La città indifferente

Clochard NAPOLI (di Attilio Iannuzzo) – Non può restare inosservato, non possiamo far finta di non vedere. Fa discutere il clochard morto davanti al San Carlo, mentre a un passo dal cadavere i clienti di un bar bevono un caffè. Questa si definisce una società civile. Ma Napoli è davvero così indifferente al disagio sociale? Esistono intanto associazioni, centri di assistenza comunali e delle Asl – che ogni giorno combattono come possono povertà e abbandono. Quest’episodio è una sconfitta per loro. E’ una sconfitta per l’intera città.

Non possiamo non ricordare l’anno scorso, il tweet di Roberto Bolle, in scena al teatro San Carlo, che, riferendosi ai clochard, rappresentavano a suo dire “il degrado” della città. Un degrado diremmo rappresentato da un “deficit culturale” che talvolta questi personaggi pubblici manifestano con le loro dichiarazioni.

Il sindaco Luigi De Magistris, ha dichiarato che «proprio l’altra sera il clochard deceduto è stato soccorso da un’ Unità Mobile del Comune, dalla polizia e dal 118, allertati da un cittadino che segnalava un senza dimora con problemi di salute; il tentativo di intervento coordinato, però, non è stato possibile: Franco I., questo il suo nome, ha rifiutato l’assistenza medica, abiti e coperte di ricambio».

Molto spesso infatti i clochard rifiutano aiuti, da coloro i quali talvolta li trattano con indifferenza durante il percorso della loro vita. Non dimentichiamo infatti l’altro clochard in piazza S. Domenico Maggiore, che dopo solo numerose insistenze è stato aiutato; stava perdendo un piede ormai in cancrena.

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