Movimento Onda, «Prepariamoci ad affrontare una terza ondata»

La seconda ondata del Covid–19 ha trovato le istituzioni del tutto impreparate a gestire ciò che purtroppo era prevedibile. Poco o nulla si è fatto per rafforzare il sistema di protezione sanitaria e con esso quello dei trasporti e quello scolastico.

Siamo arrivati alla seconda ondata come non dovevamo arrivare: con una medicina territoriale poco attrezzata, con gli ospedali incapaci di gestire contemporaneamente l’emergenza Covid–19 e la necessità di cura delle altre patologie, con le scuole abbandonate a sé stesse, con un sistema di trasporti del tutto inadeguato.

In sette mesi sicuramente non si potevano dare risposte definitive a tutte le problematiche elencate, ma qualcosa in più poteva e andava fatto.

Le misure restrittive adottate in questi gironi porteranno, si spera, ad una inversione della curva del contagio, ma lascerà dietro di sé macerie sociali, economiche, educative e psichiche.

Sarebbe davvero criminale adesso non attrezzarsi in previsione di una terza ondata che a dire di autorevoli esponenti del mondo scientifico potrebbe arrivare nella prossima primavera.

È necessario, ora, trovare tutte le risorse disponibili, per meglio attrezzare il sistema paese in vista di una possibile terza ondata del contagio. In tal senso riteniamo necessario da un lato un contributo di solidarietà a valere sulle grandi ricchezze e sui grandi patrimoni, e dall’altro, in accordo con la proposta del Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, prevedere la cancellazione del debito contratto dallo Stato per fronteggiare l’emergenza sanitaria.

Di seguito alcune proposte per fronteggiare un eventuale ritorno della pandemia nel prossimo anno, utili comunque a rafforzare il nostro sistema di protezione sociale (sanità, scuola, politiche sociali).

Dal punto di vista sanitario è necessario strutturare un più efficiente ed efficace sistema di tracciamento dei contatti con screening con test rapidi, rafforzare la capacità da parte del sistema sanitario di garantire l’assistenza sanitaria anche a chi non risulta positivo al Covid, riorganizzare l’assistenza territoriale per coloro che si ammalano di Covid con USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale) attrezzate e con centri diagnostici territoriali dedicati, attraverso l’assunzione di personale sanitario in modo da garantire su tutto il territorio nazionale la stessa percentuale di personale sanitario rispetto alla popolazione. A supporto delle USCA si deve prevedere delle unità territoriali mobili per fornire assistenza e supporto ai pazienti positivi.

Inoltre bisogna mettere in sicurezza e ampliare, riducendo i costi, il sistema pubblico/privato di esecuzione dei tamponi molecolari anche attraverso la calmierazione dei prezzi dei tamponi.

La scuola, oggetto di un vergognoso teatrino ideologico, deve essere messa in grado di fronteggiare in maniera più efficace l’emergenza, inquadrandola in un sistema più ampio che tenga conto del sistema dei trasporti e dell’apporto che i soggetti del terzo settore possono dare al sistema educativo.

Bisogna necessariamente ridurre i gruppi classe, per far ciò è necessario un piano di edilizia scolastica ed un piano assunzioni e di revisione della mobilità territoriale dei docenti in modo da un lato di aumentare il numero di docenti e dall’altro far tornare presso le proprie famiglie i docenti che da troppo tempo sono costretti a lavorare lontano da casa. Inoltre bisogna intervenire modalità didattiche innovative basate sulla “outdoor education”, la DAD deve essere meglio disciplinata ed usata in modo specifico ai contesti ed per farla funzionare in modo efficiente prevedere un investimento nella digitalizzazione delle scuole e una particolare attenzione a dotare i soggetti più fragili di supporti informatici e di connessione a prescindere dalla attivazione o meno della didattica a distanza.  Il Covid ha reso visibili le differenze e le disuguaglianze tra studenti appartenenti a famiglie meno abbienti e tra quelli con famiglie più povere. Per combattere la dispersione educativa è necessario un’alleanza forte tra la scuola, le agenzie educative del terzo settore e dei servizi socio educativi territoriali.

Direttivo Nazionale Movimento Onda

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