Il presidente della IV municipalità: do fastidio perché sono un presidente “operaio”

NAPOLI (di Claudia Carbone) – Essere Presidente di una Municipalità a Napoli non è semplice. E lo sa bene Armando Coppola, Presidente della IV municipalità, quella che comprende le zone S. Lorenzo, Vicaria, Poggioreale e la zona industriale.

Armando Coppola
Armando Coppola

E forse questo è il pensiero che gli è passato per la testa quando ha scoperto la scritta “Vai via!” sulla saracinesca del Caf di via Stradera dove sua moglie, in qualità di avvocato,  doveva prestare una consulenza. La nuova sede del centro servizi avrebbe dovuto rappresentare tra l’altro, un luogo di incontro tra il presidente e i cittadini. Raggiungiamo telefonicamente il presidente Coppola, per raccogliere i suoi commenti a caldo sull’accaduto.

 

Presidente, l’ha colta di sorpresa questo gesto?

 

Sì. Francamente non me l’aspettavo e non pensavo si potesse arrivare a tanto. Se la politica, perfino a livelli di municipalità, si riduce a questo, vuol dire che siamo messi veramente male.

Non avrei mai pensato a gesti simili, tant’è vero che non avevamo predisposto l’utilizzo di catenacci e neppure videosorveglianza.

 

Pensa che il gesto sia opera di un singolo contestatore o che sia in atto una protesta più strutturata contro il suo operato?

 

Non credo sia in atto una rivolta contro il presidente, anzi, nella mia mente penso di sapere chi è l’autore del gesto, ma ovviamente non ho prove e non posso dire il nome.

Diciamo che potrebbe essere qualche politicante della zona a cui do fastidio perché finalmente, dopo tanti anni, qualcosa si inizia a muovere.

 

Potrebbe essere un’intimidazione diretta a qualche suo provvedimento in particolare?

 

No, credo piuttosto dia fastidio il mio essere un presidente “operaio”. Anche se è una definizione abusata, penso che esprima al meglio l’idea di un presidente presente fisicamente sul territorio. Io sono anche un medico ed in quanto tale ho rapporti diretti con i cittadini, molti di loro, infatti, sono prima miei pazienti e poi miei elettori. Ipotizzo quindi che dia fastidio la mia presenza e il contatto diretto che ho con le persone sul territorio.

 

Ha ricevuto altre intimidazioni in passato?

 

Sì. Circa un anno fa, dopo lo scandalo dei falsi invalidi a Poggioreale, la cui indagine fu portata a termine grazie a dei file che consegnai alla magistratura, ricevetti una telefonata intimidatoria particolarmente inquietante, a cui fecero seguito altre telefonate, mute o con sottofondo di strani respiri. A parte questi episodi, regolarmente denunciati, nulla più.

 

Quali sono le maggiori problematicità che riscontra nella sua municipalità?

 

Spesso ho la presunzione di dire che la IV municipalità rappresenta la città di Napoli. Se consideriamo infatti i territori compresi nell’area, ovvero il centro antico, l’ex zona industriale, l’area commerciale, questi sono luoghi con cui si identifica Napoli stessa,  per cui i problemi della IV municipalità sono i problemi della città. Tanto per citarne alcuni, c’è la questione della videosorveglianza nella zona orientale dove c’è il problema della prostituzione, la lotta agli sversamenti abusivi, la questione della riqualificazione del centro storico, il miglioramento delle aree mercatali, la situazione delle strade e così via.

 

Qual è la situazione che le preme risolvere al più presto?

Ce ne sono tante. Alcune le stiamo per attuare e molte altre sono già state avviate, come ad esempio la riapertura dell’ex Cimitero degli inglesi, un polmone verde con un potenziale non indifferente. Ci stiamo poi occupando dell’ex Ospedale della pace, una situazione che era doveroso affrontare, dove abbiamo già ripulito il chiostro e ripristinato dei servizi igienici all’interno e ancora, la riqualificazione dell’area di Borgo Sant’Antonio Abate. Insomma, siamo attivi su vari fronti.

 

Incontra attimi di stanchezza nello svolgimento del suo lavoro?

 

Certo, ci sono dei veri e propri attimi di scoramento, soprattutto quando lavori dando te stesso al cento per cento e non vedi eguale risultato.

Ci sono momenti, quando rientro a casa la sera tardi e non riesco a stare con i bambini che già dormono da un pezzo, che mi domando: “chi me l’ha fatto fare? ”, ma sono attimi che vengono presto superati. Finché avrò l’appoggio della mia famiglia e dei miei collaboratori, vado avanti, non mi fermo.
C’è qualcosa che contesterebbe all’amministrazione napoletana in generale?

 

Senza tirare in ballo schieramenti politici, questo sindaco è stato una delusione per me. Contesto due cose a de Magistris: il non avere una reale idea di cosa sia Napoli e di come farla evolvere e, utilizzando le parole di Tancredi nel Gattopardo, gli contesto di aver  “cambiato tutto per non cambiare niente”. Questa amministrazione pecca di un’inerzia disarmante e de Magistris non ha saputo dare quel tocco di rinnovamento di cui la città aveva bisogno, a partire soprattutto dai dirigenti.

Tanto per fare un esempio, per un progetto riguardante l’area di Via Cupa Principe, inizialmente fissato a 1 milione e 200 mila euro, siamo riusciti ad acquisire un terreno per soli 11 mila euro e probabilmente, considerando i lavori necessari, riusciremo a stare entro i 100 mila euro totali. Fin qui tutto bene, ma per far andare in porto l’operazione ho dovuto passare circa un anno e mezzo tra telefonate ed attese varie facendo pressione agli uffici centrali, laddove era già evidentemente chiara la convenienza dell’operazione. E’ assurdo che si debba perdere tutto questo tempo per questioni che potrebbero essere risolte molto più velocemente.

 

Ha un messaggio per altri esponenti politici che come lei hanno ricevuto intimidazioni?

 

Facendo riferimento alla mia esperienza, posso consigliare assolutamente di non fermarsi davanti a questi atti intimidatori e di andare avanti. Non bisogna farsi scoraggiare, altrimenti diamo ragione a chi compie questi gesti.

 

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