“Io è un’altra”, l’esordio di Anna Barbato

NAPOLI (di Claudia Carbone) – I più fortunati erano già riusciti già a sbirciare qualche pagina in anteprima, ma da ieri per tutti è possibile acquistare l’opera prima di Anna Barbato “Io non è un’altra”, edito dalla casa editrice Ad est dell’Equatore. La presentazione è avvenuta ieri pomeriggio alla Feltrinelli di Via Santa Caterina a Chiaia, alla presenza di un folto pubblico di sostenitori della Barbato.

Anna Barbato, preìentazione alla FeltrinelliIl titolo del libro potrebbe fuorviare, ma come la stessa autrice ha spiegato “è un diretto rimando alla frase “j’est un autre” di Rimbaud, che lo aveva utilizzato per indicare chi vive in terza persona trascorrendo la propria vita come uno spettatore e non come protagonista”.

Vivere facendo finta di essere qualcun’altra, è proprio questo infatti, che Anna Barbato invita a non fare alle donne che descrive ironicamente nel suo libro, attraverso un’irriverente quanto esilarante categorizzazione del mondo femminile.

Descrivendo i lati più crudi e comici dell’essere donna, l’autrice invita indirettamente il gentil sesso a proporsi per quello che si è, senza impalcature morali e a volte fisiche (come nel caso della fornitissima “silicon girl”) .

“Essere se stessi fino in fondo, con i propri difetti fisici, estetici o caratteriali, paga sempre, – ha affermato la Barbato- solo così abbiamo la certezza o quantomeno la probabilità di costruire dei legami di amicizia, lavoro e amore sinceri. Io stessa l’ho imparato con il tempo”.

A sostenere l’esordiente scrittrice o meglio “una con il vizio di scrivere”, come si è definita la stessa Barbato, c’erano lo scrittore umoristico Pino Imperatore e l’attrice napoletana Tiziana Tirrito, che ha dato voce alle donne descritte nel libro attraverso una divertente lettura.

Pino Imperatore poi non si è limitato al sostegno dell’autrice, ma ha anche regalato al libro un esilarante capitolo in cui racconta le rocambolesche avventure di un uomo con le varie donne descritte. Leggerezza, comicità, tanta autoironia (per le lettrici) e vari spunti di riflessione (per tutti), insomma le premesse per mettere il libro della Barbato quest’estate in valigia ci sono tutte!

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