente decreto regionale numero 88/2013 con il quale Palazzo Santa Lucia ha fissato i limiti di spesa e i volumi di prestazioni per le strutture ambulatoriali private accreditate. Decreto, che per il leader di FederLab «presenta notevoli criticità e quindi è illegittimo». Già dall’altra sera, intanto, si stanno accreditando gli stipendi ai dipendenti della Asl Napoli 1. In una nota di Cgil, Cisl, Uil e Fials è scritto: «Esprimiamo apprezzamento per l’operato del direttore generale della Asl Napoli 1 centro nella gestione della vicenda relativo al blocco degli stipendi per avere utilizzato tutti gli strumenti a disposizione per impedire il mancato pagamento degli emolumenti. Nonostante ciò, il Tesoriere Banco di Napoli, avvalendosi anche di una inesatta interpretazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 186/2013 ha perseguito solo interessi unilaterali, pretendendo ed ottenendo da parte del dg un provvedimento con cui lo stesso si è dovuto impegnare a garantire, a fronte di una anticipazione di cassa, interessi altissimi che inevitabilmente graveranno sul bilancio aziendale». E la nota Cisl: «Chiediamo a Caldoro di proseguire sulla strada del nuovo sistema di pagamenti arretrati con una cassa regionale separata che sicuramente si potrà rivelare uno strumento idoneo a garantire la certezza dei pagamenti alle Asl che a loro volta potranno effettuare la rimunerazione degli stipendi ai lavoratori del privato e del pubblico e la stessa erogazione dei servizi sanitari». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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