Il monito di Pansa: «Contro il racket modello Napoli»

NAPOLI (di Attilio Iannuzzo – Il Mattino) – “Paga chi non paga”, non è solo uno slogan, ma un nuovo orientamento agli acquisti che tutela la legalità ed evita di alimentare la criminalità organizzata. La guida al consumo critico 2015 presentata dalla Fai, Federazione Antiracket Italiana, illustrata nella sede dell’Università Federico II di Napoli, si pone gli obiettivi di un consumo orientato ad accrescere il profitto delle aziende che operano nell’ambito della legalità.

Alessandro Pansa
Alessandro Pansa

La necessità di “creare una rete di commercianti” è il primo passo per iniziare una lotta concreta al racket. “A Napoli e in Campania – dichiara il Capo della Polizia di Stato Alessandro Pansa – abbiamo creato un modello che dobbiamo esportare a livello nazionale per contrastare i fenomeni estorsivi; rivolgo un appello alla cittadinanza affinché‚ collabori con l’ampia rete istituzionale perché‚ – ha affermato – se il fenomeno estorsivo esiste ancora, nonostante la catena efficace tra istituzioni e cittadini funzioni, significa che a questa catena si devono aggiungere altri anelli”. Da qui la necessità di “coinvolgere sempre più il tessuto sociale – continua Pansa – senza il quale l’azione di contrasto è più difficile”.  Diventa dunque “importante coinvolgere sempre più il tessuto sociale, senza il quale l’azione di contrasto è più difficile”.

Pansa ha evidenziato come le nuove mafie abbiano modificato la loro azione, e “oggi puntano alle grandi aziende, imponendo la propria presenza con un sistema integrato che va dall’imposizione di un prodotto a quello di posti di lavoro da assegnare ad affiliati e amici”. Il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che ha presenziato al Convegno, insiste sulla necessità di “non lasciare solo chi lotta contro la criminalità”. “In Italia – sottolinea il Sindaco – le istituzioni sono intrise di corruzione. C’è bisogno che la gente si schieri e che non lasci soli quanti sono impegnati nel contrasto alla criminalità. “In città si ha una rigenerazione costante del tessuto criminale – asfferma il Capo della Procura di Napoli Giovanni Colangelo – che spesso vede coinvolti i giovanissimi e questo mi preoccupa”. Colangelo ha evidenziato come il racket sia “un fenomeno grave praticato dalle organizzazioni criminali che non lascia indenne alcun settore e che – ha aggiunto – stringe in una morsa la creatività e l’economia legale di Napoli”. Nonostante l’impegno e la massima collaborazione tra tutte le forze di polizia, per il Capo della Procura di Napoli “non sarà possibile sconfiggere la camorra e reggere all’impatto dell’illegalità diffusa senza l’azione di contrasto della cittadinanza”.

“La criminalità organizzata, non chiede solo il pizzo – afferma Santi Goffrè, Commissario Straordinario Antiracket – ma entra a far parte del sistema imprenditoriale, sostituendosi ai veri titolari; l’obiettivo oggi è quello di riuscire a sradicare le radici della criminalità dalle aziende. Il nostro territorio è ormai terra di conquista dei nuovi clan e di fronte a questa nuova pericolosissima emergenza nasce la necessità di unirsi – aggiunge il Goffrè, – per contrastare le nuove offensive del crimine organizzato. La consapevolezza che denunciare ci rende liberi e ci aiuta a riprendere possesso della nostra terra”.

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