Juve, settima meraviglia!

di Gianpaolo Rispoli

Ambizione e mentalità. Sono questi i due aggettivi da cui partire per descrivere un’impresa epica e, soprattutto, compiuta da chi già aveva battuto altri record. La Juve, con lo 0-0 ottenuto all’Olimpico contro la Roma, batte e migliora il suo stesso record raggiunto l’anno scorso, conquistando il settimo scudetto di fila. Al termine di quello che è stato, a pari merito col primo di questa lunga serie, il campionato più combattuto, i bianconeri possono festeggiare dopo un testa a testa col Napoli durato fino a un paio di giornate fa. Va sicuramente elogiata anche la squadra azzurra che, nonostante le inferiori capacità tecniche, nonché economiche, è riuscita a tenere aperto un campionato che altrimenti si sarebbe chiuso con qualche settimana in più d’anticipo, come è successo praticamente in ogni altro grande campionato europeo quest’anno. È lo scudetto di tutti, dell’allenatore, dei dirigenti e, soprattutto, dei giocatori. Dei veterani e dei volti nuovi. Lo scudetto di Allegri che, come al solito, nei momenti di difficoltà è sempre riuscito a tirare fuori il coniglio dal cilindro. Della dirigenza, appunto, che anno dopo anno al posto di adagiarsi sugli allori si mette in moto per fornire al proprio allenatore la rosa migliore possibile. E, parlando dei meriti della dirigenza, non si possono non citare i volti nuovi: in primis Douglas Costa che, soprattutto nella seconda parte di stagione, ha mostrato qualità uniche per il nostro campionato, spaccando quasi tutte le partite in cui è stato chiamato in causa. Oltre al brasiliano, però, ognuno dei nuovi acquisti merita una citazione, da Bernardeschi al sempre ottimo Szczesny, passando per la piacevole scoperta Bentancur, centrocampista dal sicuro avvenire, senza dimenticare l’inesauribile Matuidi, sempre pronto a lottare su ogni pallone e subito punto di riferimento del centrocampo bianconero.
Che testa a testa – Come già detto, va dato merito al Napoli per aver tenuto vivo il campionato nonostante una rosa inferiore non solo dal punto di vista qualitativo, ma soprattutto dal punto di vista quantitativo che, probabilmente, ha fatto ancora una volta la differenza. Gli azzurri hanno iniziato meglio e sono arrivati allo scontro diretto, nella partita d’andata, con 4 punti di vantaggio. È proprio da lì, però, che è partita la cavalcata bianconera verso il settimo scudetto di fila. Grazie al gol dell’ex azzurro Higuain gli uomini di Allegri, vincendo al San Paolo, si sono portati a una sola lunghezza da quelli di Sarri, per poi superarli in occasione della ventottesima giornata, grazie al pareggio del Napoli contro l’Inter e alla vittoria bianconera contro l’Udinese. Un campionato che sembrava sostanzialmente chiuso dopo lo stop del Napoli contro il Milan ma che, clamorosamente, si era riaperto con la vittoria degli azzurri all’Allianz Stadium. La partita scudetto, poi, è stata indubbiamente quella tra Inter e Juventus, dove i bianconeri, in svantaggio fino a tre minuti dal termine, con grande carattere e anche un po’ di fortuna sono riusciti a portare a casa un match che sembrava ormai chiuso.
Dopo anni di dominio incontrastato in Italia, il mondo bianconero inizia a pensare alla prossima stagione dove, come sempre da quattro anni a questa parte, gli uomini di Allegri daranno la caccia alla tanto agognata Champions League, sfuggita per ben due occasioni in finale. La vittoria della coppa dalle grandi orecchie, in effetti, è l’unico tassello che manca all’allenatore toscano e ai giocatori bianconeri per entrare nella leggenda come una delle squadre più forti di sempre.

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