Lotta alla contraffazione, patto imprese-ministero

NAPOLI (di Attilio Iannuzzo – Il Mattino) – Lotta alla contraffazione e difesa dei diritti di proprietà industriale: priorità su cui si incontrano industriali, Guardia di finanza e ministero dello Sviluppo economico. Un ciclo di incontri, organizzati dall’Unione degli industriali di Napoli, per confrontarsi sulle esigenze e sulle priorità del sistema produttivo nazionale e presentare i diversi strumenti a sostegno messi a disposizione per loro per la tutela dei diritti di proprietà industriale.

Guardia di finanza«Bisogna ricordare che se si riportasse sul mercato il 50% dei ricavi dell’industria del falso – dice il presidente della Piccola industria dell’Unione industriali Paolo Minucci Bencivenga – che sfugge agli oneri del fisco, si recupererebbero 4,6 miliardi di euro, ovvero l’1,7% del totale delle entrate tributarie del Paese». L’obiettivo è quello di sensibilizzare le imprese su queste tematiche attraverso incontri formativi e informativi. Ciascun seminario prevede la partecipazione di relatori anche del ministero, che incontreranno le imprese. Una riflessione è dedicata alla legge 99/2009, che contiene misure finalizzate a promuovere lo sviluppo economico e la competitività del Paese. «La tipologia del mercato del falso cambia rispetto al passato – sottolinea il delegato del “Made in” e alla Contraffazione dell’Unione Luigi Giamundo – in quanto non riguarda più la sola clonazione dei marchi, ma anche i materiali, soprattutto quelli importati, e coinvolge l’intero processo produttivo, mettendo in ginocchio intere filiere. In Campania parliamo di oltre 10mila imprese, con la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro». I dati confermano che dall’inizio dell’anno al 31 agosto, nella provincia di Napoli, sono stati sequestrati quasi due milioni di pezzi mentre dal 2008 al 2012 l’Agenzia delle dogane e le Fiamme gialle hanno bloccato in Italia 290 milioni di beni contraffatti, con un incremento nel corso degli anni. Nel solo 2012, stando ai dati del ministero dello Sviluppo economico, il valore dei prodotti sequestrati è di circa 580 milioni di euro, escludendo alimentari, tabacchi e medicinali. L’Italia è tra i primi Paesi al mondo, con mancati introiti per il fisco pari a circa l’8% del gettito Irpef e il 21% dell’Iva. Il 10% degli scambi a livello mondiale coinvolge prodotti taroccati. «La velocizzazione dei traffici mondiali – afferma Salvatore Falco della Direzione interregionale per la Campania e la Calabria dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli – porta a considerare i controlli come uno strumento antieconomico, quindi occorrono analisi mirate per garantire i livelli di sicurezza favorendo però la circolazione spedita delle merci». Il lavoro del ministero dello Sviluppo, spiega il dirigente della Direzione generale per la lotta alla contraffazione, Mariano Cordone, è improntato alla «sensibilizzazione delle imprese sulla valorizzazione dei diritti di proprietà industriale, in quanto rappresenta l’unico modo per difendersi dal falso». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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