Perché un campano, Rocco Hunt, vince Sanremo Giovani?

NAPOLI (di Luca Delgado) – La musica leggera italiana è morta. O è destinata a morire. L’avvento ed il successo di generi come l’Hip Hop, il Rap e l’R&B ne ha segnato prima il lento declino, poi la quasi totale scomparsa. Perché?

Rocco Hunt a Sanremo
Rocco Hunt a Sanremo

L’italiano si sa, è una lingua fatta in prevalenza di parole piane e sdrucciole, parole lunghe, a volte lunghissime, a volte lunghissimissime. Si è sempre prestato ad una musica di un certo tipo, l’opera ovviamente, la musica leggera in generale, quella di Battisti per intenderci. Già con il rock, si sono riscontrati i primi problemi, si pensi a Celentano e ad una canzone come Il tuo bacio è come un rock, o più di recente ai testi di Vasco Rossi che non sempre hanno esaltato la lingua di Dante.

Non è un caso, se al contrario, la lingua napoletana ha sempre avuto gioco facile nell’accompagnare la musica, producendo successi mondiali e riuscendo a sopravvivere ancora oggi. Perché?

Perché il napoletano è una lingua fatta principalmente di parole tronche, parole che si sposano bene con qualsiasi ritmo musicale.

Di qui la riflessione su Rocco Hunt. I testi prodotti da cantanti Rap o Hip Hop come Fabri Fibra, che cantano in Italiano, non passeranno alla storia di certo per i messaggi proposti:

ora Belen, prima chi? Megan
roba magica
simsalabim
(…)
alza lo stereo c’è Fabri Fibra
che non passa mai di moda come la figa.
Pronti, Partenza, Via!
si va per mare e monti
Pronti, Partenza, Via!
qui siamo tutti pronti
si va per mare e monti.


Questo un altro testo proposto da un altro cantante di successo, Moreno:

Sono in stato confusionale, 

come uno sciocco dopo sei shot. 

Non fare quello ultra-molleggiato 

perchè hai un paio di shots. 

Non sputo nel piatto in cui mangio, 

ogni rima è un gancio di boxe, 

chiuditi in box, 

ma se mi ascolti ti lascio il segno, Paolo Fox.

Si noti la differenza nella qualità dei testi prodotti dai vari 99 Posse e Almamegretta, o più di recente da rappers napoletani, come Clementino e appunto Rocco Hunt.

Non che manchino nella loro produzione musicale, esempi di canzonette poco impegnate, ma una cosa è sicura: Rocco Hunt vince anche perché grazie alla Lingua Napoletana, è riuscito ad inserire in un testo, frasi e argomenti che di sicuro non hanno a che fare con la figa di Fabri Fibra o con il Paolo Fox di Moreno.

Si può poi discutere se quegli argomenti proposti non volessero solo strappare l’applauso facile, e se non vi siano un po’ troppi stereotipi e un po’ troppi accostamenti improbabili. Ma il ragazzo è giovane (ha vinto Sanremo Giovani!) e si deve fare, e francamente mi è sembrato un ragazzo in gamba. Buona fortuna Rocco Hunt! Su di una cosa hai perfettamente ragione: “il mio accento si deve sentire”.

Nu bacio a’ mamma mia 

ha già fernute e’ fa’ ‘e servizie 

a’ principessa rint’ a miseria 

ha mise o’ munno stu scugnizz’ 

m’ha imparat’ ‘a piccolino 

ca’ nu suonne’ se realizza’ 

te cancellasse’ tutte e’ rughe e tutte e cose triste’ 

 

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