Liberato imprenditore rapito a Napoli

Antonio Buglione

NAPOLI – Lo tenevano legato con un catena al collo in una serra delle campagne di Marigliano. Antonio Buglione, l’imprenditore sequestrato nel Nolano, sarebbe riuscito a liberarsi da solo poi avrebbe raggiunto una villetta poco distante chiedendo aiuto. E’ quanto si apprende dal racconto di alcuni familiari dell’imprenditore.

Alla notizia della liberazione di Antonio Buglione i familiari dell’imprenditore si sono abbracciati e lasciati andare a manifestazioni di gioia. Al momento i familiari, però, preferiscono non commentare l’accaduto, mentre qualche dipendente di Buglione si limita solo a dire: “Sappiamo quello che sapete voi. Certamente è una notizia che ci fa estremamente piacere”.

Buglione, 54 anni, era scomparso domenica sera da Saviano (Napoli). Di Buglione, “re” degli istituti di vigilanza privata coinvolto in diverse inchieste giudiziarie, si erano perse le tracce intorno alle 20; poco prima l’imprenditore aveva lasciato a bordo della sua Panda il circolo ricreativo dove aveva giocato a carte con gli amici, diretto a casa.

BELISARIO, GRAZIE A FORZE ORDINE E PM – “Qualcuno dovrebbe spiegare al ministro Maroni e al suo collega Alfano che i successi ottenuti contro la criminalità non sono merito del Governo, come vanno dicendo in giro da qualche tempo. Ne è dimostrazione chiara la liberazione di Antonio Buglione da parte dei Carabinieri, a poche ore dal rapimento, liberazione di cui personalmente non posso che rallegrarmi”. Lo afferma il Presidente del Gruppo Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, sottolineando come “l’impegno e la capacità investigativa di Forze dell’Ordine e Magistratura, unici artefici dei buoni risultati riscontrati soprattutto nella lotta al crimine organizzato, prescindono dal colore politico dell’Esecutivo e della maggioranza”. “Berlusconi e i suoi ministri – sostiene Belisario – dovrebbero tenerne conto soprattutto quando si scagliano contro i magistrati, rei soltanto di fare il proprio dovere, e quando sottraggono risorse alle Forze dell’Ordine che onorano comunque la divisa che portano”. (Ansa)

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