Pioggia di dollari e petrolio sull’Egitto

(di Vincenzo Mattei) – Secondo fonti dell’attuale governo ad interim guidato dal settantottenne Bablawi, gli Emirati Arabi Uniti regaleranno altri 2 mld di dollari all’Egitto, in aggiunta ai 3 mld già donati. In totale il nuovo governo egiziano, nato dal golpe soft del 30 giugno scorso, ha incassato  un totale di 14 mld di dollari, regalia di Arabia Saudita, EAU e Kuwait. Mohamed Bin Zayed Al Nahyan, principe di Abu Dhabi, ha inviato sette petroliere piene di carburante, per un valore estimato intorno ei 225 mln di dollari. Lo stesso principe è già arrivato a Il Cairo per discutere con i membri del governo, quali misure adottare per aiutare lo sviluppo nel paese.

I paesi del Golfo Persico, escluso il Qatar, sono tutti a favore della restaurazione nel paese dei faraoni, mentre appoggiano chiaramente le mosse statunitensi per “detronizzare” Bashar Al Assad in Siria. Infatti, due anni fa, con le prime ventate della Primavera Araba, i vari monarchi arabi erano terrorizzati dal diffondersi dei moti rivoluzionari, pensando che avrebbero spazzato via anche le loro monarchie. Si pensi all’intervento saudita in Bahrein per sedare le rivolte della popolazione sciita. Se il 9 settembre veramente il Congresso degli Usa approverà l’intervento armato in Siria voluto dalla diplomazia statunitense, non sarà da stupirsi se le nazioni della penisola arabica daranno supporto logistico e finanziario alla flotta aerea e navale americana.

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