Napoli in Sinergia: «Servono progetti di inclusione sociale per i ragazzi”

NAPOLI – «I recenti fatti di piazza Nazionale, con l’aggressione a mano armata ai danni di un quattordicenne è solo l’ennesimo campanello d’allarme che il territorio sta lanciando alle istituzioni. Non servono più le belle parole, le frasi di circostanza ed i provvedimenti di facciata. Ne tantomeno si può pensare di militarizzare una intera città. I cittadini, a cominciare proprio dai più giovani, hanno bisogno di reali progetti di inclusione sociale. Le istituzioni – in primis Comune e dalla Municipalità – si devono attivare urgentemente per arginare un fenomeno che nelle zone difficili della città è maggiormente sentito ma che sta emergendo con forza anche nei quartieri che una volta ne erano esenti».

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Armando Coppola

È l’appello di Armando Coppola, presidente dell’associazione Napoli in Sinergia, che ha stigmatizzato il recente episodio di violenza ai danni di un minorenne a piazza Nazionale sottolineando come, proprio in quella zona della città, le istituzioni stiano assistendo passivamente ad una sempre più pericolosa deriva sociale. L’ex numero uno della IV Municipalità ha invitato le associazioni e le istituzioni di prossimità a stringere un “patto per i giovani” mettendo al primo posto le scuole: «Le scuole possono e devono giocare un ruolo di primo piano nell’inclusione sociale dei ragazzi che vengono da contesti difficili. Emarginarli ulteriormente significa ampliare la fascia di popolazione vulnerabile ai richiami della criminalità organizzata.

Gli istituti scolastici devono restare aperti per tutta la giornata – prosegue il presidente di Napoli in Sinergia – e devono rappresentare luoghi di aggregazione dove i giovani possano sfogare la loro esuberanza con attività sportive e ricreative degne di questo nome. Soffermarsi ai pochi interventi spot non è sufficiente. La stagione di violenza che si sta registrando tra i giovani napoletani lo dimostra». Il numero uno di Napoli in Sinergia, molto attivo sui temi che riguardano la legalità, ha voluto dire la sua sull’ennesima sparatoria di camorra al rione Sanità. Fatto aggravato dalla quasi concomitanza con la “notte bianca” del borgo Vergini. «Quello che è accaduto alla Sanità – commenta Armando Coppola – è emblematico del fatto che le notti bianche servono a poco se non sono inserite in un contesto. La notte bianca, infatti, deve essere il coronamento di una serie di attività di riqualificazione urbana e sociale dei quartieri. I fatti del rione Sanità – continua – dimostrano che gli eventi estemporanei non servono. La camorra ha infatti lanciato immediatamente dopo il suo messaggio. È a quel messaggio – conclude – che devono rispondere le forze sane della città. Non solo attraverso una più stretta sorveglianza dei territori ma, sopratutto, tenendo vivi i quartieri 365 giorni l’anno, non solo per una notte».

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