Il Medio Oriente e la sua eterna guerra

(di Nunzia Marciano) – Israele e Stato della Palestina. Torti e ragioni. Accuse e difese. Attacchi e resi. Risoluzioni e guerra. Gli antipodi della questione Medio Orientale al cui centro restano irrimediabilmente loro. I civili. Vittime inermi, dall’uno e l’altro lato, rifugiati apolidi in quella striscia di sconfitta umana chiamata Gaza. Al Consiglio di Sicurezza dell’ONU si discute degli ultimi fatti di sangue. E l’Italia, rappresentata dal Vice Rappresentante Permanente dell’Italia presso le Nazioni Unite, Ambasciatore Inigo Lambertini, interviene.

C’è preoccupazione, ovviamente e diversamente non potrebbe essere, è la prima precisazione dell’ambasciatore napoletano: “Abbiamo pianto la tragica perdita di vite tra i palestinesi, con numerosi giovani uccisi durante i recenti scontri e ribadiamo il diritto di dimostrare pacificamente”. Il 14 luglio l’Italia ha condannato l’attacco terroristico avvenuto lo stesso giorno nella Città Vecchia di Gerusalemme. Non c’è giustificazione per gli omicidi né per la glorificazione della violenza.

Da qui poi arriva l’invito dell’Italia, che “preso atto delle assicurazioni del Primo Ministro Netanyahu che non saranno introdotti cambiamenti nello status quo dei Santi Siti e sottolineando il ruolo speciale di Giordania in relazione a tali Siti”, invita appunto tutte le parti a fare del loro meglio per sminuzzare la violenza in espansione, ripristinare la calma e sostenere lo status quo nei Luoghi Santi a Gerusalemme, in parola e in pratica. “Molti ostacoli devono essere superati sulla strada per la pace.

Tra di loro, la violenza, confermata tristemente dagli eventi più recenti che ho allusione a prima, e gli insediamenti meritano una particolare considerazione. L’Italia ha chiaramente espresso la sua preoccupazione per l’espansione intensificata degli insediamenti israeliani, a seguito della recente approvazione delle autorità israeliane di un piano per costruire quasi un migliaio di unità abitative in un insediamento a Gerusalemme Est.

Crediamo che la decisione israeliana sia in contrasto con la prospettiva di due stati e sconvolge la possibilità di garantire un futuro di pace e sicurezza alle parti”, ha detto ancora l’ambasciatore, che ha riconosciuto anche alcuni progressi positivi, seppur limitati, come gli accordi relativi all’elettricità e all’acqua firmati negli ultimi giorni, “Incoraggiamo le parti a continuare a lavorare sulla cooperazione a livello di terra e per elaborare nuove iniziative comuni in tali aree”, il monito dell’Italia. La guerra intanto continua, miete vittime e i tentativi dell’Onu di mediare attraverso le risoluzioni sono stati finora vani. All’ONU c’è apprensione e la via della pace è ancora lontana, mentre a Gerusalemme si continua a morire.

 

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