No al dissequestro per il Centro Medico CMO, «In questo modo si danneggiano i lavoratori»

NAPOLI – Il tribunale di Torre Annunziata si è pronunciato: No al dissequestro dell’immobile del Cmo, il centro medico polispecialistico, a seguito di un presunto abuso edilizio, con conseguenze disastrose nei confronti dei lavoratori. L’Azienda infatti, a causa di questo provvedimento giudiziario è costretta a licenziare buona parte dei lavoratori. Sono infatti circa 70 i lavoratori che resteranno fuori dell’organico su 140. Dopo aver eliminato tutti i costi possibili, è emersa questa necessità irreversibile. Il lavoratori invocano il diritto al lavoro e alla salute chiedendo che l’Azienda venga aiutata e sostenuta affinché continua nella sua missione sociale ed imprenditoriale.

«Se i fatti e le decisioni sono queste, non abbiamo altra scelta – dichiara l’amministratore del Centro, Luigi Marulo – se non quella di licenziare».

Il 30 luglio scorso, il Giudice dell’Udienza Preliminare presso il Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della locale Procura della Repubblica, si è pronunciato negativamente sulla richiesta di dissequestro dello stabile ospitante la medicina nucleare. «A seguito di tale provvedimento, – continua Marulo – anche con il contributo dei nostri consulenti legali e tecnici, abbiamo vagliato tutte le possibili soluzioni per poter riaprire la struttura ed erogare le prestazioni in regime di accreditamento. In conclusione, risulta allo stato impossibile poter prevedere le modalità ed i tempi per poter raggiungere tale obiettivo. Come famiglia di imprenditori abbiamo dovuto, nostro malgrado, prendere atto di tale circostanza.

L’iter giudiziale ed amministrativo, avviato nel marzo 2017, con azioni penali, amministrative comunali e amministrative sanitarie, che con straordinaria velocità si autoalimentavano le une con le altre, ha già fortemente penalizzato la struttura, essendo stata la stessa chiusa per oltre sette mesi fino al fatidico 30 luglio 2018.

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