Rifiuti, in 20mila al corteo per salvare “Terra dei fuochi”

NAPOLI – Uniti dall’obiettivo di salvare la Terra dei fuochi, ma divisi sugli interventi da mettere in campo. Il corteo organizzato a Napoli dal blogger e attivista Angelo Ferrillo porta in strada oltre 20 mila persone, facendo pero’ emergere le diverse sensibilita’ sulle priorita’ per i territori del Casertano e per l’area a nord di Napoli. Fermare il flusso dei rifiuti e impedire i roghi tossici, chiedono gli organizzatori, perche’ sarebbe “inutile bonificare se si continua a sversare”. Per Ferrillo le bonifiche “interessano alla politica e all’imprenditoria ignorante per speculare sulle tante risorse che stanno per arrivare”.

Terra dei fuochi, protesta a Napoli
Terra dei fuochi, protesta a Napoli

Un messaggio lanciato ripetutamente durante il corteo che ha attraversato il centro cittadino, senza bandiere e simboli di partiti, come avevano chiesto gli organizzatori. La rabbia dei partecipanti, arrivati da tutte le province campane e da altre regioni (c’e’ anche un gruppo di No Tav e di ragazzi arrivati da Taranto) si e’ manifestata con i cori “assassini” e con i tanti striscioni con cui si diceva no agli inceneritori e alle discariche. I primi segni di una frattura sono arrivati con la scelta di non partecipare alla manifestazione da parte del parroco di Caivano, Maurizio Patriciello, che negli ultimi tempi e’ stato il riferimento della battaglia sulla Terra dei fuochi. “Ci dispiace – ha
spiegato Ferrillo – ma a noi interessano i cittadini e le idee e non abbiamo bisogno di eroi”. La spaccatura si e’ consumata in Piazza del Plebiscito, quando i rappresentanti di molti comitati hanno contestato Ferrillo e minacciato di boicottare l’iniziativa se non fossero stati autorizzati a parlare.

Dopo i fischi e le proteste, sono riusciti a salire sul palco e in molti, da quelli del ‘No al termovalorizzatore di Giugliano’ al comitato contro la discarica di Terzigno, hanno invece chiesto “subito le bonifiche, che vanno fatte nel modo giusto”. Ferrillo ha ripreso il microfono e ha provato a ricompattare il fronte, chiamando alle proprie responsabilita’ le procure e lo Stato e annunciando il boicottaggio di banche, imprese e giornali che a suo modo di vedere “non dicono la verita’ perche’ asserviti ai padroni”. I dissensi non si sono placati e, diversamente da quanto annunciato, il corteo non ha raggiunto il palazzo della Regione a Santa Lucia.

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