Omicidio Annalisa Durante, don Merola,: “La famiglia di Annalisa è ancora in grandi difficoltà economiche”

Don Luigi Merola (a sinistra)

NAPOLI – ”E’ una assoluta vergogna: a otto anni dalla morte di Annalisa, il Comune, la Provincia e la Regione oltre che le associazioni Libera e Polis, hanno totalmente dimenticato la famiglia Durante. Senza un impiego sicuro, papà Giovanni è ancora costretto ad arrangiarsi”. E’ quanto ha denunciato don Luigi Merola, ex parroco di Forcella, a Napoli, nel corso dello ‘Speciale’ in onda questo pomeriggio alle 17,30 sul circuito Lunaset a cura del direttore Angelo Pompameo. Nel giorno in cui Napoli ricorda l’uccisione di Annalisa Durante ammazzata, a 14 anni, durante un conflitto a fuoco tra camorristi, don Luigi dichiara che a Forcella ”il cammino di rinascita si e’ fermato e ogni attivita’ volta al riscatto e’ stata ignobilmente sospesa”. ”Forcella e i suoi vicoli – ha detto padre Luigi -, sono ripiombati nel buio delle coscienze, i giovani abbandonati a se stessi. Ma e’ gravissimo che lo Stato e le associazioni contro la camorra si siano dimenticati del papa’ di Annalisa”. Ricorda padre Luigi: ”All’inizio, dopo la tragedia eravamo riusciti a dare un lavoro a Giovanni Durante che pero’ poi, a causa della crisi economica che affligge il nostro Paese, e’ stato licenziato. Oggi i Durante vivono tra mille problemi. Il papa’ di Annalisa si dice fiducioso nello Stato ma intanto – ha continuato don Luigi – rivolgo un appello ai responsabili di associazioni quali ‘Libera’ e ‘Polis’ affinche’ trovino un impiego a quel padre cui gli hanno massacrato la figlia”. Una denuncia forte quella di don Luigi Merola che si estende anche al resto delle Istituzioni: ”A Forcella il cammino di speranza intrapreso all’indomani dell’omicidio si e’ purtroppo interrotto. Oggi e’ necessario che il bene continui a far rumore, che la Chiesa faccia la sua parte. Basterebbe che tutte le duecento parrocchie di Napoli aprissero le loro porte per sottrarre i minori alla devianza e alla criminalita”’. Don Luigi ha infine parlato del suo ritorno a Napoli: ”Sono contento, ringrazio il cardinale Sepe che mi ha voluto nuovamente qui. Adesso sono parroco della chiesa di San Bartolomeo a Brecce nei pressi di piazza Garibaldi, a due passi dalla mia Forcella, ed ho tanto da fare tutto il giorno”.

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