La necessità di una svolta

NAPOLI (di Vittorio Ferreri) – Col passare dei giorni dalla condanna definitiva del “ cavaliere “ e dalla chiara posizione espressa al riguardo dal Capo dello Stato, si va sempre più inasprendo l’azione minacciosa dei “ falchi “ verso  il logoramento del governo. Essere a capo di un partito o di una pseudo-coalizione non rende immune dal rispetto della legge, già troppe volte gabbata dalle varie “ leggi ad personam “ spesso anche incostituzionali. Occorre ricordare che la colpa non è di chi ha condannato, ma di chi ha commesso il reato! Già troppi parlamentari l’hanno fatto franca e siedono ancora in Parlamento. Difendere ad oltranza un colpevole rende i difensori complici senza che vengono turbati da nessun problema etico. Difendere un colpevole ed essere poi fatto dono di una bella e renumerativa nomina in Parlamento (tra l’altro sempre assente) mette il difensore in conflitto di interesse.

parlamentoDi che giustizia si parla se ad un comune cittadino viene chiesto massima trasparenza su eventuale assenza dal lavoro mentre nelle istituzioni, ad opera di corrotti e corruttori facoltosi e potenti, tutto è concesso? Nel nostro paese assistiamo a situazioni che rasentano l’incredibile: un senatore viene condannato, con sentenza definitiva, per aver commesso un reato grave, oltretutto durante il suo esercizio di “Capo del Governo” e tutti, dico tutti, cercano di trovare la strada per non interrompere la carriera del politico! Il “cavaliere” prima di tutto e subito deve perdere l’onorificenza attribuitagli dal Capo dello stato e deve uscire dalle Istituzioni di cui si è servito per avvantaggiarsi; la ragione? non è più degno! I parlamentari, per il lavoro che svolgono, per il quale vengono anche troppo lautamente renumerati, dovrebbero avere più coscienza e senso di responsabilità. Perché questo accada, bisogna con la massima urgenza cambiare la legge elettorale e cancellare i privilegi ai parlamentari: scelti e al servizio del popolo devono ricevere solo un adeguato stipendio. L’attuale legge ha usurpato un diritto agli elettori: la scelta dei propri rappresentanti. Dov’è la democrazia?

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