Immigrati e giovani, le priorità dell’Arcygay

NAPOLI (di Attilio Iannuzzo – Il Mattino) – Si riconferma Antonello Sannino presidente di Arcigay Napoli. Ieri il Congresso a cui è seguito il dibattito degli associati per l’elezione del Presidente e del nuovo Consiglio Direttivo. Un primo step a cui seguirà il Congresso Nazionale che si svolgerà il prossimo novembre proprio a Napoli. Si delinea lo stato di continuità dell’ultimo triennio, con alcuni cambiamenti riguardanti l’aggiunta di nuovi membri nel direttivo.

Congresso Arcygay a Napoli
Congresso Arcygay a Napoli

“La novità di questo Congresso – ha detto il presidente dell’Arcygay a Napoli Antonello Sannino – è la continuità, andiamo avanti sulla stessa linea che ha portato il Gay Pride a Napoli e che ci ha portati a festeggiare il trentennale del nostro comitato a Napoli; le nostre attività continuano ad essere rivolte al sociale e alla tutela dei diritti, non solo del mondo lgtb, ma di tutta la comunità sia eterosessuale che omosessuale”. Sannino sottolinea l’importanza di attività rivolte a giovani e scolaresche, che si svolge in un momento cruciale della storia del Paese e che vede proprio la scuola come “campo di battaglia”: da un lato la riforma della scuola che introduce l’“educazione alle differenze” ovvero l’attuazione dei princìpi di pari opportunità e di promozione dell’educazione alla parità tra i sessi, alla prevenzione della violenza di genere e al contrasto all’omotransfobia; dall’altro un fronte reazionario che agita lo spauracchio del “gender”.

“Napoli ha fatto un gran lavoro in questi anni – dice il delegato cultura Claudio Finelli – in sinergia con l’amministrazione comunale, se teniamo conto anche ti ultimi atti importanti come la registrazione all’anagrafe del piccolo Ruben, figlio di due donne. Nella casa delle differenze – continua Finelli – ci sono attività continue e costatanti a cui gli associati si dedicano con grande passione e professionalità”. Arcygay continuerà l’attività rivolta ai migranti “in quanto – sottolinea Finelli – almeno il trenta per cento di essi appartiene alla realtà omosessuale”. Le attività culturali di Arcygay stringono già da tempo intese con altri paesi d’Europa e D’America in quanto “I diritti non hanno confini”. Finelli sottolinea la necessità di rimanere una forza apartitica “in quanto la difesa dei diritti non conosce colore politico ma unità di intenti”.

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