Il Lungomare Liberato dagli architetti di Napolicreativa

NAPOLI (di Maurizio Scialdone) – Il 31 maggio, nelle sale dell’hotel Royal Continental, a Napoli, si è celebrata la premiazione del concorso bandito dall’associazione Napolicreativa, presieduta dall’arch. Grazia Torre, dal titolo: “la Convivialità Urbana”. Il bando si rivolgeva al tratto del Lungomare Liberato, invitando gli architetti ad esprimere la propria visione di riconnessione urbana tra quel tratto di strada, Il Lungomare appunto, la Villa Comunale e la città alle spalle.

Pedonalizzazione in via Caracciolo
Pedonalizzazione in via Caracciolo

Il dato emerso in maniera evidente è che ormai nella visione della Napoli futura, il Lungomare è certamente visto come zona integralmente da restituire alla pedonalità, necessità questa, espressa dalla quasi totalità dei lavori esposti. I progetti hanno illustrato, chi più chi meno, una gran voglia di ridisegnare la città, liberandosi da lacci e laccioli con i quali l’urbanistica, in particolare quella napoletana, ha tenuto imbrigliata la fantasia di chiunque volesse confrontarsi con temi di più ampio respiro. Mentre le altre città europee si sono ridate un nuovo disegno, una nuova identità, anche se ovviamente e necessariamente radicata nella loro stessa tradizione, Napoli è rimasta uguale a sé stessa. Senza alcuno sviluppo, men che meno una prospettiva di esso. Una città congelata, cristallizzata. Bloccata dalla propria storia, dalla propria intolleranza alle novità, ai cambiamenti.
Sono venti o trent’anni che a Napoli non è più consentito un ridisegno urbano in grande scala, anni nei quali sono prevalsi l’interesse del “vincolo”, degli indici, dei numeri o dei pochi interventi di arredo urbano, ma veri di “pezzi di città” da poter ripensare o ridisegnare neanche l’ombra.
Questo il merito di Napolicreativa. Una sfida che gli architetti napoletani hanno raccolto, dimostrando di saperla affrontare con grande efficacia, dimostrando che la città ha bisogno di nuove idee, di nuove teorie, di un nuovo confronto sugli assi di sviluppo est-ovest della città.

La città di Napoli è un immenso patrimonio artistico a cielo aperto, non solo monumentale, ma anche e soprattutto naturale. Il lungomare gode di una quinta unica al mondo. Una cavea spettacolare che va dalla collina di Posillipo, passando per il Vomero, fino al promontorio di Pizzofalcone. Ed al centro la “Skené”. Il lungomare che nell’immaginario della gran parte dei cittadini napoletani appare ormai inevitabilmente “liberato” dal traffico urbano veicolare, per diventare uno spazio dedicato alla rappresentazione della città.
Come diceva Aldo Rossi: una stanza deve fare la stanza, una casa deve fare la casa, una città deve fare la città. E la città è e deve essere la rappresentazione illuminata delle istanze dei cittadini.

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