Primarie a Napoli, Mancuso:”Aprire nuova fase della politica”

Libero Mancuso

NAPOLI (di Daniele Pallotta) – Nuova tappa della campagna elettorale del candidato sindaco Libero Mancuso; presso la sala Positano dell’ l’hotel Terminus, Oliviero Diliberto  ha ufficializzato il sostegno della Federazione della Sinistra a Mancuso, sostegno che si aggiunge a quello di Sinistra, Ecologia e Libertà. Mancuso ha dichiarato di voler aprire una nuova fase della politica nel capoluogo campano, affrontando le problematiche della disoccupazione, dell’esclusione sociale, del disastro ambientale. L’ex magistrato ha  attaccato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, definendolo “personaggio losco e oscuro”, e ha denunciato il fatto che Nicola Cosentino, sebbene oggetto di provvedimento cautelare confermato dalla Corte di Cassazione, continui a muovere i fili del PdL in Campania, condizionando anche le prossime elezioni comunali. Ricordando il suo passato da magistrato, costretto ad essere scortato insieme alla famiglia, Mancuso ha assicurato: “non sono abituato ad arretrare di fronte a niente.”

Durante l’incontro si sono delineate le posizioni della coalizione a sostegno di Mancuso per quanto concerne la gestione dell’acqua, che “deve restare pubblica”, e l’emergenza rifiuti, da risolvere attraverso la creazione di nuovi impianti di compostaggio e una raccolta differenziata spinta.

Il referendum di Mirafiori, diritti indietro di un secolo. L’intervento di Oliviero Diliberto è stato concentrato sulla questione del referendum che gli operai dello stabilimento Fiat Mirafiori voteranno a Torino tra il 13 e il 14 gennaio. Diliberto afferma che è un referendum “giuridicamente improponibile”, perché “diritti come il diritto di sciopero sono costituzionalmente garantiti, e un contratto privato non può derogare alla Costituzione.” Il segretario dei Comunisti Italiani spiega che con la vittoria del sì i diritti dei lavoratori subirebbero un arretramento di un secolo. Anche sotto il profilo economico e finanziario l’accordo non è giustificabile: “nel bilancio dell’azienda Fiat i costi dei salari si aggirano intorno al 3%, quindi non possono essere i salari la ragione per proporre un accordo tanto penalizzante per i lavoratori.” Diliberto attacca Marchionne : “il suo intento   consiste, in questo caso, non nel tutelare i loro profitti, ma nell’umiliare i lavoratori.” “La Fiat – spiega Diliberto – è sempre stata filogovernativa, per questo ha beneficiato di speciali incentivi statali. Nonostante questo non ha nessun rispetto per i diritti dei lavoratori. Il PD non la contrasta, il governo la sostiene. Noi forze di sinistra dobbiamo unirci per fermare questo processo. La Storia ci giudicherà.” Lapidaria la conclusione : “Berlusconi e Marchionne stanno affossando l’Italia”.

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