La birra: bevanda antica, proprietà e caratteristiche

NAPOLI (Dott.ssa Giorgia Luongo, Biologa Nutrizionista) – La birra, bevanda antica già conosciuta nell’antico Egitto e da tutti i popoli della Mesopotamia, deriva dalla fermentazione alcolica di zuccheri amidacei ad opera di 2 famiglie di lieviti : Saccharomyces Cerevisiae e  Saccharomyces carlsbergensis. Questi  lieviti agiscono sugli zuccheri contenuti nelle  piante di orzo (cereale più utilizzato per la produzione di birra), mais, riso, frumento, avena , farro e segale.

BirraDurante il processo di produzione della birra, il malto, che deriva dall’orzo germinato ed essiccato, viene immerso in acqua calda dove, grazie all’azione di alcuni enzimi  che si formano durante la germinazione dell’orzo, gli amidi presenti nella pianta, vengono convertiti in zuccheri fermentescibili. Per aromatizzare il mosto ottenuto, si utilizzano  erbe aromatiche, frutta e il luppolo. Successivamente, grazie all’utilizzo di lieviti, si da il via alla fermentazione degli zuccheri  che porta alla formazione di alcol e anidride carbonica. In base al tipo di lievito e al metodo di produzione utilizzati, le birre si dividono in : birre a bassa o alta fermentazione e a fermentazione spontanea.

La birra è costituita per l’85% da acqua, per il 3-9% da alcol e da: sostanze azotate, zuccheri, tannini, destrine e vitamine del gruppo B .

Grazie ai polifenoli in essa contenuti, la birra previene l’invecchiamento della pelle, agisce contro i radicali liberi e previene l’insorgere di malattie cardiovascolari.

Il notevole contenuto d’acqua, unitamente al modesto contenuto di  potassio e alcol, conferisce a questa bevanda, una notevole capacità diuretica, infatti, un’ assunzione sregolata di birra, può portare  a disidratazione e a un’eccessiva escrezione urinaria di preziosi sali minerali, compreso il potassio. L’abuso di birra può provocare anche diarrea con ulteriore perdita di sali minerali e, addirittura, può compromettere anche l’assorbimento intestinale di alcune vitamine molto importanti quali: la vitamina B1 (tiamina), la B2 (riboflavina), la PP (niacina) e l’acido folico (di fondamentale importanza  per prevenire l’anemia , la spina bifida nel feto e per la replicazione degli acidi nucleici).

La birra, pur non essendo molto calorica, 100 ml di bevanda apportano tra le 30 e le 60 kcal, favorisce l’accumulo di grasso; l’alcol etilico e le maltodestrine in essa contenuti, infatti, iperstimolano il rilascio di insulina, ormone anabolico che stimola la sintesi di: proteine, acidi grassi e glicogeno. Una parte di acidi grassi prodotti in eccesso a causa dell’abuso di birra, viene trattenuta dalle cellule del fegato, gli epatociti, comportando un ingrossamento e ingrassamento del fegato, conosciuto come “steatosi epatica” (di natura alcolica). Nei casi più gravi, la steatosi può cronicizzare, evolvendo dapprima in fibrosi, e poi in cirrosi.

Niente birra per donne in gravidanza o per tutte coloro che stanno cercando di avere un bambino, nè tantomeno per quelle che stanno allattando, inoltre l’antico detto: ” la birra fa latte “, non è assolutamente vero, la birra non ha alcuna proprietà galattogena. I celiaci  non possono bere la birra tradizionale, ma possono consumare le specialità in cui il glutine è completamente assente (sono contrassegnate dal simbolo con la spiga barrata).

Quanta birra si può bere? Gli uomini possono bere 3 birre piccole al giorno, le donne invece solo 2.

Dott.ssa Giorgia Luongo, Biologa Nutrizionista- (dottgiorgia.luongo@gmail.com)

Giorgia Luongo

cell. 339/7385489

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