La “Bagnoliade” di Renzi

NAPOLI (di Maurizio Scialdone) – “Io non sono ideologico”. Lo ha candidamente ammesso ieri sera Renzi durante la trasmissione “Bersaglio Mobile” condotta da Enrico Mentana. Qualora vi fosse ancora qualche dubbio, basta snocciolare qualche data per capire che invece è proprio così.

Bagnoli
Bagnoli

Infatti il 14 agosto Renzi viene a Napoli con rulli di tamburo per siglare un accordo con il Sindaco de Magistris e la Regione Campania per la bonifica e recupero del comprensorio Bagnoli-Coroglio (con “capatina” a Scampia), ma per come sono andate le cose, di quel patto ormai non resta che sabbia (inquinata).

Il 29 agosto (14 giorni dopo la parola data) passa il decreto Sblocca Italia, legge 133 del 12/9/2014, che di fatto estromette il Comune di Napoli dal Tavolo del cronoprogramma, commissariando l’intervento. Molto espliciti i commi 4 , 5 e 6 dell’art.33 del decreto, dedicato appunto a Bagnoli. Ma il capolavoro è nel comma 9: “Alla seduta del Consiglio dei ministri partecipa il Presidente della Regione interessata”. Stop.

Lo stesso 14 agosto, Renzi mette in scadenza un altro incontro, sempre a Napoli, fissato per il 7 novembre. Solo che il 7 novebre Renzi non si vede. Però si vedono i cittadini ed i movimenti che manifestano per le vie di Bagnoli contro il decreto. Manifestazione, purtroppo, divenuta ostaggio di qualche testa calda che pensa bene di entrare nella sede di Città della Scienza, cosa assolutamente non prevista dai comitati e dalle associazioni che avevano organizzato la manifestazione, spaventando visitatori e bambini.

Il 28 novembre, però, Matteo Renzi a Napoli ci viene, ma per fare tutt’altro. In spregio alle etichette istituzionali non avverte neanche il sindaco de Magistris e se ne va a visitare gli stabilimenti della Alitech a Capodichino di Gianni Lettieri, capo dell’opposizione in Consiglio Comunale. Niente Bagnoli e niente Scampia. Liberissimo di andare dove gli pare, per carità. Ma se poi a qualcuno viene in mente che Renzi, con questo gesto, abbia appena manifestato da che parte sta… non è che te la puoi prendere più di tanto.

Stufo di quest’atteggiamento, il Sindaco de Magistris sbotta in più occasioni all’indirizzo del premier. Tutte le scomuniche che de Magistris rivolge a Renzi sono visionabili sul canale web del Comune. Ma il giovane Matteo non si scompone. Nessuna replica.

De Magistris, Sindaco della terza città d’Italia, che ormai non ne può più dell’indifferenza di Renzi nei confronti di Napoli, il 3 dicembre scrive al Presidente del Consiglio una lettera con la quale scioglie, per parte sua, il patto siglato il 14 agosto.  “Napoli rivendica la sua autonomia, il suo ruolo, la difesa della Costituzione e del suo territorio, dice no ai commissariamenti e no al tentativo di far rientrare dalla finestra quelli che abbiamo fatto uscire dalla porta, gli stessi che hanno inquinato e distrutto l’area di Bagnoli “.

Nenache il tempo di ricevere la lettera che il sottosegretario Delrio invia disdetta dell’incontro previsto per martedì (ieri) a Roma con de Magistris.

Forse Renzi avrebbe dovuto dirlo prima di “non essere ideologico”, almeno de Magistris ed i napoletani non avrebbero perso tutto ‘sto tempo appresso ai bollori del giovane Matteo.

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