L’infinito di Vecchioni incanta il Teatro Carlo Gesualdo di Avellino

di Maria Stella Spiniello

Si alza il sipario per il Teatro Gesualdo di Avellino con “L’infinito tour” di Roberto Vecchioni.

Lo stesso Vecchioni definisce il suo spettacolo come un insieme «di canti, immagini e monologhi […]. Emerge un mio concetto recente, nuovo, di grande amore per tutto ciò che si fa e si vive.»

“L’INFINITO TOUR” di Roberto Vecchioni, prodotto da DM Produzioni, è dedicato nella prima parte ai brani dell’ultimo album per poi lasciare spazio ad alcuni classici del repertorio del cantautore, in una narrazione che tiene insieme la musica, la parola e l’immagine.

Roberto Vecchioni è uno dei padri storici della canzone d’autore in Italia. È stato professore di greco e latino per molti anni, ha insegnato Forme di poesia in musica all’Università di Pavia, attualmente è docente di Forme della Contemporaneità dell’Antico all’Università IULM di Milano. Nel 2013 è stato candidato al Premio Nobel per la letteratura  insieme a Dylan e Cohen. È l’unico artista ad aver vinto il Premio Tenco (1983), il Festivalbar (1992), il Festival di Sanremo (2011) e il Premio Mia Martini della critica (2011). L’ultimo album album,  L’Infinito, prodotto da DM Produzioni di Danilo Mancuso,  ha vinto il “Disco d’Oro”, a soli due mesi dal lancio,  con oltre 35.000 copie vendute (dato FIMI), nonostante la scelta in controtendenza di rinuncia della piattaforme streaming e download.

«L’Infinito è un grande spettacolo di canti, immagini e monologhi, che parte da un’idea precisa: l’infinito non è al di fuori di noi, non è introvabile, ma è dentro di noi, nella nostra anima e nelle nostre emozioni – spiega Vecchioni – tutta la prima parte dello spettacolo è giocata sul nuovo disco e sui personaggi che hanno battuto il destino, hanno combattuto il male, hanno amato la vita, gli altri e se stessi. Emerge un mio concetto recente, nuovo, di grande amore per tutto ciò che si fa e si vive. La seconda parte dello spettacolo, invece, è una specie di ritorno, uno sguardo sul passato con le canzoni di prima, che mostrano come si è arrivati a questo concetto di infinito attraverso pensieri particolari sull’amore, sul sogno, sull’esistenza, sul dolore, sulla gioia, sulla felicità… e come poi tutte queste piccole cose si siano ricomposte in un’unica idea, che è quella di amare la vita comunque sia, bella o brutta perché in realtà è sempre bella. Siamo noi che a volte la immaginiamo in un altro modo».

Roberto Vecchioni è accompagnato dalla “band storica”, costituita da Lucio Fabbri (pianoforte e violino), Massimo Germini (chitarra acustica), Antonio Petruzzelli (basso) e Roberto Gualdi (batteria). La regia è di Raffaello Fusaro e la realizzazione del visual concept è a cura di Niko Cutugno per Djungle Production.

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