Rapido 904, i misteri della strage dimenticata

NAPOLI (di Attilio Iannuzzo – Il Mattino) – A  trent’anni dalla strage del treno rapido 904, esploso il 23 dicembre del 1984 mentre attraversava l’Appennino diretto da Napoli a Milano, sono ancora tanti i misteri da chiarire. La giornalista Giuliana Covella, nel suo libro,“La strage dimenticata” ricostruisce il caso con racconti inediti e testimonianze di superstiti segnati per sempre da quel tragico evento.

Strage 904“Quest’attentato scovolse l’Italia – dice Covella – e nel 2010 la dda di Napoli riapre il caso facendo il nome di Totò Riina ritenuto il mandante di questa strage; fare luce su questa vicenda non è semplice, ma non è impossibile”.  I superstiti ed i familiari delle vittime ancora oggi invocano giustizia, ma sono tanti gli interrogativi che ruotano attorno alla vicenda. Covella parla dell’intreccio tra  “Mafia, camorra e politica, che per la sua stessa complessità mostra le evidenti difficoltà di chiarezza” ed aggiunge: “Un libro non può fare più di tanto, ma almeno contribuisce a gettare un sasso nello stagno; in questo testo l’ex giudice Ferdinando Imposimato, afferma che lo Stato probabilmente non processerà mai se stesso, e questo è sicuramente un grande ostacolo per il raggiungimento della verità”. Nel libro sono numerose le testimonianze in cui sono evidenti i dettagli sonvolgenti della strage: l’esplosione, i vetri rotti, i chilometri percorsi dai superstiti nel buio per salvarsi, la paura di ritrovare sul selciato le vittime o di calpestare i corpi agonizzanti dei feriti.

“E’ difficile fare luce su una vicenda così drammatica – ha dichiarato il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris – quando il malessere è all’interno delle Istituzioni, c’è bisogno di una rivoluzione culturale a cui nessun di noi può sottrarsi. Ricordiamo inoltre  – aggiunge De Magistris – che questa non è l’unica strage rimasta impunita”.

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