La Juve si gode la vetta in attesa della Roma

NAPOLI (di Eleonora Posabella) – Nella 13° giornata di campionato di serie A la Juventus di Antonio Conte approda al match di Livorno con pesantissime assenze che costringono il tecnico bianconero a reinventare la formazione.

ConteLe squalifiche di Bonucci e Ogbonna e l’infortunio di Barzagli riducono il reparto difensivo al minimo e inducono il mister bianconero a retrocedere la posizione di Arturo Vidal, già testata negli allenamenti pre partita; la mossa si rivelerà davvero azzeccata, in quanto il giocatore cileno svolgerà un’ ottima partita. Dopo un primo tempo di letargo generale, la partita cresce di intensità nel corso della seconda frazione di gioco, in cui il Livorno, almeno inizialmente, esce dal guscio e rischia addirittura di mettere in difficoltà la vecchia signora, che deve ringraziare le indecisioni in attacco degli avversari.

Come destata dal sonno e conscia della possibilità di allungare sul Napoli e contemporaneamente passare la Roma capolista, la squadra bianconera decide di prendere finalmente in mano la partita , concretizzando il vantaggio grazie al goal di Fernando Llorente, arrivato al 63° minuto su un assist pennellato da Paul Pogbà. Il match a questo punto è tutto in discesa per la formazione di Conte, che di lì a poco trova anche il secondo goal del solito Apache Carlos Tevez. I cambi preventivati nel corso dell’ intervallo da Conte, per dare una scossa alla partita, si rivelano dunque inutili, poiché Vucinic e Quagliarella fanno il loro ingresso in campo al 80° minuto quando il risultato è già in cassaforte. La squadra livornese, resiste per più di un’ ora di gioco, facendo una partita di sacrificio e contenimento, ma alla fine si trova intrappolata nella propria rete, non riuscendo più a trovare un varco verso la porta avversaria. Per la Juventus è la quinta partita consecutiva vinta senza subire reti, un grande risultato ottenuto probabilmente proprio grazie al brutto scivolone di Firenze, che sembra aver riportato nell’ ambiente bianconero un po’ di orgoglio e di umiltà.

Migliore in campo: è certamente Asamoah, partita perfetta all’ insegna del sacrificio per il ghanese, il più lucido e preciso dei giocatori in campo. Peggiore in campo: Tevez, fino al momento del gol poco presente nelle manovre di gioco della sua squadra. Ci ha abituati a prestazioni superiori.

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