Rifiuti: caccia ai compattatori, guerriglia nel vesuviano

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Scontri tra i manifestanti e la polizia a Terzigno (foto Andrea Baldo)

TERZIGNO (NAPOLI)  – La lunga caccia ai compattatori di rifiuti e alle forze dell’ordine che li scortano trasforma la battaglia contro la discarica di Terzigno in una guerriglia urbana che sconvolge per ore i comuni vesuviani e penalizza l’immagine dei manifestanti pacifici. Alla fine non si contano piu’ gli scontri con lanci di pietre, aste di ferro e risposte con lacrimogeni in un continuo ping pong tra manifestanti e forze dell’ordine. La protesta, in alcune ore del giorno, sembra cambiare volto. Alle facce di tanti cittadini dei comuni vesuviani che chiedono di non essere ”condannati a morire” con l’apertura della seconda discarica in cava Vitiello a Terzigno, subentra il volto coperto da sciarpe e cappucci di centinaia di persone che spuntano da chissa’ dove. Alzano barricate alla rotonda di via Panoramica, ‘accolgono’ con il lancio di ogni tipo di oggetti – c’e’ anche chi parla di lanci di molotov – i camion che hanno sversato nella discarica Sari. I lanci rompono anche i vetri delle cabine di guida dei compattatori. Il momento piu’ drammatico nell’imbuto di via Nazionale Passanti. La via di fuga dei mezzi viene ostruita dai manifestanti. Gli autisti hanno appena il tempo di scendere e di scappare, poi cinque compattatori vengono bruciati ed alti tre danneggiati. Venti riescono a passare il blocco, altri quindici tornano indietro alla ricerca di una strada alternativa in un inseguimento senza fine con i gruppi piu’ violenti dei manifestanti. Un ragazzo finisce sotto un camion, per ore si diffonde la falsa voce che sia morto, per fortuna rimane ferito solo leggermente. Il bilancio che fornisce la questura di Napoli parla di 20 agenti contusi e 16 mezzi danneggiati. Il clima si fa pesante anche per diversi giornalisti e cineoperatori presenti sul posto. Secondo il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, c’e’ chi soffia sul fuoco. Domani la questione Terzignosara’ al centro di un vertice con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il sindaco di Terzigno, Domenico Auricchio, si dice fiducioso sulla possibilita’ di una soluzione positiva. A Boscoreale c’e’ chi brucia una bandiera tricolore, mentre il sindaco Gennaro Langella dice che con l’annuncio dell’apertura di cava Vitiello ha vinto la camorra, chiede alla magistratura di appurare se ci siano interessi dietro questo via libera e chiude per due giorni, per motivi di ordine pubblico le scuole cittadine. In mattinata infatti diversi genitori in preda al panico erano andati a prelevare i figli a scuola prima della fine delle lezioni dopo che si era sparsa la voce della presenza di un gruppo di persone in paese pronte a danneggiare sedi pubbliche ed esercizi commerciali. A Napoli la situazione, per effetto delle difficolta’ degli sversamenti dei rifiuti, restano a terra 1400 tonnellate di spazzatura. Mentre il sindaco Iervolino annuncia per domani importanti dichiarazioni sull’emergenza in citta’. Il fronte e’ caldo anche nelle altre province. Viene rimosso il blocco, nel Beneventano, al quale partecipa il sindaco di Sant’Arcangelo Trimonte, Romeo Pisani, che contesta contro il conferimento dei rifiuti da altre province nel suo territorio. Intanto Terzigno e i comuni vesuviani si preparano ad un’altra notte, dopo quella precedente, caratterizzata da scontri e da scene di panico per i cittadini in fuga nel tentativo di sfuggire ai lanci dei lacrimogeni, effettuati dalle forze dell’ordine in risposta ad ordigni rudimentali e pietre da parte di alcuni manifestanti. (ANSA)