Inferno Ferrovie, pendolari ostaggio dei disoccupati

NAPOLI (di Attilio Iannuzzo – Il Mattino) –  Disagi per centinaia di passeggeri in partenza e in arrivo alla stazione centrale di Napoli per la protesta di un gruppo di disoccupati dei comitati di Acerra e dei Banchi Nuovi. Dalle 10 di ieri mattina i manifestanti hanno reso impossibile la circolazione ferroviaria, liberando i binari solo intorno alle dodici.

RItardi treni, cartellonisticaUn’occupazione organizzata al termine di un corteo che ha attraversato Corso Umberto, causando rallentamenti a a tenere sotto controllo la manifestazione, peraltro condotta in un primo momento in contemporaneità con un corteo di studenti. Mentre quest’ultimo ha vissuto momenti di tensione, con il lancio di petardi davanti alla sede Cgil di via Torino, il sit-in dei disoccupati si è svolto ion modo pacifico. Ma molti treni regionali hanno avuto complicazioni: 8 corse cancellate e rallentamenti fino a 2 ore per 12 convogli. Sei treni ad alta velocità con destinazione a Napoli si son dovuti fermare ad Aversa e Caserta. Gli altri treni a lunga percorrenza sono stati riprogrammati su itinerari alternativi. Tra i passeggeri bloccati circa 19 diversamente abili, tra loro alcuni non vedenti ed altri con problemi di mobilità: «Siamo in attesa di sapere qualcosa dalla sala blu per una persona non vedente a cui tutti i giorni prestiamo assistenza per accompagnarlo a lavoro – dice un volontario, accompagnatore di Ferdinando, un ragazzo con problemi di cecità – in quanto il suo cellulare non è raggiungibile e al momento non sappiamo come fare per avere notizie». Anche sui tempi di attesa, i ferrovieri e gli addetti di Trenitalia non si pronunciano. «È assurdo, queste proteste – aggiunge un passeggero in attesa di partire per Roma – le fanno sempre nel mezzo della settimana quando l’utenza ha più necessità dei trasporti; queste proteste danneggiano solo noi che non abbiamo colpa». Anche Melania, sulla sedia a rotelle, rassegnata al ritardo attende di poter salire sul treno, accompagnata dagli addetti al servizio delle ferrovie: «Studio a Salerno e dovevo seguire i corsi, ma un ritardo così lungo non me lo consentirà; purtroppo la sedia a rotelle già mi rallenta nei movimenti e questi disagi sono davvero un ostacolo enorme. E intanto gli addetti al servizio dei disabili non possono riaccompagnarmi a casa, in quanto il loro capitolato tecnico non lo prevede e non so come fare per tornare alla mia abitazione». Le destinazioni coinvolte nel ritardo sono molteplici: Milano, Bologna, Salerno, Benevento, Foggia. «Sono in partenza per un convegno scientifico a Latina – dice inferocito un informatore farmaceutico, Alessandro – che si tiene una volta l’anno, ma degli orari di partenza non se parla, e non riescono a darmi informazioni su quando riprenderà la normalità: sto pensando di prendere un aereo in quanto non posso assolutamente mancare a questo appuntamento di lavoro». Due studenti dell’Università La Sapienza di Roma, Gabriele e Francesca si dicono preoccupati per il loro treno, al momento soppresso: «Avremmo dovuto sostenere un esame – dicono i due universitari – ma non ce la faremo ad arrivare in tempo a Roma; questa è già la seconda volta che ci capita in un anno, e se consideriamo che le sessioni di esami sono tre, questo inconveniente ci porta a quasi un anno di arretrati; è difficile spiegarlo ai nostri genitori che ci pagano ogni anno le tasse universitarie». Anche alcuni passanti, che non subiscono in prima persona il ritardo, commentano la cancellazione dei treni: «Da questa città arrivano solo danni e disagi alla povera gente – dice un dipendente di un’attività commerciale all’interno della stazione centrale – e sui trasporti ogni giorno c’è una novità; oggi è toccata ai treni di lunga percorrenza, ma qualche giorno fa i lavoratori della Circumvesuviana hanno protestato per gli stipendi, scioperando anche loro, non ne possiamo più, vogliamo aria di cambiamento». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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