Categoria | Cronaca

Porzio: «I detenuti mi hanno aiutato» Il campione racconta la notte in cella

Franco Porzio

NAPOLI (di Marisa La Penna) – Insonnia, vomito, inappetenza. È il day after di Francesco Porzio, il campione di pallanuoto il cui arresto per maltrattamenti è stato dichiarato illegittimo dal gip, dopo due notti in cella a Poggioreale.

Non ha dormito, non ha mangiato ed ha avuto vertigini, nausea, conati da quando, l’altro pomeriggio, ha lasciato il carcere. È provato, intontito, ancora incredulo per la terribile disavventura che lo ha visto vittima di un arresto dopo le accuse di sua moglie che aveva dichiarato di essere stata percossa nel corso di una lite coniugale. Il fuoriclasse olimpionico è ospite del fratello Pino, a Posillipo.

A casa non torna, così come gli è stato prescritto dal magistrato, nè ha visto i suoi bambini, nati dal matrimonio con Marzia Coppola, la sua accusatrice. Ha invece avuto il conforto di Chiara, la sua primogenita, nata da un precedente matrimonio, con la quale si è trattenuto a lungo. «È come uscito da un incubo» racconta Massimo Pezzuti, amico da molti anni del campione e direttore generale di «Acquachiara», la società di cui è presidente lo stesso Porzio.

Rivela: «Franco è ancora molto provato. Ancora non riesce a darsi una risposta all’accaduto, al perchè sia stato accusato ingiustamente di un atto di cui non si renderebbe mai autore». L’amico riferisce poi di come ha trascorso la disavventura in carcere il campione del mondo.

«È stato riconosciuto immediatamente, sin dal momento in cui ha varcato la soglia di Poggioreale. Tutti si sono meravigliati della sua presenza nella casa di pena. Incredulità e stupore anche tra i detenuti, condivideva la cella con altri tre reclusi. Tutti, mi ha detto, sono stati gentilissimi con lui, i compagni di stanza, il personale carcerario, le guardie. Tutti hanno cercato di rendergli meno penosa la sua permanenza dietro le sbarre» racconta il direttore di Acquachiara.

Porzio resterà ospite a casa del fratello. Poi deciderà sul da farsi. Di sicuro non tornerà nell’appartamento al civico 40 che condivideva con la moglie Marzia Coppola. D’altra parte, a precisa domanda del gip, Porzio (che è stato assistito dall’avvocato Alfonso Furgiuele, aveva detto di non voler ritornare in quella casa una volta uscito dal carcere.

«Ora ha bisogno solo di dimenticare» dice, a sua volta, un altro amico del campione, Mario Corcione, che cura l’ufficio stampa di Porzio e frequenta l’asso dello sport da quasi trent’anni. E conclude: «Ha bisogno di serenità e dell’amore dei suoi figli». Sul cellulare del campione anche ieri sono arrivati messaggi di solidarietà anche dall’estero. (Il Mattino)

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