Porta Capuana, escalation di violenza: flash mob anti-degrado

NAPOLI (di Attilio Iannuzzo – Il Mattino) Un flash mob a Porta Capuana per dire basta al degrado e all’abbandono in cui vive l’intero quartiere. Comitati, associazioni, residenti, commercianti, ma soprattutto tanti studenti hanno voluto manifestare il dissenso per una cattiva gestione dell’amministrazione comunale e per lanciare un messaggio chiaro.

Porta Capuana“Non ci aspettavamo una partecipazione così grande, – ha detto Francesco Emilio Borrelli dei Verdi e Gianni Simioli della emittente radiofonica La Radiazza – ci siamo resi conto che c’è grande volontà di cambiamento nel quartiere; sappiamo che questo è un primo passo, ma c’è necessità dell’impegno del Comune di Napoli che ci dia man forte per cambiare marcia”. Il sostegno anche di Tullio De Piscopo, nato e cresciuto proprio a Porta Capuana che ha presenziato ed ha manifestato insieme agli studenti. I manifestanti avevano un cuore cucito in petto per indicare l’amore per Napoli e la voglia di salvare una delle zone più degradate della città, luogo oramai di violenze, rapine e omicidi quotidiani.

L’area ha enormi potenzialità ma è sporca e poco presidiata dalle forze dell’ordine. “Questo Flash Mob silenzioso in piazza Enrico De Nicola ha avuto lo scopo specifico di spezzare la quotidianità della comunità – spiega Caterina Arcidiacono, promotrice del flash mob – con un evento fuori dall’ordinario, che esprima con forza la volontà di animare la zona di Porta Capuana e con un attivismo civico che faccia sentire gli abitanti supportati in un processo di cambiamento possibile; è necessario attirare l’attenzione dell’opinione pubblica per un’area urbana di grande valore storico, culturale e sociale”. La manifestazione si è conclusa all’interno del Lanificio 25, luogo di incontri musicali ed artistici, con rappresentazioni e dibattiti che hanno permesso di approfondire, attraverso gli strumenti ed i metodi della Psicologia di Comunità, le possibili chiavi interpretative della realtà locale.

Anche i commercianti della piazza hanno dato il loro contributo. Pochi giorni fa vittima di una rapina a mano armata Ulderico Carraturo, proprietario della omonima pasticceria della piazza, che qualche giorno prima aveva denunciato l’estremo degrado e abbandono del quartiere. “Proprio qualche giorno fa, – dice Ulderico Carraturo – prima ancora della rapina subita nella mia pasticceria, ho assistito all’ennesima lite, che si è trasformata in rissa; da un tamponamento, sono scaturiti gli insulti tra i due litiganti, poi le botte. Uno dei due è dovuto andare all’Ospedale per le contusioni. E’ importante – aggiunge – partecipare a manifestazioni come queste”. I commercianti non riescono a spiegarsi come mai la presenza di extracomunitari e la guerra delle etnie, che si somma alla presenza delle bande di microcriminalità della zona, non sia meritevole di attenzione da parte dell’amministrazione locale. “l’Area Garibaldi – conclude Carraturo – sembra essere sempre più abbandonata a se stessa, ed i controlli a tutela della legalità sono inesistenti”.

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