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Inaugura la mostra “The Lobster Empire”, le grandi sculture dell’artista Philip Colbert

Il Comune di Napoli in collaborazione con Bam S.r.l. Eventi d’Arte e lo Studio Philip Colbert, presentano la mostra “The Lobster Empire”, un gruppo di grandi sculture dell’artista Philip Colbert che per tre mesi animeranno la storica piazza Largo San Martino a Napoli.

Colbert è uno degli artisti più innovatori dello scenario contemporaneo, un pioniere del metaverso.
Congiuntamente ai suoi dipinti storici dal carattere hyper pop, egli ha creato un seguito globale per il suo personaggio, nonché alter ego, con l’aspetto di un’aragosta che sembra un cartone animato.
Colbert attraversa con disinvoltura la pittura dei maestri della storia dell’arte, il digitale, la Pop art, con un gusto satirico e provocatorio che gli è valso la consacrazione nel firmamento dell’arte internazionale come “figlioccio di Andy Warhol”.

Città stratificata e dalla storia millenaria, Napoli, con la sua prossimità agli scavi archeologici di Pompei è stata fonte di ispirazione, per Colbert che ha affermato: “nel mio lavoro sono molto attratto dalle reliquie di antiche civiltà, mosaici e marmi scheggiati e rotti dal tempo a cui spesso faccio riferimento, come ad esempio, le composizioni di scene di aragosta su vasi di anfore. Amo l’idea secondo cui oggi viviamo tra le rovine del passato e che spesso non ci fermiamo neanche ad ammirare ma che influenzano il presente”.

Le opere esposte sono composte da diversi materiali quali alluminio, bronzo ed acciaio, e alludono alle iconografie della storia dell’arte, come ad esempio l’Orinatoio di Marcel Duchamp ed i fiori di Takashi Murakami, in modo da creare un dialogo, a tratti anche giocosamente stridente, con la storia dell’arte moderna, il contesto urbano e quotidiani simboli della cultura di massa.

Per Sergio Locoratolo, coordinatore delle politiche culturali del Comune di Napoli, va sottolineata “la vivace contemporaneità delle sculture di Colbert nella loro apparente dissonanza con la classicità di Largo San Martino. Un gioco di contrasti che ritroviamo nelle quattro opere esposte, in cui icone e soggetti della storia dell’arte incontrano l’estetica pop e la cultura di massa. L’opera d’arte diventa in tal modo il filo rosso che lega passato e presente, e al contempo il catalizzatore, nello spazio urbano, di una energia creativa che si traduce in crescita culturale e sociale. Dopo l’inaugurazione dell’opera ‘Key of Today’ di Milot in Piazza Mercato, il Sindaco Manfredi e l’Amministrazione tutta continuano a sostenere progetti di arte pubblica, favorendo la disseminazione delle iniziative nel tessuto della città, nella convinzione che la cultura costituisca una leva privilegiata di azione nei processi di rigenerazione e sviluppo urbano”.

Teresa Armato, assessore al Turismo e alle Attività Produttive del Comune di Napoli, evidenzia come “la contaminazione tra antico e moderno piace sempre più a cittadini e turisti. Colbert ha già portato la sua arte in importanti musei e nelle città più belle del mondo, di recente il suo Impero di aragoste ha “invaso” via Veneto a Roma catturando l’attenzione di cittadini e visitatori. Ed ora tocca a Napoli, creando un’ulteriore attrattiva turistica in una zona da sempre meta di visitatori per la Certosa di San Martino e Castel Sant’Elmo. In un continuo dialogo con gli spazi e i luoghi l’artista scozzese dona una nuova visione dell’arte con le sue aragoste pop che richiamano anche simboli dell’antichità classica e note opere d’arte. Un mix che ricalca la natura stessa di Napoli, fatta di epoche diverse tra nobiltà e cultura popolare, buio e luce, sopra e sotto. Una combinazione che attrae sempre più visitatori e che orienta la nostra programmazione verso la promozione di grandi eventi turistico-culturali capaci di attrarre un pubblico eterogeneo”.

Mariagrazia Vitelli, consigliera del Comune di Napoli, ricorda come “grazie a questa mostra il Vomero si apre a linguaggi e forme nuove. Sono orgogliosa che l’idea della mostra, da me proposta, abbia trovato una sponda convinta e partecipe nel Comune e nel servizio cultura. Negli ultimi anni si sta cercando di promuovere un processo di riqualificazione piena e totale del belvedere di San Martino, proprio alla luce delle sue ricchezze e potenzialità. C’è ancora da lavorare, penso per esempio alla rimozione dei barbacani a sostegno di un muro di cinta del Castel Sant’Elmo e della Certosa, in questo senso auspico un accordo tra Sovrintendenza e Regione quanto prima. Ma un tratto di strada è stato fatto, e momenti del genere ce lo ricordano. Sono certa, data anche la mia esperienza decennale di consigliera della Municipalità Vomero-Arenella, che il passaggio di Colbert sarà solo il primo di tanti altri maestri della creatività di oggi e di domani. Sarà un volano per fare di San Martino una vera e propria agorà della cultura e delle culture”.

PHILIP COLBERT è nato in Scozia nel 1979, vive e lavora a Londra e si è laureato con un master in filosofia presso l’Università di St. Andrews. La sua ricerca artistica è stata sostenuta da figure del mondo dell’arte come Charles Saatchi e Simon De Pury. Le sue opere sono state esposte nei principali musei internazionali, tra cui: Hunan Province Museum (Hunan, Cina; 2022), Times Art Museum (Chongqing; 2021), Sejong Art Center (Seoul; 2021), Modern Art Museum (Shanghai; 2020), Saatchi Gallery (Londra; 2020), Multimedia Art Museum (Mosca; 2020), Tate Modern (London, 2015), The Van Gogh Museum (Amsterdam, 2015). Recentemente il suo lavoro è orientato verso le grandi installazioni di sculture all’aperto, tra le quali si ricordano: The floating Lobster sul Canal Grande, evento collaterale alla Biennale d’Arte di Venezia (Venezia; 2022) e The Lobster Empire, Via Veneto (Roma; 2022 – 2023).

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