Il Sindaco di Caserta sfida la Soprintendenza: “De Magistris faccia come me”

NAPOLI – Un corno che nasce come “provocazione”, quasi una sfida alle Soprintendenze e ai “funzionari che fanno il compitino e non amano i nostri monumenti”. Il sindaco di Caserta Pio Del Gaudio difende la scelta di installare il corno di 13 metri realizzato dall’artista Lello Esposito davanti l’entrata della Reggia, respinge al mittente le accuse di aver messo in pericolo il titolo di Patrimonio dell’umanita’ Unesco del quale si fregia il grande palazzo reale borbonico realizzato da Luigi Vanvitelli, e lancia un appello al sindaco di Napoli Luigi de Magistris: “Non gli hanno voluto far mettere l’albero di Natale in Piazza Plebiscito? Ne metta due. Non gli hanno fatto mettere la slitta luminosa? Metta non una, ma due slitte nella piazza. Mi segua e faccia una proposta nazionale contro le Soprintendenze, facciamo una battaglia per valorizzare i nostri monumenti”.

Luigi De magistris“La mia e’ un’iniziativa provocatoria – spiega Del Gaudio all’Adnkronos – per richiamare l’attenzione sulla Reggia e sul suo stato di degrado. Per una campagna pubblicitaria del genere mi sarebbero serviti 2 milioni di euro, il corno invece e’ costato 70mila euro tutto compreso di fondi che non potevano essere utilizzati per altro, fondi vincolati e destinati”.

Nessuno ‘rischio Unesco’, assicura Del Gaudio: “Queste dichiarazioni sono l’ennesima scorrettezza che viene fatta alla nostra citta’. Non penso che l’Unesco stia dietro a queste sciocchezze, penso invece che il rischio per il titolo di patrimonio dell’umanita’ potrebbe esserci se non si tolgono le impalcature che sono qui da un anno, se non si sistema il parco all’interno. Anzi, saremo noi a invitare i rappresentanti dell’Unesco per far vedere loro lo stato di degrado della nostra Reggia”.

 “Il problema e’ che abbiamo un funzionariato dei beni cuturali vetusto e non innamorato del nostro monumento, e una Soprintendenza che non c’e’ mai e non ha interesse a Caserta. Del corno se ne sono accorti dopo 48 ore, forse erano giorni festivi e non c’era nessuno”.

Ammette di aver cercato la provocazione: “Potevo mettere il corno da un’altra parte, e sicuramente durante o dopo le feste di Natale andra’ via. Ma la mia decisione nasce dall’esasperazione di una citta’ che ha visto la chiusura della Reggia per i violenti fenomeni atmosferici di due settimane fa. In tre giorni la mia Amministrazione ha rimesso a posto tutti i danni causati dal maltempo, la Reggia e’ rimasta invece chiusa una settimana e senza l’intervento mio e del ministro Bray, un grandissimo ministro, sarebbe rimasta chiusa. Se l’iniziativa del corno servira’, ne mettero’ altri”. Infine l’appello al sindaco di Napoli: “Le Soprintendenze andrebbero cambiate totalmente, ora fanno solo il compitino in classe. A Napoli e a Caserta non si puo’ lavorare con funzionari che fanno il compitino, basta vedere lo stato della Reggia, la chiusura dei negozi e delle attivita’ commerciali nei dintorni. I monumenti vanno rispettati ma non ci si puo’ comportare cosi’: de Magistris mi segua, faccia una proposta nazionale contro le Soprintendenze. Facciamo una battaglia per valorizzare i nostri monumenti, facciamola ora che c’e’ un ministro come Massimo Bray che sicuramente ci aiutera’”, conclude.

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